In vista delle elezio9ni comunali di giugno due sono le liste in campo, la civica di larghe intese guidata da Nicola Moioli e la lista civica marcatamente di centrodestra rappresentata da Mauro Pedone.
Lo strappo in Giunta e il segnale politico
La revoca dell’incarico di assessore a Gloria Chitò non è soltanto un atto amministrativo. È, a tutti gli effetti, il primo vero segnale che la campagna elettorale a Cividate ha già preso il via. A pochi mesi dal voto, infatti, le dinamiche interne alla maggioranza e alla minoranza iniziano a scoprirsi, mostrando tensioni, riposizionamenti e strategie che guardano chiaramente alle urne. Lo strappo consumato nella Giunta guidata da Gianni Forlani sembra andare ben oltre la figura di Chitò. Secondo le prime indiscrezioni, infatti, almeno due assessori dell’attuale esecutivo avrebbero già avviato un percorso politico alternativo, aderendo al progetto promosso da Nicola Moioli, oggi riferimento della minoranza. Un passaggio che aiuterebbe a spiegare il siluramento dell’assessore e che apre un interrogativo politico di peso: la lista che sta prendendo forma attorno a Moioli rappresenterà davvero una rottura o piuttosto una continuità amministrativa con l’attuale sindaco uscente?
La lista Moioli: identità da definire
Sul fronte della minoranza, il gruppo guidato da Nicola Moioli è al lavoro per costruire una lista alternativa all’attuale Amministrazione. Ma il progetto è ancora in una fase delicata e non completamente definita. Il nodo centrale riguarda l’identità politica: sarà una lista chiaramente collocata a destra o a sinistra, oppure una proposta civica capace di tenere insieme sensibilità differenti? La risposta non è solo teorica, ma passa soprattutto dai nomi che entreranno in lista. La possibile adesione di amministratori oggi in carica nella Giunta Forlani rafforza l’ipotesi di una continuità amministrativa, più che di una vera discontinuità politica. Un elemento che potrebbe pesare nel giudizio degli elettori e che rischia di rendere più complesso il messaggio politico della proposta Moioli, sospesa tra rinnovamento e prosecuzione dell’esperienza attuale.
Il centrodestra e la partita Pedone
In questo scenario frammentato, i partiti di centrodestra sono chiamati a una scelta decisiva. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia dovranno decidere se presentarsi in modo compatto, se sostenere una lista civica o se muoversi in ordine sparso. Il loro peso sarà determinante per orientare la campagna elettorale, ma al momento le strategie non sembrano ancora del tutto allineate. L’unica proposta che oggi appare chiaramente connotata a destra è la lista guidata da Mauro Pedone. Un progetto che può già contare sull’adesione del segretario della Lega di Cividate, Adriano Balestra, indicato tra i possibili candidati, e che sembrerebbe avere anche il sostegno di Fratelli d’Italia. Nella lista Pedone, infatti, sono numerosi i cividatesi iscritti al partito di Giorgia Meloni, che , anche senza simbolo, avrebbero individuato in questo progetto il proprio riferimento per le prossime comunali. La partita per il sostegno del primo partito d’Italia, però, resta aperta. Nel campo opposto, infatti, c’è Luca Maifredi, da tempo investito del ruolo di coordinatore di Fratelli d’Italia a Cividate e vicino al progetto Moioli. Un dualismo che rende ancora più incerti gli equilibri futuri. In mezzo a questi incastri politici si colloca la figura di Gloria Chitò. Rimasta in Consiglio comunale dopo la revoca dell’incarico, la sua prossima scelta potrebbe rivelarsi decisiva. Resterà nell’area di riferimento originaria, darà vita a un progetto autonomo o confluirà in una delle liste in formazione? Con oltre dieci anni di esperienza amministrativa, un consenso personale consolidato e una forte visibilità, Chitò rappresenta una pedina chiave nello scenario che va delineandosi. Cividate si avvicina così al voto tra molte incognite e pochi punti fermi. Al momento, l’unica certezza sembra essere un centrodestra che, con la lista guidata da Mauro Pedone, appare l’unico schieramento già strutturato e riconoscibile. Tutto il resto è ancora una partita apertissima.