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Sala e Caparini contro Borrelli: continua la polemica sulle mascherine

Fabrizio Sala e Davide Caparini hanno criticato pesantemente le parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che rifiuta di usare la mascherina.

Sala e Caparini contro Borrelli: continua la polemica sulle mascherine
Politica Treviglio città, 05 Aprile 2020 ore 08:39

La polemica nella serata di ieri, dopo che Regione Lombardia ha imposto, da oggi, l’utilizzo obbligatorio della mascherina.

Borrelli: “Basta il distanziamento sociale”

Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, infatti, ha dichiarato di non utilizzare la mascherina, perché è sufficiente il distanziamento sociale ad evitare il contagio. In questo modo Borrelli si è posto in netto contrasto con la nuova ordinanza emessa nel tardo pomeriggio di ieri da Regione Lombardia, che prevede invece l’obbligo di coprirsi naso e bocca (possibilmente con mascherine, altrimenti con anche un foulard o una sciarpa).

“Borrelli che sta facendo?”

Così, dopo le tensioni che già c’erano state nelle scorse settimane, ecco che tornano a esserci scintille tra Regione Lombardia e Protezione civile. L’assessore regionale al Bilancio Davide Caparini ha risposto così alle dichiarazioni di Borrelli:

In Lombardia chiediamo il rispetto della distanza sociale e di proteggere naso e bocca. Dato che stiamo ancora aspettando le mascherine che Borrelli ci ha promesso, noi lombardi lo faremo come potremo, perché ci rispettiamo. Nel frattempo, la nostra Protezione civile sta distribuendo milioni di mascherine ai più fragili e alle farmacie. Borrelli, invece, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?

Stesso tono, se non ancora più duro, quello usato dal vicepresidente regionale Fabrizio Sala:

Le parole del capo dipartimento della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli ci lasciano a dir poco basiti. Di fatto, Borrelli prende nettamente le distanze dal nostro provvedimento sulla necessità di coprire le vie respiratorie quando si esce di casa. Un modo di comportarsi che non esitiamo a definire imprudente e che davvero fatichiamo a comprendere. Non capiamo se si stia sottovalutando il diffondersi del contagio o se ci sia una mancanza di approfondita conoscenza di ciò che è successo nelle aree maggiormente colpite nel mondo. È un momento che richiederebbe una forte coesione, in particolare nelle linee guida per la protezione dei cittadini, ma pare che venga sempre messo in discussione ciò che in Lombardia costruiamo con tanta fatica per la salute della popolazione.

 

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