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Romano, per la scuola Fermi si riaccende la speranza: “Pronti a una nuova sfida da 2,5 milioni”

Il sindaco Gafforelli: "È una priorità per tutta la città. Vogliamo garantire agli studenti ambienti moderni, sani e sicuri"

Romano, per la scuola Fermi si riaccende la speranza: “Pronti a una nuova sfida da 2,5 milioni”

Dopo il fallimento del progetto Pnrr, il Comune guarda al Conto Termico per finanziare la ricostruzione del plesso dei Cappuccini a Romano.

Una storia iniziata con un sogno da cinque milioni

Dopo anni di attesa e di incertezze, per la scuola Enrico Fermi di Romano torna ad accendersi una concreta speranza. L’annuncio è arrivato durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, quando il sindaco Gianfranco Gafforelli ha illustrato una nuova opportunità che potrebbe finalmente consentire la completa ricostruzione del plesso scolastico del quartiere Cappuccini, da tempo considerato una delle principali criticità del patrimonio edilizio cittadino. La vicenda affonda le sue radici nel 2022. All’epoca l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Sebastian Nicoli aveva presentato un progetto ambizioso del valore di circa cinque milioni di euro. L’obiettivo era quello di realizzare una scuola completamente nuova, costruita in legno e progettata secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. Il piano prevedeva un edificio di circa duemila metri quadrati distribuito su due livelli, con quindici aule, laboratori innovativi, nuovi spazi amministrativi e ambienti pensati per rispondere alle esigenze della didattica contemporanea. Una struttura destinata a sostituire integralmente l’attuale complesso scolastico, composto da prefabbricati installati negli anni Sessanta come soluzione temporanea e rimasti in funzione fino a oggi. Quel progetto, però, non riuscì a ottenere i finanziamenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. La richiesta venne infatti esclusa a causa dell’assenza della documentazione relativa all’adeguamento antisismico dell’edificio esistente. Un elemento che il Comune aveva ritenuto non necessario, considerando che la scuola sarebbe stata demolita e sostituita da una nuova costruzione. Le regole del bando, tuttavia, non consentirono deroghe e la candidatura fu respinta.

Anni di attesa e una situazione sempre più urgente

L’esclusione dai fondi Pnrr ha rappresentato una battuta d’arresto significativa per un progetto considerato strategico non solo per il quartiere Cappuccini ma per l’intera comunità di Romano. Da allora l’iter si è sostanzialmente fermato, senza che si aprissero nuove possibilità di finanziamento in grado di sostenere un investimento così rilevante. Nel frattempo, però, le condizioni della scuola non sono cambiate. Gli edifici prefabbricati, nati oltre sessant’anni fa con carattere provvisorio, continuano ad accogliere quotidianamente studenti, insegnanti e personale scolastico. Una situazione che con il passare del tempo ha reso sempre più evidente la necessità di un intervento strutturale definitivo. La richiesta di una nuova scuola è rimasta costantemente al centro del dibattito cittadino, alimentata dalla consapevolezza che gli attuali spazi non rispondono più agli standard qualitativi e funzionali richiesti dall’edilizia scolastica moderna. Proprio per questo motivo l’amministrazione comunale ha continuato a lavorare alla ricerca di strumenti alternativi che potessero rendere nuovamente realizzabile il progetto.

La carta del Conto Termico e l’obiettivo 2028

La novità illustrata dal sindaco Gafforelli riguarda la possibilità di accedere al Conto Termico, il meccanismo nazionale gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse) che sostiene gli interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici. Si tratta di uno strumento che potrebbe cambiare radicalmente la sostenibilità economica dell’intervento. Grazie ai contributi previsti per le strutture ad alta efficienza energetica, il Comune punta infatti a ottenere una copertura pari a circa la metà dell’investimento complessivo. In termini concreti, il costo a carico dell’ente passerebbe da cinque milioni a circa due milioni e mezzo di euro. Una cifra considerata più sostenibile per le casse comunali e compatibile con l’accensione di un mutuo destinato a finanziare l’opera. Proprio questa riduzione dei costi rappresenta oggi l’elemento che potrebbe consentire di sbloccare definitivamente un progetto rimasto per troppo tempo nel cassetto.
Le prossime settimane saranno decisive per verificare la percorribilità del percorso individuato dall’amministrazione. Se l’accesso ai contributi del Conto Termico dovesse concretizzarsi e l’operazione finanziaria andare a buon fine, il cantiere della nuova scuola Enrico Fermi potrebbe aprire nel corso del 2028, restituendo finalmente alla città un edificio moderno, efficiente e all’altezza delle esigenze delle nuove generazioni.

“Siamo davvero fiduciosi nell’affrontare questa nuova sfida – ha dichiarato il sindaco Gianfranco Gafforelli – che rappresenta una risposta concreta a un bisogno non solo del quartiere Cappuccini, ma dell’intera città. La scuola Fermi, da quando mi sono insediato, è uno dei pensieri e delle priorità che mi sono dato. Ora attendiamo con fiducia di poter procedere e, nel giro di due anni, iniziare i lavori per dare alle famiglie di Romano e ai nostri studenti luoghi idonei, sani e sicuri dove studiare e crescere”.