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Porto d’armi per legittima difesa, il caso dell’imprenditore della Valcamonica

A seguito di ripetuti furti, aveva chiesto il porto d'armi per difesa personale, che gli è stato negato dal Prefetto. On. Grimoldi (Lega): "sentenza contraria al buonsenso"

Porto d’armi per legittima difesa, il caso dell’imprenditore della Valcamonica
Politica Treviglio città, 20 Agosto 2018 ore 13:21

Non è facile ottenere il porto d’armi, soprattutto se per “legittima difesa”. E’ stata pubblicata ieri la sentenza del Consiglio di Stato riguardo alla richiesta di un imprenditore bresciano (G.A.), titolare di un’azienda con cento addetti a Pian Camuno, nella Valcamonica.

Il caso

G.A. è titolare di una impresa specializzata in montaggio e manutenzione di impianti industriali. In seguito ai diversi furti subìti, ha deciso di chiedere alla Prefettura di Brescia il rilascio di una licenza di porto d’armi per difesa personale. La licenza però, come riporta Bresciasettegiorni gli è stata negata dal prefetto e, successivamente, anche dal Consiglio di Stato.

Grimoldi: “Sentenza opposta al buonsenso”

I casi di imprenditori rapinati fanno discutere anche l’On. Paolo Grimoldi, che parla di “una sentenza opposta al buonsenso”.

“Così ad un imprenditore bresciano più volte rapinato viene impedito di munirsi di una pistola per potersi difendere a casa propria da una nuova rapina. Forse i giudici del Consiglio di Stato ignorano che nel bresciano, a Pontoglio, un padre di famiglia tre anni fa è stato massacrato e ucciso in casa propria da rapinatori albanesi e che un anno fa, sempre nel bresciano, a Ghedi, un uomo è stato ridotto in fin di vita sempre dal malviventi penetrati nella sua villa. Per cui meglio lasciare disarmato questo imprenditore e aspettare che subisca una rapina e magari faccia la fine del macellaio di Pontoglio? No grazie, a breve modificheremo le norme sulla legittima difesa perché in casa propria ci si deve poter difendere sempre, senza se e senza ma”.

Tuttavia, per ora nessuno dei cinque progetti di legge in discussione in Parlamento propone di modificare le modalità di rilascio del porto d’armi.

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