Politica

Nuovo scontro in Consiglio sul data center

Una nuova mozione di "Insieme per Arcene" accende gli animi con "Cambiamo Arcene". Il capogruppo Mariani: "Documento pretestuoso, paradossale e, per certi versi, amministrativamente irresponsabile".

Nuovo scontro in Consiglio sul data center

Il dibattito politico sul futuro data center di Arcene si arricchisce di un nuovo capitolo. Nella seduta consiliare di lunedì 11 maggio, il gruppo di minoranza “Insieme per Arcene” ha presentato una nuova mozione per ottenere dall’Amministrazione Ravanelli informazioni più chiare e aggiornate sullo stato del progetto del tanto discusso Innovation hub, che dovrebbe sorgere su un’area di oltre 100mila metri quadrati all’interno del Plis della Gera d’Adda.

Visto l’attuale quadro normativo, che risulta mutato a seguito della riforma approvata nei mesi scorsi dal Parlamento, che ha introdotto un procedimento unico autorizzativo per accelerare i tempi di realizzazione di queste infrastrutture, i consiglieri all’opposizione Silvano ForestiAlessio SpiniEnrico Guarnieri e Fabio Ghidotti hanno segnalato possibili incongruenze legislative con quanto deliberato in precedenza dal sindaco Roberto Ravanelli e dalla Giunta.

Le richieste della minoranza

In virtù di ciò, “Insieme per Arcene” ha impegnato il primo cittadino a chiedere a “Expand Srl”, soggetto proponente, e a “Roncello Capital Srl”, proprietaria dell’area, una dichiarazione scritta sulle attività svolte finora, sull’eventuale esistenza di operatori terzi e sulla volontà di portare avanti l’iter.

L’opposizione inoltre, ha richiesto una relazione istruttoria sullo stato di avanzamento della prestazione professionale dell’avvocato Andrea Di Lascio e dell’ingegnere Marcello Fiorina, i due professionisti esterni a cui è stata affidata la stesura del protocollo d’intesa tra Comune e investitore dietro un compenso di 50mila 752 euro, sostenuto dalla stessa «Roncello Capital».

La replica della maggioranza

Tutte queste richieste però, sono state respinte dal gruppo di maggioranza “Cambiamo Arcene”, che ha espresso voto contrario alla mozione criticando aspramente l’operato della minoranza.

“Siamo di fronte a un documento che non definirei solo pretestuoso, ma addirittura paradossale e, per certi versi, amministrativamente irresponsabile – ha riferito il capogruppo Fabio Mariani – Assistiamo al goffo tentativo della minoranza di voler dimostrare a tutti i costi che l’investitore sia sulla via della rinuncia. Una narrazione che si scontra però con la realtà dei fatti, oltre a rivelare una profonda miopia amministrativa. Il progetto prosegue; l’investitore sta solamente aspettando l’approvazione della nuova legge da parte di Regione Lombardia per essere giustamente sicuro di muoversi in un campo di assoluta certezza del diritto”.

Spazio poi alla replica sul compenso di Fiorina e Di Lascio.

“Possiamo tutti affermare che sono fondi vincolati a una convenzione trasparente. Ci preme pertanto sottolineare che la trasparenza non si fa con i processi alle intenzioni, ma seguendo gli iter di legge. “Cambiamo Arcene” sostiene e condivide l’operato della Giunta nel non voler forzare i tempi, considerandola una prudenza amministrativa volta a ottenere un progetto solido e in pieno accordo con la legge. Sarebbe un atto di irresponsabilità amministrativa blindare oggi protocolli d’intesa o pareri tecnici senza attendere la normativa regionale”.