Politica

No vax all'Ospedale di Bergamo, solidarietà dai parlamentari della Lega

I leghisti hanno commentato il ritrovamento dei volantini minatori sui parabrezza delle auto dei sanitari, esprimendo loro vicinanza

No vax all'Ospedale di Bergamo, solidarietà dai parlamentari della Lega
Politica Bergamo e hinterland, 12 Dicembre 2021 ore 15:40

No vax all’ospedale di Bergamo. I parlamentari bergamaschi della Lega: “Minacce e intimidazioni non sono tollerate, assurdo siano passati da eroi a non essere rispettati, massima solidarietà”.

Le minacce dei no vax all'Ospedale di Bergamo

I parlamentari bergamaschi della Lega Roberto Calderoli, Simona Pergreffi, Daniele Belotti, Rebecca Frassini, Cristian Invernizzi, Alberto Ribolla, Tony Iwobi e Daisy Pirovano hanno espresso la propria solidarietà a tutto il personale sanitario dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo vittima delle minacce dei no vax.

I volantini ritrovati dai dipendenti dell'Asst Papa Giovanni XXIII

I fatti in oggetto risalgono a venerdì 11 dicembre, quando il primario di Medicina dell'ospedale di Bergamo, Stefano Fagiuoli, ha denunciato la comparsa di volantini minatori sulle automobili parcheggiate dei dipendenti del nosocomio. "Chi collabora con la dittatura ne sarà anch'esso vittima. I vaccini uccidono, il Green Pass è nazismo sanitario", questo il testo delirante dei volantini.

La solidarietà dei parlamentari

"Bergamo è stata la provincia più colpita dalla prima ondata della pandemia, il lavoro straordinario dei medici e degli infermieri stremati da turni infiniti ha consentito di salvare tante persone e di stare vicino con grande umanità a chi invece, lontano dai propri familiari, non ce l’ha fatta - hanno commentato i parlamentari - Minacciarli e insultarli con adesivi solo perché si sono sacrificati per la comunità è un gesto vile e vergognoso. La Lega in questa triste vicenda si sente ancora più vicina al personale dell’ospedale e rinnova la propria solidarietà a tutti medici e infermieri che, da eroi, i no vax hanno trasformato in persone da ingiuriare e minacciare solo perché hanno svolto e continuano a svolgere il proprio lavoro”.