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“No al velo islamico se rende irriconoscibili le madri al ritiro dei figli da scuola”

"Non può essere garantita né la sicurezza dell'alunno".

“No al velo islamico se rende irriconoscibili le madri al ritiro dei figli da scuola”
Politica 02 Ottobre 2018 ore 15:21

No al velo islamico se rende irriconoscibili le madri al ritiro dei figli a scuola. E i parlamentari bergamaschi della Lega scrivono al Ministero.

I leghisti scrivono al Ministro

Vietare il velo islamico alle mamme che vanno a prendere i figli a scuola, perché in assenza di riconoscimento delle donne “non può essere garantita né la sicurezza dell’alunno, né gli insegnanti o il personale scolastico che ha in custodia i minori”. E’ la proposta della senatrice Simona Pergreffi e del deputato Daniele Belotti (Lega) che oggi hanno scritto al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, al dirigente scolastico provinciale di Bergamo Patrizia Graziani e al prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi. Casi del genere sarebbero accaduti in diverse scuole della Provincia.

Cosa dice la legge

Belotti e Pergreffi citano la sentenza della Cassazione Civile del 30 marzo 1999 secondo la quale “l’Istituto d’istruzione ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui gli sono affidati, e quindi fino al subentro, reale o potenziale, dei genitori o di persone da questi incaricate”. “In seguito a segnalazioni che ci sono pervenute ci risulta che in alcune scuole della bergamasca sono presenti all’esterno degli edifici scolastici donne islamiche con il viso integralmente coperto dal niqab” spiega la senatrice. “Ciò si scontra con la sentenza della Cassazione che stabilisce l’obbligo di vigilanza della scuola sui minori anche durante l’uscita, quindi fino al subentro reale o potenziale dei genitori o di altri soggetti legittimati al ritiro del minore che frequenta le scuole elementari e medie”.

Una circolare per rendere obbligatorio rendersi identificabili

Da qui la richiesta “di inviare una circolare a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia comunicando che, per motivi di sicurezza e tutela degli alunni, nonché per autotutela del personale scolastico, è obbligatorio rendersi identificabili non coprendosi il viso al momento del ritiro del minore al termine delle lezioni scolastiche”.

Divieto in assenza di liberatoria

Dopo un aspro dibattito, dall’anno scorso con un’ apposita liberatoria i genitori possono sollevare il personale scolastico da ogni responsabilità legata all’obbligo di vigilanza. Ma nel caso non vi sia alcuna autorizzazione, per la scuola permangono gli obblighi di vigilanza e il minore al suono della campanella va affidato al genitore o a un delegato. “Se però il viso è coperto è impossibile capire l’identità della persona e quindi se la donna in questione è la mamma, la nonna o comunque persona legittimata al ritiro del bambino o bambina”. continua Belotti. “In questo caso non può essere garantita  la sicurezza dell’alunno, ma non sarebbero tutelati nemmeno gli insegnanti o il personale scolastico che ha in custodia i minori” .

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