Il centrodestra, con primo firmatario il capogruppo leghista Franco Giussani, ha infatti chiesto al sindaco e alla Giunta che venga garantito il rispetto della capienza massima dello stabile situato al Pip 1 e che al termine delle celebrazioni del Ramadan il capannone (nella foto di copertina) torni ad avere la funzione “produttiva”, ovvero la destinazione d’uso prevista dal Pgt vigente. A infiammare il dibattito è stato l’emendamento del centrosinistra con cui è stato chiesto che questo tipo di controlli vengano però effettuati in tutte le situazioni di grandi eventi con forte affluenza di persone.
Matilde Tura, capogruppo del Pd
“E’ singolare che la maggioranza chieda a se stessa di fare qualcosa – ha ironizzato la capogruppo del Pd Matilde Tura – Questa è la seconda mozione che il centrodestra presenta in 5 anni: la prima era quella con cui veniva chiesto all’assessore Tugnoli di istituire i Comitati di quartiere. Un bel trappolone e infatti abbiamo visto come è finita. Da una parte abbiamo un sindaco che ha trovato la soluzione a un problema. Dall’altra una maggioranza di lotta, con approccio ideologico, per fare esercizio di celodurismo postumo a fatti avvenuti. Fate pace col cervello. La mozione chiede di fare cose ovvie e scontate. A questo punto mi chiedo se di solito vengano fatte. Noi ci associamo alla richiesta di Giussani chiedendo piuttosto di estenderla a tutte le situazioni a rischio, perché le regole devono essere rispettate”.
Giussani e Imeri contro Tura
Parole che hanno spiazzato il capogruppo leghista, il quale ha però sottolineato come la mozione avesse un obiettivo ben preciso.
“Forse Tura non ha letto bene il testo della mozione – ha replicato Giussani – Noi ci riferivamo a un particolare capannone che ha destinazione produttiva e che viene utilizzato come luogo di culto. Se ci tiene tanto perché non se lo porta a Brignano (dove risiede Tura, ndr)?”.
Franco Giussani, capogruppo della Lega
“Mi spiace che anche in questa occasione Tura non sia riuscita a mantenere un atteggiamento educato sino alla fine – ha aggiunto il sindaco Juri Imeri – E’ legittimo che la maggioranza faccia un atto politico con cui impegna la Giunta a monitorare e a fare verifiche. Non si può approvare questo emendamento, perché la mozione riguarda una specifica situazione”.
Il sindaco Juri Imeri
Scontro in Aula
Da questo momento il clima in Aula si è surriscaldato non poco, con il presidente del Consiglio Andrea Cologno che ha avuto il suo bel daffare per mantenere l’ordine.
“O qualcuno pensa che la maggioranza non riesca a garantire la sicurezza oppure è una mozione senza senso – è intervenuto Erik Molteni del Pd – Verrà chiesto il cambio di destinazione uso? Che problema c’è, l’Amministrazione comunale ha il potere di impedirlo”.
Il consigliere del Pd Erik Molteni
“Anche Molteni non ha letto quello che c’è scritto – ha replicato Giussani – Il Comune non ha concesso alcuna autorizzazione per il Ramadan (è stata concessa dalla Questura di Bergamo, ndr). Stamattina ho appreso che Molteni sarà il candidato sindaco del centrosinistra. A questo punto farò fare un volantino per chiarire che per il Pd la priorità è la moschea”.
Un’affermazione che ha suscitato l’ira di Molteni, il quale fuori microfono ha replicato duramente alle parole del capogruppo leghista. Richiamato più volte da Cologno, ha alla fine deciso di abbandonare l’Aula per protesta.
Il caso del 2011
Ma non è finita qui. Perché Matilde Tura, ribadendo che “le priorità del Pd sono la sicurezza e il rispetto delle regole. Delle regole che, soprattutto in materia urbanistica, non devono essere aggirate e piegate in base alle proprie comodità”, ha poi aggiunto Tura, ricordando un caso riguardante Giussani e risalente al 2011.
“Nel luglio di quell’anno – ha proseguito – Giussani presentò un’osservazione al Pgt in qualità di capogruppo della Lega chiedendo che su terreni di suoi famigliari, che da agricoli erano diventati edificabili, venisse abbassata dal 50 al 10% la quota di edilizia popolare prevista su quei lotti. E pensate un po’: la richiesta venne accettata, nonostante i termini di presentazione dell’osservazione fossero scaduti da tre mesi. Quel giorno la Giunta Pezzoni approvò una delibera con cui prorogava i termini. E grazie a questo giochino i terreni aumentarono il loro valore, da 10 a 110 euro al mq. Il centrosinistra chiese spiegazioni e il rispetto delle regole. Giussani si arrabbiò molto e querelò la giornalista che aveva sollevato il caso. Ma è finita che ha perso la causa».
“Non ho perso la causa e quella giornalista alla fine ha cambiato mestiere”, ha replicato lapidario il capogruppo del Carroccio.