A Fontanella dal primo settembre l’adeguamento Istat del 2,9% richiesto dalla società S.I.R. non viene trasferito agli utenti: confermati a 5,22 euro i pasti della mensa scolastica e a 7,45 euro quelli a domicilio**
Nessun rincaro per le famiglie
Nessun aumento per le famiglie che usufruiscono della mensa scolastica e nessun rincaro nemmeno per anziani e persone fragili che ricevono i pasti a domicilio. È questa la precisazione dell’Amministrazione comunale di Fontanella dopo le contestazioni sollevate sui social dalla minoranza della lista «Biancullo sindaco». Al centro della polemica una ricostruzione secondo cui il Comune avrebbe scelto di tutelare gli anziani, lasciando invece ricadere sulle famiglie con figli a scuola gli effetti dell’adeguamento Istat. Una lettura che il sindaco Mauro Brambilla respinge con decisione, chiarendo che l’Amministrazione ha scelto di assorbire l’incremento dei costi per entrambi i servizi attraverso le risorse del bilancio comunale. «Il nostro impegno è fare tutto il possibile per evitare che l’aumento dei costi ricada sulle famiglie – ha detto il primo cittadino – Le risorse comunali non sono infinite, ma mantenere accessibili questi servizi è una priorità sulla quale stiamo mettendo il massimo impegno».
L’adeguamento del 2,9%
L’adeguamento è scattato dal primo settembre ed è legato all’aggiornamento contrattuale previsto sulla base dell’indice nazionale Istat Foi. A richiederlo è stata la società S.I.R. (Sistemi Italiani Ristorazione), che gestisce sia il servizio di refezione scolastica sia quello dei pasti a domicilio. L’incremento del costo riconosciuto alla società è pari al 2,9%. Per il servizio destinato ad anziani, persone con disabilità e cittadini in condizioni di fragilità socio-assistenziale, la Giunta è intervenuta con una delibera specifica, confermando la tariffa a carico degli utenti a 7,45 euro per pasto. Il costo sostenuto dal Comune, invece, è salito a 7,67 euro.
«Per questo abbiamo deciso di mantenere invariata la tariffa dei pasti a domicilio – ha sottolineato Brambilla – facendo sostenere al comune l’incremento Istat. Una scelta a tutela degli anziani e delle persone fragili, che si aggiunge al maggiore costo della consegna del sabato già sostenuto dall’amministrazione».
Nessun aumento a carico degli utenti
Il sindaco ha quindi chiarito anche il nodo relativo alla refezione scolastica, finito al centro delle critiche della minoranza. Anche in questo caso, infatti, le famiglie non dovranno sostenere alcun aumento. Per l’anno scolastico 2026/2027 la tariffa resta fissata a 5,22 euro a pasto, mentre il maggiore costo del servizio derivante dall’adeguamento viene assorbito direttamente dal Comune. «La minoranza sostiene pubblicamente, attraverso un post, che avremmo tutelato gli anziani lasciando invece l’aumento Istat a carico delle famiglie con figli a scuola. Non è così – ha affermato il primo cittadino – Per i pasti a domicilio è stata necessaria una delibera specifica; per la mensa scolastica il prezzo già fissato dalla Giunta garantisce lo stesso risultato. Cambiano gli atti, ma la sostanza è la stessa: nessun aumento Istat a carico degli utenti di entrambi i servizi».
Brambilla ha infine rivolto un invito alla correttezza nel confronto politico e nel dibattito pubblico. «Prima di denunciare pubblicamente disparità che non esistono, sarebbe bastato leggere con attenzione i documenti o confrontarsi con le famiglie su quanto effettivamente pagano. Oppure chiedermi un chiarimento, visto che sono sempre disponibile al confronto costruttivo».