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L’asilo nido raddoppia, dubbi dalle minoranze: “Siamo sicuri che serva davvero?”

E' stata approvata in Aula la gestione dell’asilo nido con l’affidamento in concessione a un unico operatore che si occuperà della struttura già attiva e di quella che si sta realizzando

L’asilo nido raddoppia, dubbi dalle minoranze: “Siamo sicuri che serva davvero?”

L’asilo nido di Verdellino raddoppia con la nuova struttura che aprirà i battenti con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. E’ stata approvata nell’ultimo Consiglio comunale, con i soli voti della maggioranza (contrarie le minoranze di “Vivere” e “Insieme per cambiare”), la gestione dell’asilo nido con l’affidamento in concessione a un unico operatore che si occuperà della struttura già attiva e di quella che si sta realizzando.

L’asilo nido raddoppia

“Questa scelta è orientata a garantire equità d’accesso, assicurare continuità educativa e coerenza del processo pedagogico e semplificare rapporto fra ente e gestore chiarendo le responsabilità – ha spiegato il consigliere delegato ai Servizi scolastici Guido Bonacina – Un ulteriore presupposto politico è quello di valorizzare la capacità ricettiva dei nidi evitando posti inutilizzati. La gestione unitaria, infatti, consente di mettere in campo strategie efficaci come la gestione flessibile delle iscrizioni e delle graduatorie che consente programmazione più mirata e comunicazione alle famiglie oltre ad offrire la possibilità di stipulare convenzioni con Comuni limitrofi e ambito e aziende del territorio”.

Una decisione supportata da un’analisi di fattibilità economico finanziaria presentata dal tecnico (nonché sindaco di Costa Serina) Fausto Dolci che ha snocciolato i numeri a sostegno della scelta dell’Amministrazione.

“La necessità dell’ampliamento è stata segnalata dal Ministero in base ai dati statistici per ricettività troppo bassa – ha spiegato il sindaco Silvano Zanoli – Ci sono poi motivazioni culturali e inclusive, linguistiche, di interazione e di coesione. Iniziare subito da piccoli è un vantaggio per i bambini che passeranno poi alla materna”.

La convenzione, che avrà durata di 9 anni, prevede il raddoppio dei posti che dai 21 attuali passerebbe a 48.

“Il Comune continuerà a definire le regole, come il sistema tariffario e a effettuare i controlli – ha spiegato Dolci – Il concessionario gestirà servizio, personale, manutenzione e fornirà l’attrezzatura (con un investimento iniziale sull’arredamento per 70mila euro). Inoltre si remunera con le rette assumendosi il rischio operativo della gestione diretta. Se la gestione restasse in capo all’ente, il Comune si ritroverebbe tutti gli anni a mettere risorse per pagare l’attività svolta. Abbiamo previsto nove anni perché deve essere sostenibile dal punto di vista dell’investimento iniziale e del rendimento”.

Numeri che, per la responsabile del servizio Monica Maccarini, non potranno essere subito raggiunti. “Si potranno però aggiungere altri servizi, il micronido, la sezione primavera, lo spazio gioco – ha spiegato – e per ogni nuovo bambino iscritto il Comune riceverà un contributo di 7mila euro”. Le iscrizioni apriranno tra gennaio e marzo per stilare la prima graduatoria, ma resteranno aperte poi tutto l’anno proprio per garantire la massima facilità di accesso al servizio.

Minoranze scettiche: “E’ un servizio non richiesto”

La presentazione non ha, però, convinto le minoranze scettiche sulla decisione di investire su un servizio non particolarmente richiesto in paese.

“Con un calo demografico diffuso e un numero elevato di famiglie straniere che non ritengono di usufruire di questo servizio mi sembra una scelta avventata”, ha dichiarato Helga Ogliari per “Vivere – La scelta civica” seguita a ruota da Umberto Valois, capogruppo di “Insieme per cambiare Verdellino-Zingonia”.

“Quella che si porta in delibera è una scelta politica, non un imposizione da parte del ministero – ha puntualizzato Valois – Una scelta che contrasta un po’ con la nostra situazione e con la denatalità registrata a livello nazionale. Ci troviamo davanti al rischio di non riuscire a riempire la struttura con un concessionario che potrebbe non riuscire a sostenere l’operazione”.

“In questo momento “scaricare” il rischio su un privato è la via più comoda, ma non è opportuna perché ci stiamo basando su un’ipotesi che riguarda una struttura che ancora non è in servizio – ha ribadito Ogliari – Siamo contrari in virtù del fatto che questa scelta deriva dalla necessità di trovare una soluzione ai problemi dettati dalla nuova struttura realizzata senza valutare il reale fabbisogno del territorio, ma solo per “cavalcare l’onda””.

Valois è tornato poi sulla durata della convenzione.

“Nove anni significa legare la prossima Amministrazione e in parte quella dopo ancora – ha sottolineato – Verdellino è uno dei pochi comuni ad avere una struttura pubblica e con tanta fatica negli anni l’abbiamo difesa. Il calo delle iscrizioni, però, è un dato di fatto, non riusciamo a capire il perché di questa scelta di realizzare una nuova struttura che a oggi non si ha la certezza che possa servire”.

A difendere la decisione del Comune è stato il primo cittadino che ha ribadito come la necessità derivi da “parametri inderogabili stabiliti dal ministero”.

“Il costo massimo per il Comune sarà di 110mila euro annui – ha sottolineato – ma bisogna ricordare l’importante contributo di 7mila euro a fronte di ogni nuovo posto attivato. Chiaramente si tratta di una scelta politica: quella di fornire un servizio che non guarda solo all’attualità, il trend sta cambiando e nonostante, oggi, le famiglie straniere siano meno interessate al servizio, questa è una tendenza in continuo cambiamento”.