Politica

L’Amministrazione Boni si aumenta gli stipendi e liquida il dibattito in Consiglio: “Stai a casa”

Un Consiglio comunale definito senza mezzi termini "il peggiore della storia" di Calcinate. A rendere il quadro ancora più critico, la mancata approvazione del bilancio di previsione nei tempi stabiliti dalla legge.

L’Amministrazione Boni si aumenta gli stipendi e liquida il dibattito in Consiglio: “Stai a casa”

Scontro istituzionale a Calcinate dopo il Consiglio del 22 dicembre. La minoranza accusa la sindaca di mancanza di rispetto, scarso confronto democratico e scelte economiche contestate.

Un Consiglio sotto accusa

Un Consiglio comunale definito senza mezzi termini “il peggiore della storia” di Calcinate. È un atto di accusa duro quello messo nero su bianco dal gruppo di minoranza Calcinate al Centro, guidato dalla capogruppo Paola Taiocchi, all’indomani della seduta del 22 dicembre. Nel mirino finiscono il metodo di conduzione dei lavori, il rispetto delle regole istituzionali e l’atteggiamento della sindaca Lorena Boni e della maggioranza. Le critiche partono dall’organizzazione stessa del Consiglio: convocazione a ridosso delle festività natalizie, orario pomeridiano (le 15) e ben quindici punti all’ordine del giorno. Una combinazione che, secondo l’opposizione, ha di fatto limitato la partecipazione dei cittadini e compresso ogni possibilità di un confronto pubblico approfondito su temi di rilievo per la comunità.
A rendere il quadro ancora più critico, la mancata approvazione del bilancio di previsione nei tempi stabiliti dalla legge. Un ritardo che incide direttamente sulla vita amministrativa del Comune, rallentando la programmazione di interventi su manutenzioni, servizi, politiche sociali e investimenti. Un passaggio tutt’altro che tecnico, sottolinea la minoranza, ma politicamente e amministrativamente rilevante.

“Allora stai a casa”: lo scontro in aula

È però quanto accaduto durante la seduta a rappresentare, per Calcinate al Centro, il punto più grave. Di fronte alle richieste di chiarimento avanzate dalle minoranze e all’assenza di risposte puntuali da parte della Giunta, Paola Taiocchi ha definito inaccettabile lo svolgimento di un Consiglio privo di un vero confronto. La replica della sindaca Lorena Boni – “Allora stai a casa”– ha acceso definitivamente lo scontro. Una frase che l’opposizione giudica offensiva e inaccettabile, non tanto sul piano personale quanto su quello istituzionale. “Non colpisce un consigliere – sottolinea Taiocchi – ma il ruolo dell’opposizione e i cittadini che essa rappresenta”.
Il Consiglio comunale, ribadisce il gruppo, non è uno spazio riservato alla maggioranza, ma il luogo in cui tutte le voci elette devono poter esercitare pienamente il proprio mandato. Zittire chi chiede chiarimenti, secondo la minoranza, equivale a svuotare di significato il confronto democratico.

Indennità piene e tensione politica

La critica politica si allarga poi alle scelte economiche dell’attuale amministrazione. In un clima istituzionale definito “fortemente deteriorato”, la Giunta Boni ha deciso di riconoscere a sindaca e assessori l’indennità al 100%. Una decisione che comporta, nei fatti, un costo per i cittadini circa doppio rispetto alla Giunta precedente.

“In un contesto in cui si fatica a garantire un confronto serio in Consiglio, a rispettare i tempi del bilancio e a fornire risposte chiare – afferma Taiocchi – chiedere ai cittadini di sostenere un costo così elevato per la politica locale appare quantomeno discutibile”.