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La riconversione della ex cava Telgata: ”Dal degrado alle energie rinnovabili”

Non si tratta di una nuova escavazione mascherata ma del recupero di un sito compromesso, con una prospettiva sostenibile.

La riconversione della ex cava Telgata: ”Dal degrado alle energie rinnovabili”

Disagi alla viabilità e impatto ambientale legati all’ex cava Telgataa Torre Pallavicina, il sindaco Antonio Marchetti chiarisce natura e obiettivi: “L’intervento rappresenta il primo passo verso una riconversione dell’area: in un impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile”.

La rinascita dell’ex cava Telgata

Il futuro dell’ex cava Telgata continua a far discutere a Torre Pallavicina. La fase di riempimento delle voragini dovute ad anni di escavazioni hanno avuto un impatto negativo sul territorio in termini di disagi alla viabilità della statale provinciale che dà accesso all’area. Il sindaco Antonio Marchetti ha illustrato l’intervento in corso che rappresenta il primo passo verso una riconversione dell’area: una volta completato il livellamento, infatti, è prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile.

“Comprendo le lamentele dei cittadini – premette il primo cittadino – ma è importante spiegare cosa sta accadendo. Stiamo riempiendo le voragini create negli anni dell’attività estrattiva con terra proveniente dai cantieri dell’alta velocità ferroviaria nell’area del lago di Garda. Come Comune, abbiamo verificato fin dall’inizio la provenienza del materiale e la regolarità delle operazioni. Non si tratta di una nuova escavazione mascherata – sottolinea Marchetti – ma del recupero di un sito compromesso, con una prospettiva sostenibile”.

Resta il tema del traffico, segnalato da molti residenti, soprattutto nelle ore di punta all’incrocio tra Torre e Villa Nuova.

“Ogni giorno ci confrontiamo con la proprietà – spiega il sindaco –. La strada interessata è provinciale, quindi non possiamo vietare il transito dei mezzi. Tuttavia, fin da subito ho chiesto che venisse garantita la pulizia quotidiana della carreggiata, perché il passaggio dei camion provocava la presenza di fango e detriti. Ho utilizzato l’unico strumento in mio possesso: ho comunicato che, in caso di inadempienza, avrei potuto impedire l’accesso posizionando un mezzo comunale. Non è stato necessario. La proprietà si è dimostrata collaborativa e ha compreso le esigenze del paese”.

La tutela e il rilancio del territorio

Dal dopoguerra in avanti, l’estrazione di terra sabbiosa – particolarmente pregiata – ha rappresentato una delle principali fonti di reddito per diversi proprietari terrieri. Poi il riconoscimento dell’area come zona a rischio sismico e i divieti imposti dagli strumenti urbanistici.

“Mi sono candidato nel 2011 con un obiettivo chiaro – ricorda Marchetti, oggi al terzo mandato –: fermare lo scempio del territorio e l’assalto alla terra. Non è stato semplice intervenire su dinamiche radicate da cinquant’anni di gestione, ma abbiamo lavorato con costanza per invertire la rotta”.

La riqualificazione non riguarderà solo la cava. Via Telgata, oggi strada sterrata e dissestata, sarà riasfaltata, tombinata e livellata. L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione di Torre Palavicina, paese che negli ultimi anni ha puntato su turismo e cultura. Dalle oasi naturalistiche sul fiume Oglio ai palazzi storici come Palazzo Barbò e Palazzo Botti, il Comune è entrato in circuiti di promozione che attirano visitatori anche dall’estero, in particolare da Spagna e Inghilterra.

“A breve inizieranno i lavori per un nuovo bed and breakfast con area camper – conclude Marchetti –. La strada è lunga e complessa, ma con la mia squadra continuiamo a lavorare per salvaguardare e promuovere Torre Pallavicina. La riconversione della ex cava Telgata va esattamente in questa direzione: trasformare una ferita del passato in un’opportunità per il futuro”.