Festa della donna

“L’8 marzo non basta: la parità non si celebra, si costruisce ogni giorno”

L'ex primo cittadino, tornano in campo con "Rivoltiamo Pagina" manda un messaggio alle donne e non solo che ha il sapore della presa di posizione politica

“L’8 marzo non basta: la parità non si celebra, si costruisce ogni giorno”

Oggi, domenica 8 marzo 2026, si celebra la Giornata internazionale della donna e saranno tantissime le occasioni di riflessione e di festa tra la Bassa e il Cremasco. Tra iniziative e proclami, che troppo spesso restano senza un vero seguito, c’è anche un messaggio che arriva da Rivolta trascinata suo malgrado nella vicenda giudiziaria che ha colpito l’ex sindaco Giovanni Sgroi, ex primario dell’ospedale di Treviglio, accusato di violenza sessuale aggravata su alcune sue pazienti.

Da Rivolta un messaggio per le donne (ma non solo)

Un messaggio che ha il sapore della presa di posizione, anche politica, in vista dell’appuntamento elettorale che riporterà i rivoltani alle urne in primavera. Una presa di posizione che negli otto mesi di Amministrazione di “Rivolta Dinamica” – dopo la sospensione di Sgroi per opera del Prefetto – era mancata attirando spesso le feroci critiche della minoranza “RivoltiAmo” e del circolo Pd di Rivolta.

Ora, invece, a prendere la parola per lasciare un messaggio a favore del mondo femminile è Fabio Calvi, ex primo cittadino e medico, tornato in campo con il nuovo gruppo “Rivoltiamo Pagina” sostenuto, appunto, dal Pd.

“L’8 marzo non basta: la parità non si celebra, si costruisce ogni giorno – esordisce il messaggio – Scarpette rosse, panchine, fiori di mimosa… conviviamo con questi simboli ormai radicati nell’immaginario come segni di rispetto e testimonianza di doverosa solidarietà nei confronti delle donne e della storia che le ha portate ad emanciparsi dall’ipocrisia e dall’odioso giogo del patriarcato. Il rischio però è quello di ritualizzare questi simboli sminuendo il significato che essi portano con loro.

“Il patriarcato non è sconfitta, non basta una mimosa”

La donna non va ricordata e rispettata solo l’otto marzo, non dobbiamo ridurre a folklore quella che è una lotta non ancora giunta alla fine: il patriarcato non è sconfitto, ma si annida tuttora nella nostra società e, davvero, non basta regalare una mimosa per sentirsi in pace con la coscienza. Il solo fatto che si avverta la necessità di ribadire concetti semplici come uguaglianza, pari opportunità, sicurezza, e che si debba ancora sottolineare tutto ciò con una data sul calendario, ci deve far riflettere su quanta strada ci sia ancora da fare. In questo senso auguro a tutte le donne un buon otto marzo, sperando sinceramente che non vi sia più bisogno di un otto marzo”.