Inaugurati tra giochi e palloncini colorati l’asilo nido comunale “Pimpì Oselì” e “Polo dell’infanzia ZeroSei Elena Gianini Belotti” di Cologno al Serio, un taglio del nastro all’insegna dei diritti dei più piccoli e dell’educazione come strumento di libertà.
Due opere per l’infanzia
Il meteo incerto di sabato 10 ottobre ha risparmiato il battesimo della struttura di via Circonvallazione dalla pioggia, così la cerimonia si è potuta tenere all’esterno, come da programma, prima della visita e dei laboratori per i bimbi. Alle 9.30 una prima cittadina Chiara Drago, visibilmente emozionata, ha aperto gli interventi ufficiali delle autorità presenti, davanti alle famiglie, all’associazione “Comitato Genitori” e alla cooperativa “Migma” che già gestisce il nido in grado di ospitare 40 piccoli e che rientra nella misura nidi gratis (gratuito con Isee fino a 20mila euro e a quota ridotta fino a 25mila).
“Fra tutte le opere che abbiamo realizzato in questi dieci anni – ha esordito – questa è quella della quale sono più orgogliosa, meglio, soddisfatta, perché non è soltanto uno spazio fisico ma soprattutto un servizio pubblico. Un luogo che parla del futuro ma soprattutto del presente delle bambine e dei bambini. Persone titolari di diritti, e tra questi c’è quello di crescere in un ambiente ricco di opportunità, di cura, di esperienze e di relazioni significative. Per questo si tratta di uno strumento di giustizia sociale: un nido e un polo dell’infanzia sono uno dei luoghi in cui possiamo dare concretezza a una delle più alte promesse della Costituzione, che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, che parte qui. L’uguaglianza non si costruisce soltanto dichiarandola ma creando le condizioni perché diventi reale”.
Poi ha ricordato la genesi dell’opera, i 3,3 milioni di euro di finanziamenti pubblici ottenuti, la complessità del cantiere durato quasi due anni mentre la scuola dell’infanzia continuava a funzionare, ringraziando tutti i collaboratori.
Radici e parità di genere
Infine una puntualizzazione sui nomi a cui sono stati intitolati gli edifici.
“Pimpì Oselì richiama una filastrocca della tradizione bergamasca e il titolo di un’opera di Elena Gianini Belotti – ha ricordato – Un nome che ha il suono dell’infanzia, della nostra lingua, delle nostre radici. Ma soprattutto abbiamo scelto di dedicare questo Polo a una pedagogista di formazione montessoriana, educatrice, scrittrice e femminista che ha dedicato la propria vita all’infanzia e alla libertà. Nel 1973, con ‘Dalla parte delle bambine’, ci ha mostrato quanto precocemente la società cominci a imporre aspettative e stereotipi diversi alle bambine e ai bambini, insegnandoci una cosa fondamentale: molto di ciò che consideriamo naturale è in realtà il risultato delle abitudini, delle aspettative sociali e dell’educazione. Per cui quest’ultima può diventare uno straordinario strumento per liberare tutte e tutti dalla necessità di corrispondere a un destino già scritto. Sono grata alla comunità per aver potuto contribuire a realizzare qualcosa che resterà”.
Il suo “collega”, il sindaco del Consiglio delle ragazze dei ragazzi Tommaso Ubbiali, ha posto invece l’accento sull’importanza del gioco.
“Giocare è una delle forme più belle e divertenti per conoscere il mondo – ha detto – strumento serio e importante per la crescita della persona. Per questo vorrei augurare ai bambini del polo 0-6 di giocare e divertirsi insieme perché così impareranno tante cose senza far fatica. Vorrei porgere un augurio particolare anche alle maestre e alle educatrici affinché possano lavorare serenamente, chissà, magari divertendosi e giocando anche loro”.
A ruota ha dato il suo contributo la deputata Rebecca Frassino, che ha posto l’accento sulla “necessità di ascoltare i ragazzi in un mondo così aperto da non nascondere le insidie” e sul tema della denatalità per cui opere come queste sono “investimenti sul futuro”. Concetto quest’ultimo a cui ha fatto riferimento anche il consigliere regionale Giovanni Malanchini che, citando a sua volta la Costituzione, ha rimarcato “il diritto delle donne a coltivare la propria carriera” ed evidenziato come la disparità delle condizioni di lavoro tra i due generi influisca a sua volta sulla natalità. Il collega Davide Casati dal canto suo ha ripreso l’aspetto dell’iperconnessione a discapito delle relazioni dirette, della globalizzazione che fa paura e quindi dell’importanza di “imparare a stare insieme sin dalla fascia 0-6 e fare comunità”. Per il consigliere provinciale con delega alle Politiche sociali Juri Imeri sono fondamentali “l’identità data alle opere, il lavoro di squadra e la vitalità del territorio che questa opere mostrano”. A chiudere la dirigente scolastica arrivata a settembre, Carmela Aiello, che si è detta emozionata per “la cura con cui è stato realizzato il Polo ZeroSei” sottolineando anche le risorse investite nel Piano per il diritto allo studio, quindi un saluto da parte di Daniela Canale della cooperativa “Migma”, che ha ricordato i 25 anni di esperienza che la realtà siciliana porta nel suo bagaglio. Presenti anche i consiglieri comunali del centrodestra e alcuni sindaci del territorio. Al parroco don Giuseppe Navoni il compito di benedire i locali, poi spazio alle visite e ai laboratori, e poi via alle visite e a un piacevole rinfresco.
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