Il dopo-Bolandrini si avvicina, chi contenderà la poltrona di sindaco a Carlo Mangoni a Caravaggio? Da anni la figura su cui si punta nel mondo del civismo orientato a sinistra è l’attuale vicesindaco Ivan Legramandi, ma c’è anche un giovane e scalpitante assessore come Juri Cattelani che potrebbe dire la sua. Nel Pd invece il nome più quotato resta quello dell’ex assessore al Bilancio Francesco Merisio.
Carlo Mangoni in campo
A settembre, l’ultima ricognizione tra i protagonisti delle ormai prossime elezioni comunali, aveva lasciato pochi dubbi sulla candidatura del leader di “Caravaggio popolare e solidale” Mangoni, alla testa di una civica di centrodestra.
“Io sarò della partita con la mia lista, questo sì, perché abbiamo dei progetti da portare avanti, magari sulla scia del passato, senza avere pregiudizi per nessuno – aveva dichiarato – Siamo civici ma ci piace confrontarci con tutti, compresi i partiti, ma sulla base del nostro programma”.
Partiti che sono FI, FdI e Lega. Il consigliere di “Insieme per Baruffi” Daniel Facchinetti aveva subito assicurato la ricandidatura con il gruppo al suo fianco. Idem Rocco Lombardo, ex leghista entrato nel Partito popolare del Nord che oggi parla chiaro:
“Appoggio Mangoni candidato sindaco di una lista civica di cui sarò capogruppo – ha detto – una scelta condivisa dal mio partito perché a Caravaggio non ci sono i numeri per dar vita a una lista autonoma”.
Ieri come oggi il leghista Giuseppe Prevedini prende invece marcatamente le distanze.
“Dopo quello che è successo quattro anni fa mi domando se abbia ancora credibilità – ha affermato – in ogni caso attendiamo le elezioni Provinciali, poi vedremo. La nostra sezione non è stata interpellata in merito, le scelte devono essere condivise a livello territoriale, quelle calate dall’alto ci hanno già fatto perdere in passato”.
Quindi se FI e FdI per ora sono orientate a dare il loro sostegno, per la Lega si vedrà. E se il sindaco Claudio Bolandrini (che non può più ricandidarsi) conferma che sarà in campo “in rappresentanza del civismo che si riconosce nel lavoro svolto e che chiede di completare quanto rimane da terminare” c’è da capire se sosterrà Mangoni, suo ex avversario e poi presidente del Consiglio comunale dopo il ballottaggio, oppure uno dei “suoi” civici: il vicesindaco Legramandi – ex Pd, amministratore d’esperienza, con anni di presenza in Consiglio comunale prima in minoranza e poi in maggioranza da due mandati come assessore a Lavori pubblici, Viabilità, Associazionismo e Sport – o il giovane rampante assessore al Commercio Cattelani, anche lui ex Pd.
“I primi interlocutori con i quali insieme ai miei consiglieri civici mi confronterò per una futura proposta amministrativa condivisa sono il presidente Mangoni – ha però rimarcato Bolandrini, che attualmente è sostenuto dal gruppo di quest’ultimo e dal ‘Gruppo Misto’ – e i consiglieri che con grande senso di responsabilità verso Caravaggio hanno consentito la prosecuzione del mandato e la realizzazione di importanti opere che altrimenti non avremmo potuto realizzare”.
I papabili
Ivan Legramandi
“Ad oggi non ci ho ancora messo la testa” ha commentato Legramandi dal canto suo, che appare un po’ come l’eterno indeciso, sempre un passo indietro in attesa di spiccare il volo. D’altra parte la brillante carriera in Rfi può rappresentare un freno e comunque come in passato rumors lo attestano tra i papabili. E chissà che stavolta non sia quella buona.
Juri Cattelani
L’assessore a Cultura, Turismo e Commercio è sibillino.
“Porterò le mie idee e proposte su come vorrei vedere crescere Caravaggio negli anni a venire. In quale formula dipenderà da vicende professionali ma anche dalla condivisione con la futura coalizione. Tengo più al far accadere le cose sul territorio che alle diatribe politiche. Non vivo il mio ruolo con l’ansia di dover trovare un nuovo incarico alla scadenza del mandato. Prima vengono idee e squadra, il resto è in subordine. Compreso il sottoscritto”.
Dunque l’ambizione per la poltrona di primo cittadino c’è, ma anche per lui conteranno molto le prospettive professionali.
Francesco Merisio
Nel pentolone elettorale a “bollire” di più è però il Pd, che dopo la clamorosa frattura con il sindaco si sta muovendo, eccome, per costruire un’alternativa al centrodestra, consolidando alleanze con i civici scontenti del nuovo orientamento forzista di Bolandrini in Provincia, che in Aula ha già portato al passaggio nel “Gruppo Misto” di Giuseppe Ambrosini e Paolo Vicario. Quest’ultimo però ha già deciso di chiudere qui la sua esperienza politica e non ricandidarsi.
“Credo sia un brutto vizio della politica locale e personalistica dare prima il nome e poi pretendere che gli altri seguano in silenzio, e accettando qualunque cosa – ha affermato il segretario del circolo caravaggino Mirko Gatti – Si è fatto così altre volte, sta volta la nostra comunità vuole qualcosa di diverso, che sia coerente con il senso di comunità. Nessun personaggio deciderà per noi, e come è buona prassi nel Pd e non in altri partiti, nessuna segretaria superiore deciderà per noi… Ci stiamo confrontando con tantissime persone, vicine e lontane dal partito, a gruppi, singoli, realtà consolidate e non. Non abbiamo iniziato oggi, nulla cambia in quello che siamo. Prima costruiamo un’idea di città che rappresenti una comunità, poi questa sarà rappresentata da una persona e una squadra. Sia chiaro, questo significa proprio avere le idee chiare e non aver paura del confronto, rimanendo aperti a tutte e tutti, ma comunque chiusi a chi usa gli ideali e il supporto di chi ci crede per trovarsi un posto al sole. Non sono io, non siamo noi che decidiamo chi sarà candidata/o, ma sarà la comunità a incaricare (perché è un incarico, non un’acclamazione) chi la rappresenta meglio”.
Il nome che circola da mesi tuttavia è quello dell’ex assessore al Bilancio della prima Giunta Bolandrini, Merisio.
“In questo momento non ci penso – ha affermato senza smentire – ho la testa altrove, da pensionato pensavo di avere più tempo”.
Con lui in campo potrebbe tornare anche Federica Banfi, anche lei ex assessore della stessa Giunta: da parte sua nessuna dichiarazione, né per confermare né per smentire. Danno invece per certa la loro esclusione dai giochi l’altro ex assessore Pierluigi Lanzeni e Laura Rossoni, consigliera del Pd trevigliese designata garante della tutela degli animali a fine 2023 da Bolandrini.