Anche Urgnano impone una tassa di soggiorno ai turisti che pernottano in paese. Una linea che stanno seguendo anche altri Comuni del circondario – per esempio Cologno, Zanica, Grassobbio e Treviglio che l’hanno già istituita – che garantirà alle casse comunali un introito aggiuntivo ogni anno.
Tassa di soggiorno per chi pernotta
“I dati Istat aggiornati al 2024 confermano per il Comune di Urgnano una vocazione turistica diretta e indiretta, legata sia al turismo di prossimità sia ai viaggi d’affari, anche in relazione alla vicinanza strategica dell’aeroporto di Orio al Serio, che genera flussi costanti di pernottamenti sul territorio – ha fatto sapere l’Amministrazione comunale in una nota – Con oltre settemila pernottamenti annui tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere e una domanda turistica classificata come molto elevata, si è deciso di introdurre la tassa di soggiorno, già adottata dai Comuni limitrofi, con tariffe allineate al contesto territoriale”.
Tariffe che verranno decise dalla Giunta. Una tassa dunque, che colpirà soprattutto chi soggiornerà in paese per motivi di lavoro, anche se i visitatori richiamati da iniziative culturali in questi anni stanno aumentando.
“A questi dati si affiancano le presenze registrate nell’ambito delle principali iniziative di valorizzazione del patrimonio storico e culturale locale – ha confermato ancora la maggioranza guidata dal primo cittadino Marco Gastoldi – In particolare, le ‘Giornate dei Castelli, Borghi e Palazzi Medievali’ hanno registrato circa mille visite nel 2024 e 1.400 nel 2025, mentre le attività di gruppi organizzati e visite guidate hanno contato circa mille presenze sia nel 2024 sia nel 2025, confermando un interesse stabile e in crescita verso l’offerta culturale del territorio”.
Relativamente alla previsione di gettito, quella stimata per la nuova tassa è di circa 15mila euro annui.
“Risorse che saranno interamente destinate alla valorizzazione e alla manutenzione dei beni culturali e ambientali locali – è precisato nella nota stampa – Il regolamento garantisce un’applicazione equa dell’imposta, con un limite massimo di cinque pernottamenti consecutivi nella stessa struttura e un ampio sistema di esenzioni e agevolazioni, a tutela di residenti, minori, persone con disabilità, Forze dell’ordine in servizio, guide turistiche, accompagnatori di gruppi, studenti e soggetti che soggiornano per motivi sanitari o di emergenza”.
Una tassa che l’Amministrazione comunale definisce “una misura equilibrata e responsabile, che consente di accompagnare i flussi legati al turismo e al lavoro con investimenti concreti sulla qualità dell’accoglienza e sul decoro del territorio, senza gravare sui cittadini”.
Proposta discussa in Consiglio comunale: monoranze contrarie
La proposta è stata presentata in Consiglio comunale ieri, giovedì 12 febbraio, dall’assessore al Bilancio Efrem Epizoi, con un emendamento.
“L’imposta è corrisposta per ogni pernottamento nelle strutture ricettive ubicate nel territorio del Comune di Urgnano – ha spiegato leggendo l’emendamento – fino a un massimo di cinque pernottamenti consecutivi nell’anno solare purché effettuati nella medesima struttura ricettiva”.
Aperto il dibattito, a prendere la parola è stata la consigliera di “Lega Salvini & Fratelli d’Italia” Cinzia Testa.
“Di tutte le imposte è la più inutile perché vincolata al turismo e quindi non risolve i problemi degli equilibri di bilancio – ha affermato senza mezze misure – e poi non vi mettete nei panni degli albergatori? Già abbiamo poche strutture ricettive, già sono oberati dal loro lavoro e voi li obbligate a tenere una contabilità a parte per pochi giorni… E così gli uffici comunali, è più da fare che l’introito che porta. Inoltre le nostre strutture saranno meno competitive rispetto ai Comuni limitrofi che non ce l’hanno. Ripeto, è inutile e grava sui cittadini e sui dipendenti”.
A replicare è stato il sindaco.
“L’assessore non ha dichiarato che la tassa serve per sistemare la cassa – ha affermato – e che sia destinata la turismo è ovvio. Non è vero che pesa sui cittadini, chi vive qui non va in albergo, ma sugli esterni. Visto poi che i Comuni limitrofi l’hanno già applicata il discorso della concorrenza cade”.
“Sappiamo che alcuni Comuni molto vicini l’hanno applicata ma la tassa mi lascia perplessa perché non c’è una progettualità turistica vera e propria – è intervenuta la capogruppo di ‘Volto Civico’ Maria Rosaria Zammataro – pur essendo Urgnano un paese interessante e pur prevedendo esenzioni. Noi non l’avremmo applicata, almeno in questo periodo storico, anche per agevolare gli albergatori stessi. Non ci convince quindi voteremo contro”.
“Sono state interpellate le strutture ricettive?” ha chiesto il capogruppo di “Rinnoviamo Urgnano e Basella” Giacomo Passera e, alla risposta negativa di Epizoi, che ha detto di essere stato contattato per chiarimenti, ha espresso dissenso sul modus operandi.
“Avrei preferito si facesse il contrario” ha osservato.
“Una volta incassata la tassa viene versata al Comune senza aggravio per l’attività – ha precisato Epizoi – inoltre può essere essa stessa un volano visto che contraddistingue i Comuni turistici: Urgnano ora sarà all’interno di quell’elenco. Le risorse serviranno per promuovere il territorio con eventi e cura, per esempio, del verde, che diano l’idea di un paese accogliente e ordinato”.
“Non credo che basti questo – ha replicato ironico il capogruppo di ‘Lega Salvini & Fratelli d’Italia’ Simone Bonfadini – l’unico obiettivo reale è fare cassa, non rendere il Comune più attrattivo. E lo si fa sulle spalle dei cittadini, in senso lato, non inteso come urgnanesi, questo voleva dire la mia collega. Gli albergatori avranno sì un aggravio perché dovranno dedicare tempo e fatica per applicarla, e questo vuol dire comunque soldi, senza avere un guadagno, quindi saranno comunque meno competitivi. Era fondamentale sentirli prima… se un paio di Comuni vicini hanno adottato la tassa altri non la chiedono. In Amministrazione dovrà poi esserci un controllo e in Consulta si è ipotizzato anche potrebbe essere esternalizzato: tutto per 15mila euro? Non ne vale la pena. Si crea burocrazia per pochi soldi. Siamo contrari”.
“Dice che vogliamo far cassa ma poi sminuisce il gettito, è in contraddizione – ha tagliato corto Epizoi – le tariffe saranno decise in Giunta ma saranno orientativamente pari a 2,50 euro per le strutture alberghiere e 2 per le altre”.