Immigrazione e razzismo, il parroco "Non sapete quanti ambulanti salviniani ci sono"

Don Roberto di Grandate Non ci crederete, ma molti di loro sono “salviniani”, contenti del fatto che qualcuno regoli l’immigrazione".

Immigrazione e razzismo, il parroco "Non sapete quanti ambulanti salviniani ci sono"
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Ha fatto discutere la riflessione postata ieri sul proprio blog dal parroco di Grandate sul tema dell'immigrazione, del razzismo e sulla figura di Matteo Salvini, riportata ieri dal Giornale di Como

Immigrazione e razzismo, intellettuali troppo distanti dal popolo

In un lungo post sul proprio blog il parroco ha dapprima ricordato la famosa copertina di Famiglia Cristiana con quel "Vade Retro Salvini" che tanto ha fatto discutere, poi si è lanciato in un attacco contro gli "intellettuali"

"Siamo proprio sicuri che tutti quelli che apprezzano Salvini siano dei razzisti incalliti, desiderosi solo di sparare ai “negri” e di cacciarli fuori dai sacri confini della Patria? Gli intellettuali, di destra, di sinistra, di Chiesa, hanno mai provato a frequentarlo davvero, il popolo? Ad ascoltarlo davvero? A parlarci? A viverci davvero insieme? A incontrarlo per capire le sue esigenze, le sue paure, i suoi bisogni?
Certo la diffidenza verso lo “straniero” può anche sfociare nel razzismo, ma è una soluzione quella di qualificare sostanzialmente come “razzisti” tutti coloro che, invece, cercano solo sicurezza per sè e per le proprie famiglie? E di demonizzare il personaggio politico che cavalca questo bisogno?"

Quanti ambulanti salviniani...

A conclusione del suo lungo post, riportato integralmente qui sul Giornale di Como, il parroco racconta delle sue chiacchierate a tema politico con gli ambulanti stranieri che spesso bussano alla sua porta.

" Parlo spesso con i venditori ambulanti, quasi tutti originari del Nord Africa, che suonano al mio citofono per propormi asciugamani, calze, fazzoletti, scope, ventagli, tovaglie, tappetini…
Tutte persone che comunque lavorano, che si fanno chilometri a piedi e si sentono anche prendere a male parole.
Mi piace, quando ho tempo, parlare con loro, chiedere delle loro famiglie, di come si trovano in Italia, dei loro desideri. E spesso, parlando, vengono fuori considerazioni sulle rispettive religioni e anche sulle vicende sociali e politiche del nostro Paese.
Non ci crederete, ma molti di loro sono “salviniani”, contenti del fatto che qualcuno regoli l’immigrazione. E torna spesso, sulle loro labbra, l’espressione, riferita a chi sta arrivando adesso in Italia: “Non buoni, questi. Non hanno voglia di lavorare".
Razzisti, ‘sti “marocchini”!"

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