Treviglio

Imeri: “Sui 600 euro nessuno può farmi la morale”. Opposizioni all’attacco

E' diventato un caso nazionale quello del sindaco di Treviglio e imprenditore Juri Imeri che ha percepito il bonus 600 euro riservato alle aziende ai professionisti danneggiati dal lock down durante l'emergenza sanitaria.

Imeri: “Sui 600 euro nessuno può farmi la morale”. Opposizioni all’attacco
Treviglio città, 12 Agosto 2020 ore 17:11

E’ diventato un caso nazionale quello del sindaco di Treviglio e imprenditore Juri Imeri che ha percepito il bonus 600 euro riservato alle aziende ai professionisti danneggiati dal lock down durante l’emergenza sanitaria.

Il caso Imeri

Dopo quello dei parlamentari, il caso del sindaco di Treviglio, Juri Imeri, ha attirato l’attenzione dei media nazionali. Il primo cittadino, da imprenditore, durante la fase di lock down ha percepito la prima tranche del  bonus di 600 euro, che lo Stato ha assegnato alle aziende e ai possessori di partita Iva. Niente di illegittimo per il sindaco Imeri, che in quanto libero professionista, ha avuto il diritto di accedere al sostegno messo a disposizione del Governo. Il lock down infatti ha abbattuto quasi del tutto le entrate legate all’attività professionale del primo cittadino. Il caso è scoppiato sulla scorta delle polemiche a proposito del contributo per le partite Iva ottenuto a parlamentari e consiglieri regionali, i cui emolumenti sono decisamente più alti rispetto a quelli di sindaci ed amministratori locali.

Le opposizioni

Una scelta che però, le opposizioni di Treviglio, rappresentate dal Partito Democratico, il Movimento Cinquestelle, civica Molteni sindaco e dall’ indipendente Pignatelli hanno criticato dal punto di vista etico e morale.”Tra le vittime dei commercialisti che hanno fatto richiesta del bonus INPS da 600 € all’insaputa del cliente c’è anche il Sindaco di Treviglio. – hanno scritto i firmatari del comunicato Erik Molteni, Laura Rossoni, Cristina Ronchi, Gianluca Pignatelli ed Emanuele Calvi -A domanda, prima risponde “non so” (come fai a non sapere se ti è arrivato un bonifico da 600€?!), poi dice che chiederà al suo commercialista che però essendo ferragosto sarà in vacanza e poi, richiamato dal giornale (dopo che il Garante della privacy ieri ha dato il via libera alla pubblicazione dei nomi di quanti hanno preso il bonus) dichiara che “il commercialista li ha chiesti, ma non mi nascondo dietro un dito, bisogna essere persone serie.Cioè mentre dice di non nascondersi dietro un dito, dà la colpa al commercialista, dopo aver detto di non saperne nulla.Condisce poi dicendo di essere stato in prima linea come amministratore e come imprenditore. Ma che cosa c’entra?! Molti sono stati in prima linea, molti operatori sanitari, molte categorie che magari proprio perché hanno comunque continuato a lavorare il bonus non l’hanno manco chiesto, dato che IN TEORIA la funzione del bonus era integrare le mancate entrate di chi veramente era fermo e faceva fatica. Non chi comunque a fine mese aveva la certezza di ricevere i suoi 3346 euro di indennità da Sindaco, entrata sicura e garantita che non è venuta meno col lockdown. Si tratta di una indennità di carica e non un gettone di presenza di 20,99 € del consigliere comunale.Da diversi anni ormai il reddito di Imeri praticamente coincide con la sua indennità da Sindaco: nel 2018 dichiara 43.962 euro, e come sindaco prende circa 40.000 euro l’anno, fatturando di suo meno di 4.000 euro l’anno. Non facciamo i furbetti, dai”.

La replica del sindaco

“Non ho nulla da nascondere né alcuna morale da farmi fare – ha detto il sindaco – Il commercialista, amico di cui mi fido, ha fatto istanza. Quando avrei potuto fare la seconda, e me lo ha espressamente chiesto (erano altri tempi però) gli ho detto di non procedere”. “Ma non scarico la “colpa” sul commercialista – ha continuato – mi prendo le mie responsabilità, ed è paradossale, questo sì, che debba difendermi da una cosa lecita e legittima. Siamo due partite Iva a casa, la mia indennità netta è poco più di 2000 euro. Non ho benefit o altro: assicurazioni e spese, a carico mio. Ho passato quasi 4 mesi, ventiquattrore al giorno,  per il Comune…”.

La Lega sostiene Imeri

Pronta anche la reazione della Lega provinciale, attraverso un comunicato provinciale a firma di Andrea Capelletti, coordinatore sindaci Lega Bergamo e Giulio De Capitani,referente provinciale Lega Bergamo. “Nel tritacarne mediatico della caccia al percettore del bonus 600 € si stanno trascinando anche i sindaci con Partita Iva. – hanno scritto -Ferma presa di posizione nei confronti di parlamentari o consiglieri regionali che hanno approfittato del bonus nonostante le importanti indennità. Giù le mani invece dai sindaci, impegnati in prima linea nella lotta al coronavirus e ad assistere le proprie comunità, con un’indennità mensile lorda non paragonabile a quella dei parlamentari e consiglieri regionali, nonostante le responsabilità assunte e che hanno visto ferme le proprie attività lavorative e professionali e quindi regolarmente hanno potuto accedere al bonus”. Anche i giovani del partito si sono schierati dalla parte del sindaco di Treviglio. “Questa settimana è montata la polemica sui parlamentari che han percepito i 600 euro – ha detto Cristian Locatelli, morenghese responsabile dei Giovani amministratori della Lega – Giusta la condanna morale bei loro confronti ma giù le mani invece dai sindaci, consiglieri comunali e assessori impegnati in prima ad assistere le proprie comunità, con un’indennità mensile lorda non paragonabile a quella dei parlamentari e consiglieri regionali. Hanno responsabilità grandi rispetto alle loro indennità e sono sempre al servizio dei cittadini, ascoltando, lavorando e servendo le loro comunità come fosse una missione quindi non generalizziamo, la politica non è tutta uguale”.

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