Il gemellaggio tra Verdellino e Bambilor, comune del Senegal, accende la scontro in Consiglio con i due gruppi di minoranza che hanno deciso di abbandonare l’Aula. Una scelta legata non ai contenuti – che le opposizioni hanno invece condiviso – ma alla modalità utilizzata dall’Amministrazione per siglare un accordo di cui non si sapeva nulla fino a qualche settimana fa.
Sul gemellaggio le minoranze lasciano l’Aula
“Non parteciperemo al voto, non per disinteresse verso il tema della cooperazione internazionale, ma per una precisa contestazione sul metodo seguito – ha sottolineato Helga Ogliari, capogruppo di “Vivere – La scelta civica” – Il gemellaggio con un ente, per di più di uno Stato extra Ue non è un atto simbolico, ma atto che richiede il rispetto di passaggi istituzionali chiari e deve essere il Consiglio ad approvarlo. Qui è avvenuto il contrario, il ruolo del Consiglio non è stato rispettato per questo, in coerenza, non parteciperemo al voto”.
2Concordo pienamente – ha fatto eco il capogruppo di “Insieme per cambiare” UmbertoValois – Siamo d’accordo a condividere la nostra realtà con altre culture e trovare un percorso comune, ma non se non viene condiviso in Consiglio. Lei è il sindaco di tutta la comunità: anche se noi siamo avversari politici, quante volte abbiamo votato a favore? Questa è stata una presa in giro, meritiamo rispetto e le ricordiamo che i nostri gue gruppi rappresentano il 60 percento della popolazione”.
Un patto culturale con il Senegal
Dal canto suo, il sindaco Silvano Zanoli che a novembre ha visitato Bambilor insieme al consigliere Malik Diop e a una delegazione di imprenditori del territorio, ha difeso l’intero percorso, iniziato cinque anni fa, culminato con la stipula dell’accordo di gemellaggio.
“Per più di un anno ci hanno fatto pressioni per questa visita – ha spiegato – abbiamo ricevuto un’istanza di gemellaggio già dal mese di giugno-luglio del 2025, abbiamo deciso solamente verso fine anno di intraprendere questo percorso, naturale conseguenze delle relazioni che abbiamo costruito. Uno schema di accordo, di partenariato, di gemellaggio è stato fornito da noi e trasmesso in Senegal i mesi precedenti l’incontro. Quando siamo stati in visita il sindaco di Bambilor e tutti i rappresentanti del Consiglio comunale hanno insistito perché si facesse un rito, che è stato anticipato dalla mia dichiarazione dove spiegavo che il Comune di Verdellino, in quanto paese che fa parte dell’Italia, avrebbe voluto seguire un proprio iter”.
Un percorso che il Comune aveva già avviato sottoponendo la questione anche al Ministero degli Esteri.
“Questo accordo non ha necessita di autorizzazione deal Governo perché si tratta semplicemente di un gemellaggio di carattere culturale, sociale, turistico, formativo, di condivisione di obiettivi – ha evidenziato Zanoli – Per me Il Senegal è stata una grandissima scoperta, ha un governo giovane che ha voglia di innovare il Paese e non pensiamo di aver offeso nessuno, ma di aver dato concretezza a un percorso che accoglie, offre opportunità al territorio. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare alle loro riunioni, di aver visitato le scuole, i centri sportivi, le aziende, di aver conosciuto l’imprenditoria femminile, gli artigiani e ragazzi giovanissimi che intraprendono delle professioni che qui oggi si fa fatica ad indirizzare sulle nuove generazioni – il fabbro, il falegname, piuttosto che l’idraulico – di aver avuto un’accoglienza enorme e di grande generosità”.
E anzi rilancia diretto alle minoranze: “Il fatto di voler politicizzare o mettere in cattiva luce un’operazione di questo tipo secondo me, è un’offesa alla comunità senegalese, è un’offesa anche a questo Consiglio comunale”.
Un progetto pilota
Una collaborazione, quella con Bambilor, che potrebbe rappresentare una sorta di “progetto pilota” anche per altri Comuni italiani.
“In Senegal, soprattutto in queste località, alla periferia di Dakar, stanno iniziando a insegnare l’italiano, in virtù proprio di questi rapporti, di queste collaborazioni, di questa relazione che esiste con la città di Bergamo in primis, che è la prima città per presenza di persone senegalesi – ha spiegato Zanoli – In questo modo si può creare un presupposto per avere un’immigrazione controllata di persone, di ragazzi, di giovani preparati, già formati anche dal punto di vista linguistico, che vengano ad operare in Italia, qui a Bergamo, nelle nostre aziende, in quelle che, con accordi bilaterali, possono essere interessate a produrre o di investire in Senegal per creare del benessere anche sul territorio”.