La pavimentazione di via Caimi torna al centro del confronto politico a Vailate. Tra vincoli della Soprintendenza e costi elevati, maggioranza e opposizione restano su posizioni opposte.
Un dibattito che non si spegne
Il dibattito non si è mai davvero spento, ma settimana scorsa è tornato a infiammare l’aula del Consiglio comunale: la pavimentazione del tratto centrale di via Caimi torna al centro della scena politica locale, tra richieste di ripristino, vincoli paesaggistici e un conto economico tutt’altro che leggero.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda è stato il coordinamento del centrodestra, che riunisce le liste di opposizione “Prima Vailate” e “Vailate Nuovi Orizzonti”. A prendere la parola, con un’interpellanza dai toni diretti, è stato Pierangelo Cofferati, che ha chiesto al sindaco Andrea Trevisan di chiarire una volta per tutte le intenzioni dell’Amministrazione: si tornerà ai cubetti in porfido, rimossi un anno fa perché deteriorati, o l’asfalto resterà la soluzione definitiva?
La posizione del sindaco: vincoli e costi
La risposta del primo cittadino non ha lasciato spazio a interpretazioni immediate, ma ha aperto nuovi fronti di discussione. Trevisan ha ribadito che l’intervento realizzato è pienamente conforme alle autorizzazioni ricevute: la Soprintendenza, ha spiegato, ha ritenuto ammissibile il ripristino dell’asfalto, senza imporre l’uso del porfido. Piuttosto, si tratterebbe di una preferenza, un’indicazione paesaggistica che l’Amministrazione valuterà nel quadro più ampio degli interventi futuri.
E poi, ha precisato il sindaco, c’è il nodo economico, tutt’altro che secondario. Rifare oggi via Caimi con la pavimentazione originaria comporterebbe una spesa stimata attorno ai 400 mila euro. Una cifra importante, soprattutto in assenza – secondo il sindaco – di reali esigenze tecniche o funzionali che giustifichino un intervento immediato.
L’opposizione: “Non è un invito, ma un indirizzo”
Ma dall’opposizione la lettura è diametralmente opposta. Luciano Aiolfi, consigliere di “Vailate Nuovi Orizzonti”, contesta con decisione la posizione della maggioranza. Secondo lui, l’asfalto è stato autorizzato solo come soluzione temporanea, dettata da ragioni di sicurezza. Il messaggio della Soprintendenza, sostiene, sarebbe chiaro: il Comune deve attivarsi al più presto per programmare il ritorno al porfido.
“Difficile sostenere che si tratti di un invito – ha precisato Luciano Aiolfi – Il porfido è l’indirizzo indicato dall’autorità. La nostra interpellanza chiedeva una risposta semplice che il sindaco non ha dato”.