Ho letto con una certa assiduità delle riunioni di questo fantomatico “cantiere” del centrosinistra. A furia di evocarlo, uno si aspetterebbe almeno le fondamenta. Viene però il dubbio che più che a costruire una casa comune si stia ancora discutendo animatamente del colore degli infissi, mentre il tetto resta un’idea astratta.
Sarebbe interessante capire come poter dare un contributo concreto, partecipare, portare idee. Ma l’impressione è che il cantiere sia riservato a pochi addetti ai lavori, intenti a raccontarsela e a suonarsela in stanze così ovattate da non far filtrare neppure un granello di polvere — figuriamoci un po’ di realtà.
Un consiglio, se davvero si vuole ambire a vincere: meno architetture immaginarie e più coraggio politico. Abbiate l’audacia di proporre una candidata capace di parlare anche al centrodestra, di allargare il perimetro senza snaturarlo. Guardate bene: la persona giusta l’avete già sotto gli occhi. E, dettaglio non trascurabile, possiede anche i contatti per trasformare un cantiere eterno in un’opera finalmente compiuta.