Quando un data center, meglio, centro dati, di cui non esiste nemmeno il progetto, finisce per incendiare il dibattito, pure con qualche caduta di stile. È quello che è successo mercoledì 28 ottobre, in Aula a Caravaggio, dove tra il consigliere del Pd Enrico Premoli e il sindaco Claudio Bolandrini si è consumato un duello all’ultimo sangue e, per fortuna, solo in senso letterale visto che il primo, infermiere di professione, ha invitato più volte l’avversario a non agitarsi per evitare di finire in ospedale.
La mozione del Pd
Un botta e risposta a dir poco rovente, scatenato dalla mozione presentata dal Pd per la tutela e la partecipazione dei cittadini di Vidalengo su un presunto centro dati in arrivo a ovest del cimitero. Iniziativa maturata dopo alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco, che hanno fatto nascere il sospetto di un progetto già preconfezionato.
“Il 31 luglio il Consiglio comunale ha deliberato una permuta fra il Comune e privati nell’ambito della lottizzazione industriale di iniziativa privata “Francesca” a Vidalengo – ha esordito Premoli – In tale circostanza si è giustificata la permuta da lato Amministrazione come necessaria alla costruzione di una tangenziale che migliorasse la situazione viabilistica della frazione, mentre non è stato fatto cenno alla possibilità della costruzione di un centro dati nella stessa area o di altre motivazioni lato privato”.
Quindi ha impegnato il sindaco e la Giunta a “riferire in Consiglio comunale di tutti i contatti avuti con lo sviluppatore e i proprietari dell’area; a chiedere al presidente del Comitato di frazione di Vidalengo la convocazione di un’assemblea con i residenti; a non sottoscrivere né discutere accordi con lo sviluppatore senza passare dal Consiglio; a verificare il valore di mercato al mq ed in totale dei terreni dati in permuta nel caso fossero stati alienati per la realizzazione di un data center; a eseguire studi che valutino l’impatto dell’opera”.
La risposta del sindaco
Bolandrini, a testa bassa, ha risposto punto su punto e pian piano l’atmosfera si è fatta incandescente, in un crescendo di stilettate.
“Tengo a sgombrare subito il campo da ogni equivoco – ha premesso – ad oggi non c’è alcun progetto di data center sul territorio di Vidalengo o Caravaggio, nessuna richiesta depositata in Comune, altrimenti avrei provveduto a informare la Giunta e il Consiglio e a far lavorare le commissioni. La mozione decontestualizza le mie affermazioni da quello che era un dibattito politico prevalentemente regionale, inoltre non riporta la dichiarazione con cui ho concluso il pensiero dicendo che ci troviamo di fronte a quella che, insieme all’agrivoltaico, sarà una delle sfide che misurerà le capacità delle future Amministrazioni comunali”.
Poi ha fatto un parallelismo.
“Come accaduto per la stagione della logistica, che si è insediata lungo l’asse della Brebemi – ha ricordato imputando alla ‘memoria selettiva del consigliere il disconoscimento del merito del mancato arrivo dell’interporto a Vidalengo prima e del Kilometro Verde’ – le prossime Amministrazioni si troveranno a gestire questi insediamenti lungo la linea ‘Terna0’ (società italiana operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica ndr.).
“Terna” per i centri dati come Brebemi per le logistiche, insomma. E la temperatura si è alzata.
“Essendo noi soliti ad amministrare con trasparenza cristallina, in conformità alle linee di mandato – ha rimarcato – i contatti di cui dovrei riferire sono atti formali depositati: quello a Vidalengo è un Piano di lottizzazione industriale adottato e approvato dal Comune nel 2010, convenzionato nel 2013 ma mai attuato, e prevede la destinazione produttiva. Le normative regionali vigenti prevedono e consentono insediamenti di industrie, comprese quelle chimiche, una logistica o un centro dati. Nei nove anni in cui siete stati in maggioranza non avete mai proposto di trasformarlo in agricolo, cosa peraltro non possibile”.
Bolandrini ha poi ricordato che la normativa sui centri dati è stata oggetto di recente disciplina da parte di Regione Lombardia, quindi ha estratto l’ascia di guerra affrontando il tema del Comitato di frazione.
“Se in questi anni avesse partecipato ad una sola seduta, saprebbe che il comitato di frazione è sempre stato convocato solo dalla presidenza che predispone l’ordine del giorno – ha detto sarcastico – Se avesse almeno letto il regolamento comunale, non ignorerebbe che l’assemblea pubblica viene convocata almeno una volta all’anno. Pertanto è già prevista a dicembre”.
Ma è stato alla fine dell’intervento che gli animi si sono scaldati di più.
“Quanto alla sottoscrizione di accordi, ribadendo che di progetti non ce n’è, il compito di adozione e approvazione da parte degli organi competenti dipende dalla tipologia di istanza – ha chiarito – compete alla Giunta se il piano è conforme al Pgt oppure al Consiglio nel caso di ipotesi di progetto in Variante al Pgt. Una mozione non cambia le regole del gioco. Dubito della paternità della mozione, perché un consigliere dopo 10 anni di amministrazione non può ignorare queste cose. Lasciar intendere poi che l’Amministrazione abbia permutato sottobanco un’area edificabile, al fine di permettere la costruzione di un data center, è una menzogna: l’area ricevuta dal privato ospiterà il sedime della bretella alternativa a via Donizetti”.
Lancia in resta, il sindaco ha smontato anche l’ultima richiesta.
“Il Comune non ha il compito o la facoltà di richiedere “studi indipendenti (da chi?) che valutino gli effetti cumulativi e complessivi” – ha sottolineato – tali valutazioni sono da farsi solo su un progetto presentato all’interno delle procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale che, per legge, governano la Provincia o la Regione. In quest’ambito al tavolo della conferenza dei servizi sono discusse tutte le ricadute sul territorio e sulla comunità”.
La replica del consigliere Premoli
Una filippica a cui Premoli ha replicato con calma serafica.
“Se il progetto non c’è avrebbe potuto fare una smentita pubblica – ha attaccato – quanto al Comitato di frazione ritengo che, nominando lei i componenti, abbia il potere di chiedere al presidente di convocare l’assemblea, senza aspettare dicembre”.
Vedendo Bolandrini dissentire, il consigliere ha assestato il primo colpo.
“Io lo ritengo giusto ma se lei ha un’altra opinione lo accetto, questo ci differenzia – ha affermato pungente – voti a favore della mozione, faccia più chiarezza per i cittadini, evitando il rischio che dal balcone di casa vedano un data center invece del paesaggio rurale che c’è oggi”.
È arrivata anche una critica per l’eccessiva lunghezza dell’intervento, in polemica con il presidente del Consiglio Carlo Mangoni, e poiché il primo cittadino ha continuato a dissentire, Premoli ha scoccato un dardo avvelenato: “Non si agiti, non vorrei vederla nel posto in cui lavoro, la preferisco qua”.
Una frase che ha fatto scattare un applauso ironico del sindaco, che ha ringraziato.
“Non ho smentito perché quando ho rilasciato le dichiarazioni ignoravo che “Terna” avesse ottenuto l’allacciamento elettrico – ha ribattuto con veemenza – Le ho dato spiegazioni su tutto, spendendo giorni e sentendo pareri anche regionali, non cinque minuti utilizzando l’intelligenza artificiale, ma lei arriva a una conclusione da libro Cuore… Se non sono imperturbabile è perché avverto la responsabilità di quanto scrivo, dico e porto in Aula. La calma è la virtù dei forti ma a volte la pazienza è il difetto dei fessi”.
Premoli allora ha contrattaccato: “Non scrivo i miei discorsi con l’intelligenza artificiale, quanto a lei ha avuto tempo per smentire la stampa” ha esclamato, ma Bolandrini lo ha rintuzzato ancora fuori microfono. “Mi lasci intervenire, se si agita, le sale la pressione e poi invece del libro Cuore c’è il suo di cuore, mi spiace … 50 anni sono sempre un’età difficile” ha sbottato suscitando sconcerto, mentre il sindaco che ha alzato il braccio con il pugno chiuso in segno di scherno.
“Non faccia gesti che non le appartengono per favore, si fa col destro non con il sinistro – ha ironizzato il consigliere del Pd – se in nove anni non abbiamo parlato del cambio di destinazione di quei terreni è perché lei non ce ne ha dato la possibilità”.
Il primo cittadino furente ha però rispedito l’accusa al mittente: “Pazzesco, dormiva sui banchi?”.
Il voto
In chiusura, un’ultima dichiarazione al vetriolo, quella della consigliera del Pd Ilaria Bena: “Il Bolandrini del centrosinistra aveva fermato interporto e “Kilometro verde”, quello di oggi, di Forza Italia, a quanto pare non può fare niente” quindi ha espresso il suo voto favore, così come Giuseppe Ambrosini del “Gruppo Misto”. Al contrario Daniel Facchinetti di “Caravaggio popolare e solidale” ha bocciato nettamente la mozione, definita “vuota, senza senso e piena di demagogia”. Astenuti il leghista Giuseppe Prevedini e il consigliere del “Gruppo Misto” Paolo Vicario.