Ha preso il via pochi minuti fa, alle 11 di questa mattina, martedì 26 maggio, la conferenza stampa nel corso della quale il consigliere regionale Pietro Macconi sta annunciando la propria adesione a Futuro Nazionale, il movimento politico del Generale Roberto Vannacci. Con Macconi anche il farese Samuele Lo Faro, che seguirà con lui il percorso politico e territoriale.
In conferenza anche il generale Vannacci
A presiedere la conferenza stampa in corso presso il Consiglio di Regione Lombardia, al fianco di Macconi e Lo Faro, è presente Vannacci in persona, che ha espresso fiducia ai due nuovi esponenti di Futuro Nazionale. Macconi, imprenditore bergamasco, originario della Valle Imagna, sposato con 5 figli, alle spalle ha una lunga carriera politica sempre nell’area della destra italiana: militante dell’associazionismo cattolico; nel ‘95 è entrato in Consiglio regionale con Alleanza Nazionale, venendo poi rieletto per tre legislature consecutive e ricoprendo incarichi nelle commissioni regionali, in particolare negli ambiti dell’agricoltura-caccia e sanità, in cui è stato Presidente. Dal 2023 siede nuovamente in Consiglio regionale per la circoscrizione di Bergamo. Con queste parole ha spiegato le ragioni politiche e culturali della propria scelta:

“Stiamo vivendo una lenta ma continua decomposizione di molti aspetti della vita europea: guerre, crisi economiche ed energetiche, smarrimento culturale, tensioni sociali e crisi demografica. Ma questi non sono le cause: sono gli effetti dell’aver costruito, negli anni, un vero e proprio mondo al contrario. Papa Francesco aveva colto con grande lucidità due aspetti fondamentali del presente: la “terza guerra mondiale a pezzi” e soprattutto il “cambiamento d’epoca”. Non un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca. E noi, come Europa e come Italia, stiamo affrontando questo passaggio storico in una condizione di debolezza, incertezza e perdita di sovranità”.
Da qui, secondo il consigliere regionale, la necessità di ripensare profondamente molte questioni: “I criteri che hanno guidato il mondo occidentale fino ad oggi non sono più sufficienti. È necessario superare quella cultura radicale che per anni ha finito per condizionare parte dell’Europa e dell’Occidente. Dobbiamo riportare il baricentro politico e culturale più a destra, dentro un centrodestra più forte, più identitario e più coraggioso” ha dichiarato Macconi, che ha poi ricordato una celebre riflessione di Albert Einstein: “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare sempre le stesse cose. Ed è proprio in questo spirito che considero Futuro Nazionale uno strumento utile per accelerare quei cambiamenti che tanti cittadini chiedono da tempo”.
Via da Fratelli d’Italia, ma leali al centro-destra

“Qualcuno si domanderà perché scegliere un movimento dal futuro ancora tutto da costruire, lasciando un partito di governo. La risposta è semplice: la politica non può essere soltanto gestione dell’esistente. A volte bisogna anche assumersi dei rischi per qualcosa che si ritiene valga la pena difendere. La politica resta una forma di servizio e ciascuno, secondo la propria natura e coscienza, sente il dovere di dare il proprio contributo. Futuro Nazionale, per me, sta a Fratelli d’Italia come l’aviazione stava alla cavalleria per Francesco Baracca. Baracca non tradiva la cavalleria: serviva lo stesso esercito, per gli stessi fini, in un reparto diverso.
Il consigliere regionale ha quindi voluto rivolgere un passaggio anche al proprio percorso politico: “Conservo affetto, rispetto e gratitudine verso le tante persone con cui ho condiviso anni di militanza e battaglie politiche. A Fratelli d’Italia muovo le stesse amorevoli critiche che muove Marcello Veneziani, uno dei più importanti intellettuali italiani contemporanei. Mi auguro quindi che possano restare rapporti umani e politici fondati sulla stima reciproca e sulla condivisione di tanti valori comuni. Rimane ferma la mia lealtà alla compagine di centrodestra, nei cui valori continuo a riconoscermi e nel cui perimetro politico sono stato eletto. All’interno di questo quadro continuerò a lavorare con serietà, spirito di servizio e senso di responsabilità”. A chiusura del proprio intervento, il consigliere ha infine richiamato Sant’Agostino e la sua frase secondo cui “La pace è tranquillità nell’ordine”. “E’ proprio da qui che dobbiamo ripartire: dall’ordine, dal buon senso e dal ritorno alla realtà”.
Col Generale anche il farese Samuele Lo Faro
A formalizzare il passaggio in Futuro Nazionale anche il farese Samuele Lo Faro, da sempre vicino fin da giovanissimo agli ambienti della politica dell’area del centrodestra, e da anni una delle persone di maggiore fiducia del consigliere Macconi nell’ambito politico, che a lui ha affidato il coordinamento e l’organizzazione della propria struttura politico-istituzionale dopo le ultime elezioni regionali.

“Il mio ambiente politico naturale è e rimane il centrodestra, ma oggi c’è una forte necessità di riportare ordine, quell’ordine e quel buonsenso che tante persone chiedono” – sono state le prime parole di Lo Faro in conferenza – Questa scelta non nasce certamente contro qualcuno, ma rimane da parte mia il rispetto umano e politico verso tante persone con cui ho condiviso anni importanti di crescita e lavoro politico. Deriva piuttosto dall’esigenza di tornare a parlare a quella parte di elettorato che oggi chiede maggiore chiarezza, identità e una rappresentanza più netta su temi che tanti cittadini sentono fortemente. Penso, ad esempio, alla sicurezza, alla difesa delle radici italiane, alla tutela del mondo produttivo, del lavoro e di chi ogni giorno manda avanti questo Paese, e più in generale ad un’idea di politica concreta, vicina alla realtà e meno ideologica. In questi anni abbiamo dovuto prendere atto di una distanza che, via via, andava delineandosi sempre più tra la politica e quelle persone che un tempo votavano convintamente il centrodestra e che oggi invece si sentono semplicemente non rappresentate oppure hanno smesso del tutto di votare”.
“Rafforziamo il centrodestra con temi semplici, chiari e di buonsenso”
“Il punto oggi, secondo noi, è rafforzare il centrodestra. Perché realisticamente non possiamo permettere che la sinistra torni ad occupare spazi politici e culturali che il centrodestra ha conquistato interpretando i bisogni reali della gente – ha aggiunto Lo Faro – È quindi fondamentale tornare a parlare al mondo dell’astensionismo, ai tanti giovani, ai tanti cittadini delusi e a quell’elettorato identitario che oggi chiede maggiore coraggio politico. Credo che Roberto Vannacci stia intercettando esattamente questo sentimento. I temi sono semplici, chiari e di buonsenso. E non lo dico guardando ai social o alle polemiche televisive, ma osservando ciò che sta succedendo realmente nei territori, nelle piazze e tra la gente”.
Un occhio a Fara, dove un mese fa è nato il circolo locale di Futuro Nazionale
Attivo sul territorio bergamasco, Lo Faro ha dunque voluto ribadire la particolare attenzione verso il proprio Comune, Fara Gera d’Adda e Badalasco: “Diverse famiglie storicamente vicine alla destra cittadina mi hanno chiesto di continuare il percorso intrapreso nell’interesse del nostro Comune e di continuare a dare il mio contributo anche sulle questioni locali del paese. Ed è ciò che continuerò a fare, battendomi in prima persona per i temi che riguardano il nostro territorio e la nostra comunità”. A seguire anche un passaggio e un ringraziamento a Claudio Parma, che lo scorso 25 aprile aveva fondato il comitato locale di Futuro Nazionale: “Voglio ringraziare pubblicamente l’amico Claudio per la fiducia e la disponibilità di aver assunto in prima persona la rappresentanza comunale di Futuro Nazionale. Quando alla base ci sono fiducia, lealtà e spirito di gruppo, certe scelte sono naturali. Ed è proprio questo che contraddistingue il nostro gruppo” ha concluso Lo Faro, che ha tenuto a confermare che sarà Parma a continuare a presidiare il movimento sul territorio farese: “Lo farà all’interno di un progetto più ampio e strutturato, perché certe scelte non nascono mai per caso”.