Consiglio comunale

Fine Vita, a Treviglio la maggioranza respinge l’ordine del giorno dell’opposizione

La minoranza aveva chiesto che il Comune si impegnasse a sollecitare una legge in Regione e al Parlamento

Fine Vita, a Treviglio la maggioranza respinge l’ordine del giorno dell’opposizione

Il Consiglio comunale di Treviglio ha respinto l’ordine del giorno dell’opposizione sul “Fine Vita”. La proposta, illustrata dalla capogruppo Matilde Tura, chiedeva che il Comune si facesse portavoce presso Regione Lombardia della necessità di definire sul tema tempistiche chiare e procedure uniformi sul territorio regionale. Una strada che è stata seguita recentemente anche dalla Regione Veneto. Inoltre, l’ordine del giorno chiedeva l’impegno a sollecitare al Parlamento una legge nazionale che garantisca a tutti gli stessi diritti.

L’interpellanza sul Fine Vita

Una tematica delicata, su cui la maggioranza ha però scelto di non aprire un dibattito.

“In realtà La Corte Costituzionale ha fissato una serie di parametri e vincoli da rispettare – ha fatto notare il sindaco Juri Imeri – Quindi non è corretto dire che in Lombardia non ci sono delle procedure da seguire. Il fatto che non ci sia una legge organica come in altre regioni non vuol dire che oggi in Lombardia non ci siano indicazioni operative su quanto prevede la Corte Costituzionale. La presenza di tali indicazioni vanno a superare quanto chiede l’Ordine del giorno. Ritengo quindi che non sia opportuno approvarlo”.

La discussione in Aula

Parole che hanno suscitato reazione tra le fila della minoranza.

“Dobbiamo ribadire che la situazione non è chiara viste anche le polemiche sorte recentemente su un caso avvenuto in Lombardia – ha commentato Mariagrazia Morini del Pd – Penso che il Consiglio sia fortemente coinvolto perché siamo i primi rappresentanti dei cittadini, quindi il tema ci riguarda. Se chi opera sul territorio non ha indicazioni precise diventa improbo garantire questo diritto ai cittadini. Questa sarebbe una norma di civiltà”.

“Viviamo in mondo paradossale, perché tutta la vita viviamo nel rispetto dei diritti e dei doveri e poi non possiamo decidere di mettere fine alla nostra vita quando viene meno la dignità di essere umano – è poi intervenuto il collega di partito Erik Molteni – Vedere una persona che si consuma e che si spegne penso che sia il più grande strazio che si possa vivere. Due anni fa sul tema avevo organizzato in città la raccolta firme sul tema e il risultato fu imponente. La cosa che mi aveva colpito era la coda di ragazzi under 30 che sfidavano caldo torrido per dare la propria adesione a fine vita. Al netto della posizione del governatore lombardo e dei cavilli giuridici, noi possiamo dare un segnale forte di libertà e dignità. Io penso di non offendere nessuno se ritengo che su un tema così delicato ci debba essere libertà di scelta”.

Per la maggioranza, nonostante il sindaco avesse annunciato che la sua coalizione non avrebbe partecipato al dibattito, è intervenuto Giancarlo Fumagalli di “Io Treviglio”.

“Questo Ordine del giorno va letto nel modo giusto – ha detto – Io sono per l’eutanasia e anch’io ho raccolto le firme. Anch’io ho avuto un caso di sofferenza in casa e secondo me deve essere lasciato libero arbitrio sul tema. Ma questo documento, secondo me, non è stato presentato per sensibilizzare le coscienze a votare a favore o contro il fine vita, ma ad impegnare qualcuno che si faccia qualcosa che il sindaco dice esserci già”.

L’amarezza di Matilde Tura

Amare le parole di Matilde Tura per la bocciatura del documento.

“Sono veramente molto dispiaciuta perché avremmo potuto dare un segnale a tante persone che stanno aspettando risposte – ha detto – A oggi le tempistiche non sono definite, ma credo che la persona abbia diritto di sapere con esattezza cosa prevede la normativa. E’ una scelta politica quella di non voler affrontare le questione. In questo Consiglio comunale ci stiamo tappando le orecchie. Perché le altre regioni si stanno attivando? Perché si stanno raccogliendo firme? Per andare contro Fontana e Bertolaso? Non penso. Noi rappresentiamo i cittadini, dobbiamo prenderci l’impegno. Non c’è la volontà da parte vostra perché per voi è un tema che scotta. E mi spiace non aver sentito un dibattito stasera. Come è possibile che un Consiglio che si è espresso sulla carne sintetica non dica niente sul fine vita?”.