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FI: “Non vendete l’immobile della ex Bcc, fateci la Casa delle associazioni”

Il circolo forzista locale ha inviato un comunicato ad Amministrazione, associazioni e oratorio ribadendo il proprio no all'alienazione

FI: “Non vendete l’immobile della ex Bcc, fateci la Casa delle associazioni”

“A Cologno al Serio manca una ‘Casa delle associazioni'”. Il Circolo di Forza Italia torna all’attacco dopo aver già sollevato il problema all’indomani della decisione della Giunta di mettere in vendita lo stabile della ex “Banca di Credito Cooperativo Orobico”, un fabbricato che considera idoneo allo scopo. E lo fa diffondendo un comunicato piuttosto pepato.

Un comunicato per dire no alla vendita della ex Bcc

Forza Italia ribadisce la sua posizione sull’argomento ex Bcc inviando una nota non solo alla sindaca Chiara Drago e alla sua Giunta ma anche a parrocchia e oratorio e alle diverse realtà associative colognesi.

“L’Amministrazione ha il compito e l’obbligo di sostenere il ‘volontariato e tutta la società civile organizzata’ che opera nel proprio Comune, di supportare le loro attività con lo scopo di ‘fare comunità’, fornendo gli strumenti necessari per sostenere il loro impegno – si legge nella nota – Necessario quindi che anche a Cologno la Giunta avvii una vera collaborazione con tutte le associazioni, che vada oltre il consueto contributo economico annuale e superi l’atteggiamento ‘ordinario’ di questi anni. Serve un nuovo modo di fare il paese”.

Una sala pubblica farebbe comodo soprattutto a quelle realtà che non hanno una sede propria e che, per riunirsi, oggi spesso chiedono ospitalità all’oratorio.

“Moltissimi Comuni si sono attivati concretamente allestendo una ‘Casa delle associazioni’ – si fa notare – una struttura fisica capace di ospitare in un unico “contenitore” tutti gli organismi del terzo settore, un utile presidio comunale per favorire la crescita dell’associazionismo. A Cologno abbiamo l’edificio di via Rocca 16 di proprietà comunale, centralissimo, alla portata di tutti i colognesi, adiacente altresì alla futura “Casa di Comunità” dell’Asst Bergamo Ovest e vicino al Municipio”.

Un immobile che i forzisti giudicano “veramente strategico per la comunità e luogo ideale per la ‘Casa delle associazioni””, di cui hanno chiare in mente le caratteristiche.

“Una struttura inclusiva, che agevoli l’incontro delle varie ‘esperienze’ associative – si precisa – fondamentale per confrontarsi e intercettare i bisogni dei concittadini. Un progetto aperto, che favorisca la crescita dell’associazionismo, presidio territoriale e luogo di animazione del tessuto associativo, in cui le varie organizzazioni accedono gratuitamente per svolgere attività a favore della comunità e in coerenza con la propria missione. Ormai è un’esigenza non più rinviabile”.

Il Circolo forzista guidato da Giovanni Boschi insiste sul “no” all’alienazione annunciata dall’Amministrazione.

“Le Amministrazioni comunali devono offrire servizi non fare business”

“La Giunta ha uno sfrenato, celere e incomprensibile desiderio di vendere questo immobile e francamente ci sfugge il motivo – si osserva nel comunicato – Con convinzione, riteniamo ‘miopia’ politica e mancanza di ‘visione’ strategica l’idea di cedere lo stabile senza aver individuato alternative utili ed adeguate (sale pubbliche) per la nostra cittadinanza e le associazioni. Serve uno spazio adeguato a fare collettività: invitiamo la Giunta a rivedere la propria posizione”.

Quindi una stoccata.

“Le Amministrazioni comunali devono offrire servizi non fare business – si conclude – Ricordiamo altresì che l’alienazione non era prevista nelle ‘Linee guida programmatiche del mandato amministrativo 2021/2026’. Suggeriamo, per argomenti di “grande impatto sociale” e non previsti nel programma elettorale, di chiedere il parere ai cittadini utilizzando l’utile strumento del referendum consultivo, possibilità prevista dal nostro statuto comunale”.

Il parroco: “Potrebbe essere utile, ma l’oratorio è disponibile e sta costruendo relazioni”

Resta da vedere se il mondo associativo prenderà o meno una posizione sul tema, l’Amministrazione non ha rilasciato dichiarazioni, mentre il parroco don Giuseppe Navoni si è espresso così:

“Uno spazio di riferimento per le associazioni potrebbe essere anche utile, l’oratorio continua comunque a essere disponibile. Nel frattempo il lavoro che stiamo facendo è quello di costruire relazioni con le varie realtà, dando vita a uno scambio, a percorsi comuni come lo sono stati la Via Crucis e il presepe vivente”.