A Fara Olivana con Sola dopo aver annunciato il via alle opere di urbanizzazione primaria nell’ambito «Tmn 1», sub-ambito 1, il Comune ha annullato il permesso di costruire, appena sei giorni dopo, prima dell’avvio dei lavori.
Il permesso e lo stop
Record di velocità, a Fara Olivana con Sola. Non sul cantiere, però, bensì negli uffici comunali. Il permesso di costruire per le opere di urbanizzazione primaria in via Cascina Secchi, nella zona dell’ex discoteca Prima Stella, è stato infatti annullato in autotutela a meno di una settimana dall’avviso che ne annunciava la pubblicazione. L’avviso, firmato dal Responsabile del servizio tecnico, è datato 9 ottobre. Il provvedimento di annullamento è invece del 15 ottobre. Il titolo edilizio era intestato a Mion Immobiliare spa, società di Bussolengo, nel Veronese, per conto del gruppo Migross, socio della catena nazionale di discount Eurospin. A far saltare il via libera è stata una verifica successiva al rilascio, condotta dallo stesso ufficio tecnico. L’area, infatti, ricade nel Parco regionale del Serio ed è sottoposta a vincolo paesaggistico.
I pareri mancanti
A spiegare il motivo dello stop è il sindaco Matteo Seghezzi: «L’area ricade nel Parco regionale del Serio ed è sottoposta a vincolo paesaggistico. Servono quindi il parere obbligatorio della Commissione per il paesaggio del Parco e l’autorizzazione paesaggistica, con il coinvolgimento della Soprintendenza». Nel fascicolo e negli atti della conferenza dei servizi, però, dei due passaggi non c’era traccia. Un’assenza che ha reso illegittimo il titolo, nonostante l’esito positivo della conferenza dei servizi.Il primo cittadino precisa: «In presenza di vincoli paesaggistici, non vale il silenzio-assenso: sono necessarie pronunce espresse delle autorità competenti». Nell’atto di annullamento, dunque, la tutela del paesaggio e dell’ambiente viene indicata come prevalente rispetto all’interesse privato del costruttore, anche alla luce del brevissimo tempo trascorso dal rilascio.
“E’ stato fatto tutto in autotutela”
L’annullamento comporta lo stop a ogni attività edilizia e di cantiere legata alle opere, con l’obbligo di sospendere immediatamente eventuali lavori già iniziati. In questo caso, però, il provvedimento è arrivato prima dell’apertura del cantiere.
«È stato fatto tutto in autotutela – sottolinea Seghezzi – strumento previsto dalla legge: non è successo niente a nessuno. Il permesso è stato ritirato prima dell’inizio dei lavori, quindi non vedo che problema ci sia. La responsabilità è dell’ufficio tecnico non mia, è stata una svista ma il responsabile gode della mia piena fiducia. Chi lavora può sbagliare. È stato fatto tutto alla luce del sole: gli atti sono pubblici e chiunque può leggere perché il permesso è stato annullato. Anzi, sono contento che se ne sia accorto subito: il problema vero sarebbe stato scoprirlo dopo due mesi, a lavori iniziati».
Di diverso avviso la capogruppo di minoranza Sabrina Severgnini:
«E’ grave che un sindaco non supervisioni l’operato dei suoi uffici in particolare l’ufficio del servizio tecnico che rilascia autorizzazioni di tale rilevanza».