Le elezioni comunali a Rivolta si avvicinano e il nostro Giornale ha voluto porre qualche domanda ai candidati per la poltrona di sindaco. Tra loro anche Gian Cremonesi alla guida di “Rivolta Dinamica”. Quarantotto anni, di professione libero professionista in Coldiretti è già assessore alle Risorse territoriali e Sostenibilità ambientale nel mandato appena concluso.
Cosa l’ha spinta a candidarsi come sindaco?
«L’attività amministrativa è sempre stata una delle mie passioni. Fin dal mio primo incarico di consigliere nell’ultima amministrazione guidata dal compianto Lamberto Grillotti ho capito che avrei potuto dare tanto al mio paese. Per motivi professionali che mi hanno portato lontano da casa ho dovuto temporaneamente accantonare questa passione, pur proseguendo l’attività amministrativa in altri ambiti. Otto mesi fa ho accettato la nomina ad assessore e il lavoro svolto nel corso di questo breve ma intenso mandato ha risvegliato in me il desiderio di mettermi al servizio della comunità. Mi ha sempre appassionato dedicarmi al servizio, dalle diverse attività di volontariato svolte nelle associazioni rivoltane».
Quali sono le tre priorità su cui intende intervenire fin da subito?
«Partiamo dagli obiettivi, ovvero la possibilità di rendere Rivolta un paese sicuro, ordinato e vivibile in cui una persona possa nascere, crescere, lavorare. Un progetto ambizioso che parte dall’ascolto dei cittadini, da una presenza costante e continuativa sul territorio. Un percorso che passa anche attraverso iniziative di rigenerazione urbana e di recupero e valorizzazione delle aree verdi, iniziative a sostegno della socialità, in cui tutte le generazioni possono vivere la propria età nel rispetto reciproco e un maggior coinvolgimento dei cittadini attraverso l’evoluzione del progetto “cittadinanza attiva”».
Perché i rivoltani dovrebbero scegliere lei?
«Sono nato e cresciuto a Rivolta e chi mi conosce sa quanto mi sta a cuore il futuro del nostro paese. La promessa che faccio ai cittadini e di essere presente e dedicare ogni mia risorsa a questa importante esperienza, con l’obiettivo di poter fornire risposte tempestive e puntuali, facendo in modo che nessuno possa sentirsi non ascoltato o, peggio ancora, trascurato».
Quale sarà la sua prima decisione concreta nei primi 100 giorni di mandato e perché?
«La priorità tra le priorità è certamente la ripartenza del cantiere dell’asilo. Un’opera che ha preso il via prima ancora di disporre della dotazione finanziaria per essere completata. Un’opera il cui costo avrebbe assorbito circa il 60% della parte attiva del bilancio del nostro comune, paralizzando di fatto non solo gli interventi di ordinaria manutenzione, ma anche i servizi essenziali. Proseguire nella sua realizzazione senza la certezza di un’entrata straordinaria sarebbe stato poco responsabile, se non addirittura incosciente. Al termine di un iter lungo e travagliato, il progetto per il nuovo polo logistico in progetto a nord dell’abitato ha consentito di reperire le risorse sufficienti alla riapertura del cantiere ed alla realizzazione di un’opera che, riprogettata secondo criteri moderni ed ecocompatibili potrà ospitare i nostri piccoli cittadini ed ampliare la gamma di servizi offerti dall’attuale scuola materna».
Guardando alla fine del suo mandato, quale cambiamento concreto vorrebbe lasciare a Rivolta?
«Rivolta è anche il luogo dove oggi stanno crescendo i miei figli e la mia più grande soddisfazione sarebbe quella di vederli costruire qui il loro futuro e la loro famiglia. Per questo lavorerò affinché Rivolta possa essere un paese ordinato e sicuro, vitale ed accogliente».
Il caso Sgroi: la sua valutazione politica e che impatto ha avuto sulla città?
«La vicenda giudiziaria che sta coinvolgendo il dottor Sgroi farà il suo corso, ma si tratta di una questione di natura strettamente personale che nulla ha a che vedere con l’attività amministrativa. Credo, senza timore di essere smentito, che i miei concittadini non misureranno le mie attitudini ad amministrare in base a tali circostanze».
Dall’assenza di un asilo nido alla riqualificazione dell’ex ospedale per ambulatori o servizi per anziani: temi molti sentiti dai cittadini. Quale piano ha su questi fronti?
«Sono senz’altro temi di cui si sta discutendo nell’ambito del gruppo di “Rivolta Dinamica”. L’attenzione verso le fasce d’età più fragili è sempre stata tra le finalità del nostro gruppo e proseguiremo il nostro percorso adottando scelte e strategie finalizzate a tutelare la loro fragilità, ponendo anche l’attenzione verso le famiglie che, nella gestione delle fragilità, troveranno in me e nella mia amministrazione un supporto concreto».
Il cantiere della scuola è stato lungo e complesso: cosa pensa del progetto e di come è stato gestito finora?
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