Sì a una maggiore collaborazione dei cittadini con le Forze dell’ordine per combattere la microcriminalità. Anche a Cologno al Serio, se verrà superata una fase di sperimentazione di 6-12 mesi su zone limitate del territorio, nascerà il “Controllo di vicinato” esteso su tutto il paese, come già accade in diversi Comuni della Bergamasca. Il Consiglio comunale ieri, giovedì 29 gennaio, ha emendato e poi approvato la mozione presentata dal centrodestra per l’istituzione dei gruppi di vigilanza volontaria.
La mozione del centrodestra
Un tema, quello della sicurezza, che è sempre “caldo”. Più o meno tutte le forze che fanno riferimento al centrodestra nell’ultimo anno sono intervenute per segnalare diverse problematiche, soprattutto nel centro storico. E giovedì della scorsa settimana il gruppo consiliare guidato dal leghista Marco Picenni ha presentato la mozione di cui ha dato lettura il consigliere Robert Carrara e a spiegare la posizione della maggioranza “Progetto Cologno” a riguardo è stato l’assessore di competenza, Maurizio Cansone.
“A Cologno la sicurezza non è uno slogan ma un lavoro quotidiano già in corso, nell’ultimo anno la nostra Polizia locale ha compiuto un percorso importante di crescita sul piano operativo, formativo e organizzativo – ha esordito ricordando nel dettaglio le attività e le iniziative intraprese – Stiamo già costruendo un sistema di sicurezza urbana fondato su professionalità, presenza sul territorio, cooperazione interistituzionale e prevenzione sociale. Dentro questa cornice possiamo discutere anche di strumenti di partecipazione civica come il ‘Controllo di vicinato’, purché sia chiaro che non si tratta di ronde né di forme di vigilanza privata, ma di reti di cittadini che osservano e segnalano, rigidamente regolamentate, coordinate dalla Locale e dalle altre Forze dell’ordine, formate e sottoposte a monitoraggio costante”.
Quindi ha considerato la possibilità di “una sperimentazione limitata nel tempo e nello spazio, monitorata e riferita periodicamente al Consiglio comunale”.
Un’apertura confermata dallo stesso comandante Canio Brando, presente in Aula.
“Il Controllo di vicinato è uno strumento che considero con interesse – ha commentato – In Italia è già una realtà concreta in molte città, soprattutto dove è stato inserito all’interno di un progetto strutturato e coordinato dalle istituzioni. I cittadini sono stati coinvolti attraverso incontri pubblici, momenti formativi e l’individuazione di referenti di zona. Dove i cittadini si conoscono e sanno a chi rivolgersi, molte situazioni vengono intercettate prima. Inoltre ha contribuito a rafforzare il senso di comunità, il dialogo tra vicini e l’attenzione verso situazioni di fragilità o disagio. Non si tratta di gruppi spontanei o di semplici chat tra cittadini, ma di progetti con regole chiare, referenti individuati e un coordinamento costante con la Polizia locale. Siamo disponibili a collaborare anche su questo fronte”.
Il dibattito e l’approvazione
L’unico a manifestare perplessità è stato il consigliere ex “Progetto Cologno” Francesco Basile.
“Ma c’è davvero un bisogno nel nostro territorio parlando di fenomeni microcriminalità, degrado o vandalismo? – ha domandato al comandante – inoltre il gruppo di vigilanza sembra abbia soprattutto la funzione di creare coesione nei quartieri periferici ma se penso a questioni già discusse in Aula riguardo a piazza Agliardi o piazza Garibaldi, siamo in centro storico, chiunque si conosce e c’è forte senso di comunità. Infine, se il bisogno esiste non basta l’operato della Locale? L’Amministrazione dovrebbe gestire i volontari, ma se deve spendere energie e risorse penso ad altri servizi che andrebbero potenziati… Non riusciamo a far partire il Piedibus e serve più assistenza per gli anziani. Perché concentrarsi sulla vigilanza volontaria?”.
“Ma vive a Cologno??? – è sbottato il capogruppo di “Cologno Concreta” Massimiliano Del Carro – Io ho una figlia di 14 anni che frequenta il paese e nessun adolescente ha voglia e coraggio di stare nella piazzetta fuori dall’oratorio per la presenza dello spaccio a cielo aperto. Qualche bar vende anche alcolici ai minorenni. Sono tanti i problemi che vanno affrontati ma direi che l’investimento sulla Polizia locale è pertinente”.
Quasi sorpreso dell’apertura della maggioranza Picenni, “non è usuale, è già un successo” ha sorriso, poi ha ribadito la preoccupazione per il fenomeno della microcriminalità e dei furti anche in pieno giorno.
“La percezione di insicurezza c’è tra chi vive il paese – ha affermato rivolgendosi a Basile – inconcepibile a mio avviso che in centro storico ci sia un luogo che i cittadini non frequentano per timore di essere aggrediti o di creare disturbo a chi mette in atto condotte illecite…”.
Il comandate dal canto suo ha risposto a Basile con i numeri:
“Nel 2025 ho raccolto 29 denunce e anche grazie alle segnalazioni dei cittadini abbiamo ottenuto risultati, sgominando una banda di ladri seriali di biciclette, individuando persone responsabili di danneggiamenti e abbandono di rifiuti. Il ‘Controllo di vicinato’ non determina ma contribuisce ad accrescere il senso di comunità e partecipazione”.
Al termine della discussione Cansone ha presentato gli emendamenti al testo e la seduta è stata sospesa per consentire ai gruppi di visionarli, quindi è stato proposto anche un controemendamento e il documento è stato messo ai voti. Il Consiglio ha approvato a maggioranza le modifiche, con l’astensione di Basile, e poi il testo, sul quale solo lo stesso consigliere indipendente si è espresso in modo contrario.