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"Consigliera assente da un anno e mezzo ma le impediscono di dimettersi"

L'interrogazione sulla situazione di Paola Fenili presentata da Francesco Basile è stata discussa a porte chiuse, suscitando polemiche

"Consigliera assente da un anno e mezzo ma le impediscono di dimettersi"
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"Non si presenta in Aula da 17 mesi e 14 Consigli comunali consecutivi ma le impediscono di dimettersi". A far scoppiare quella che è una vera e propria bomba a Cologno al Serio è il consigliere indipendente Francesco Basile, che ha presentato un’interrogazione per chiedere lumi alla prima cittadina Chiara Drago, che è anche presidente del Consiglio comunale, sulla situazione della collega che siede tra i banchi di maggioranza, Paola Fenili.

Consigliera assente
La consigliera di Progetto Cologno Paola Fenili

L'interrogazione discussa in seduta segreta

La discussione dell'interrogazione si è tenuta a porte chiuse e, ancora una volta, senza la presenza dell’interessata. È iniziata così la seduta consiliare fiume del 17 febbraio, con il primo punto discusso in seduta segreta. Perché? "Da regolamento consiliare e normativa così è per le questioni relative a persone" ha spiegato a margine Drago, una versione che però non convince chi non siede fra i banchi della maggioranza. D’altra parte, com’è piena evidenza, al di là delle ragioni che impediscono lo svolgimento del mandato a chicchessia, l’impossibilità a ricoprire una carica pubblica dovrebbe comportare le dimissioni o la decadenza.

Basile ha presentato l’interrogazione avente ad oggetto "Chiarimenti in merito alla prolungata assenza dalle sedute del Consiglio comunale", senza citare il soggetto, anche se chiunque, assistendo alle sedute di persona oppure on line si è reso conto che Fenili non è presente da molto tempo. Nel testo si chiedono delucidazioni su "assenze che, per quanto formalmente giustificate, sollevano comunque interrogativi di rilievo rispetto al ruolo e alle funzioni della carica".
Poi Basile ha fatto notare che "escludendo la partecipazione ai primi quattro consigli comunali del 2021, nel presente mandato ha totalizzato otto presenze a fronte di 35 sedute, rispettivamente il 65% di assenze nel 2022, il 69% nel 2023 e il 100% nel 2024".

"Così si mettono in discussione il ruolo del consigliere e la serietà del Consiglio"

Basile ha concluso picchiando duro:

"Le giustificazioni che il consigliere ha fornito o fornirà, con il sincero augurio che non riguardino la sua salute, non giustificano comunque la sua prolungata assenza - si legge nel testo - le garanzie che la normativa prevede a tutela della permanenza dei consiglieri in caso di assenza non conferiscono infatti il diritto a non partecipare ai lavori della seduta. Con questo comportamento, in forte contrasto con i doveri di partecipazione sanciti dallo Statuto, il consigliere sta mettendo in discussione la funzione del proprio ruolo e con essa la serietà di questo Consiglio e dei suoi elettori. Nell’indifferenza del gruppo consiliare di cui il consigliere fa parte, il presidente di questa assemblea in qualità di rappresentante imparziale non può sottrarsi dal prendere una posizione".

L'attacco alla maggioranza

Cosa si siano dette le parti a porte chiuse non è dato sapere, ma a latere Basile ha estratto la mannaia.

"L’interrogazione non sarebbe neanche dovuta arrivare in Consiglio, se ci fosse stata la capacità politica di prendere atto di una situazione oggettivamente poco giustificabile - ha sostenuto - Dopo la condivisione riservata del documento all’interessata, alla sindaca e alla capogruppo, nonostante la disponibilità a ricevere chiarimenti, la maggioranza ha infatti preferito andare allo scontro consiliare. E lo ha fatto con una seduta segreta, imposta non per tutelare la privacy della consigliera, le ragioni personali delle assenze non erano oggetto dell’interrogazione, tanto che neanche la sindaca le ha condivise, ma per eludere di fatto di fornire una risposta nel merito esponendosi al giudizio dei cittadini. La totale chiusura, la ricezione assolutamente negativa dell’interrogazione e la completa mancanza di una risposta alle riflessioni presentate hanno confermato le intenzioni della sindaca, la quale, lontana dall’esercitare il suo ruolo imparziale di presidente, ha cercato di mantenere a tutti i costi un’apparente solidità della maggioranza".

"Non le permettono di dimettersi"

"Una solidità persa da tempo e confermata dall’indisponibilità del primo consigliere non eletto (Andrea Gastoldi ndr.) a entrare con il gruppo di 'Progetto Cologno' - ha affermato senza peli sulla lingua - unica vera ragione per la quale alla consigliera non è stato consentito di dare le dimissioni".

Una rivelazione a cui ha fatto seguire considerazioni velenose:

"Rammarica constatare come, anche in questa occasione, anziché cogliere l’opportunità di migliorare il lavoro consiliare, favorendo oltretutto il riavvicinamento della sinistra colognese, siano invece prevalse quelle stesse dinamiche per le quali due anni fa scelsi di lasciare 'Progetto Cologno', la totale incapacità di ascolto e di dialogo, a favore di una lealtà acritica e fideistica, caratteristica indispensabile e più apprezzata dall’Amministrazione Drago".

Contattata per un commento in merito, Fenili non ha rilasciato dichiarazioni.

La posizione del centrodestra

Il centrodestra invece, per bocca del consigliere Robert Carrara, si limita a bacchettare la maggioranza per non aver discusso della questione pubblicamente.

"Appurato che Fenili lavora regolarmente - ha osservato - è chiaro che non sono ragioni di salute a tenerla lontana dall’Aula. La ragione è con ogni evidenza politica e per questo sarebbe stato corretto discuterne a porte aperte".

La mozione di "Cologno Concreta"

"Considero l’interrogazione presentata dal collega Francesco Basile corretta, opportuna e rispettosa nei confronti di tutto il Consiglio comunale, della cittadinanza e anche nei confronti del consigliere stesso - ha affermato il consigliere Massimiliano Del Carro - Svolgere il ruolo di consigliere, sia esso di maggioranza o di minoranza, non viene imposto da nessuno. La vita può poi riservare degli ostacoli che possono, malgrado tutto, impedire di mantenere l’impegno preso e, in questo caso, la legge prevede la possibilità di lasciare e l’individuo ne ha facoltà".

Del Carro non le ha mandate a dire.

" L’attuale maggioranza nel corso di questo mandato ha perso per strada già tre dei suoi rappresentanti: un assessore dimesso (Mattia Raimondi ndr. rimasto in Consiglio), un consigliere uscito dal gruppo e divenuto indipendente (Francesco Basile ndr.) e un altro consigliere dimesso e discutibilmente sostituito (Valentina Pezzoni ndr.). E ora potrebbe essercene un quarto a breve. Probabilmente il sostituto è già stato allertato dalla sindaca ed è in attesa di nomina".

Pronta una mozione.

"Il mio gruppo presenterà una mozione per chiedere alla prima cittadina e al Consiglio di procedere alla surroga della consigliera - ha concluso - Siamo certi che qualcosa cambierà a breve, magari ci sarà un inaspettato rientro dopo una lunga latitanza della consigliera. Le vie del Signore sono infinite".

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