Consigli comunali da remoto per le mamme in gravidanza? "No, è meglio dimettersi"
Fa discutere la bocciatura della proposta dei dem, spaccato il Consiglio delle donne
Il Consiglio comunale di Treviglio ha bocciato la mozione del Pd che chiedeva di prevedere sedute da remoto per le consigliere in gravidanza e per i genitori di bambini piccoli. La consigliera di maggioranza: "La presenza fisica è imprescindibile, la vera forma di rispetto per chi partecipa e nei confronti di chi ci ha votato è quella di dimettersi e lasciare posto a chi ha la possibilità di dedicarsi pienamente senza trovare mezze misure".
Il video dell'intervento, in coda al servizio, è tratto dal servizio streaming del Consiglio comunale di Treviglio, punto 2
Treviglio, niente streaming per le consigliere incinte
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La proposta a firma della capogruppo del Pd Matilde Tura è stata discussa ieri sera, mercoledì 25 febbraio, e prevedeva una modifica al regolamento del Consiglio comunale. Obiettivo: permettere alle consigliere in gravidanza, qualora necessario e sotto precise condizioni, di partecipare in streaming alle sedute dell'Assise. La proposta è stata illustrata dalla segretaria comunale Sabina Ricapito.
"Questa mozione parte dalla riflessione che è interesse di tutti rimuovere ostacoli alla partecipazione della vita politica di tutte le categorie, in tutti i momenti della vita, e promuovere le pari opportunità - ha poi spiegato Tura illustrando il documento - Tra questi la genitorialità e la gravidanza, soprattutto a rischio. La tecnologia può offrire strumenti in modo semplice. Già in passato, in più occasioni, si sono tenute Giunte da remoto, in Consiglio comunale ci sono stati ospiti che si sono collegati in videoconferenza. Una pratica già in atto in aziende, scuole e anche nella pubblica amministrazione, come in Consiglio provinciale. Credo che sia una proposta senza colore politico e di buon senso, che non toglie niente a nessuno e che non ha particolari costi".
Il supporto del Consiglio delle donne
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La mozione ha avuto il supporto anche del Consiglio delle donne. Un sostegno concesso dopo una votazione interna, che ha visto i voti contrari di Antonella Mansueto ed Elizabeth Gatti, consigliere comunali di maggioranza. La stessa Gatti (Lega) e la collega di Fratelli d’Italia, Silvia Colombo, martedì hanno poi affossato la mozione in Aula.
"Tutti possono avere degli imprevisti e se si salta un Consiglio non succede niente - ha esordito Colombo - A noi viene dato annualmente il calendario delle sedute, quindi sappiamo già quando saremo impegnati. E’ ovvio che nella vita ci sono delle priorità e se uno ricopre la carica di consigliere comunale al primo posto deve metterci la partecipazione. Poi nella vita capitano cose belle come la nascita di un figlio o cambiare lavoro, o anche cose brutte come una malattia. Allora forse bisogna riguardare le proprie priorità, La partecipazione alla vita del Consiglio comunale può diventare secondaria, ma a quel punto la vera forma di rispetto per chi partecipa e nei confronti di chi ci ha votato è quella di dimettersi e lasciare posto a chi ha la possibilità di dedicarsi pienamente senza trovare mezze misure, come quella di arrivare spesso in grande ritardo. La presenza fisica è imprescindibile e quella remoto non può sostituirla - ha proseguito la consigliera di maggioranza. Qualcuna ha portato il proprio figlio alla conferenza capigruppo, ci sono stati anche europarlamentari che hanno portato i figli in Aula. Abbiamo fatto dei passi avanti ma con il remoto torniamo indietro. Se non siamo in grado di ritagliarci due ore al mese dovremmo riflettere".
"Strumentalizzato il Consiglio delle donne"
Inequivocabile la mimica di Matilde Tura mentre ascoltava le parole di Silvia Colombo. A cui sono poi seguite quelle altrettanto dure di Elisabeth Gatti, che ha voluto chiarire cosa è successo all’interno del Consiglio delle donne.
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"Il Consiglio comunale di Treviglio ha un’alta partecipazione grazie alla calendarizzazione in anticipo. Non abbiamo apprezzato la strumentalizzazione all’interno del Consiglio delle donne. Io e la consigliera Mansueto abbiamo chiesto di rinviare la discussione alla seduta di oggi e poi abbiamo espresso le nostre argomentazioni contrarie. Al termine c’è poi stata la votazione senza alcuna polemica, come invece ha riportato un organo di stampa - ha precisato la consigliera Gatti - Aver espresso il proprio parere è polemica? Chi ha scritto al giornale e perché? Da quel momento, infatti, la chat del Consiglio delle donne è stata invasa da insinuazioni e accuse".
La stessa ha quindi annunciato che anche la Lega avrebbe bocciato la mozione.
La protesta delle opposizioni
A seguire ci sono stati gli interventi dei consiglieri di opposizione a sostegno di Tura. Secondo Federico De Ponti "non c’è volontà di agevolare i giovani politici". Per Erik Molteni bocciare la mozione "sarebbe un’opportunità persa". Laura Rossoni, pur concordando che la politica "va fatta guardandosi negli occhi", ha poi sottolineato che "per casi come la genitorialità e la gravidanza si possono fare sedute da remoto, mettendo dei limiti specifici".
Imeri: "Nemmeno Bergamo lo consente"
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Tutti concorsi per la bocciatura, invece, tra le fila della maggioranza. A cominciare dal sindaco Juri Imeri.
"Dite che tanti enti prevedono le sedute da remoto, ma ce ne sono tanti che non lo fanno, come Bergamo - ha commentato il primo cittadino - Il nostro concetto è che il Consiglio debba essere svolto in presenza. Non mi sembra che partecipare una volta al mese possa essere un limite per i giovani. Questo argomento lo avevate già proposto in passato, ma se voi continuate a presentare una mozione con gli stessi principi noi continueremo a bocciarla".
"Questa soluzione, alla luce del limitato impegno, non è condivisibile - ha rimarcato Elisabeth Gatti - la donna con gravidanza a rischio deve avere altre priorità e comunque la cura dei figli deve ricadere su entrambi i genitori".
Giancarlo Fumagalli di "Io Treviglio" ha invece dichiarato che la linea della maggioranza è quella di "mantenere le sedute in presenza. Può capitare un imprevisto, capita a tutti, e in quel caso non si partecipa al Consiglio", mentre Max Vavassori di "Lista Mangano" ha sottolineato che "è importante la presenza, soprattutto dopo quello che abbiamo passato con la pandemia. E bisogna educare i giovani a capire quanto sia importante relazionarsi di persona". Infine, Antonella Mansueto di Forza Italia-Udc ha spiegato che "le sedute consigliari sono sporadiche quindi ci si può organizzare".
"Mi dispiace che non siano emerse le motivazioni per cui si è scelto di bocciare la mozione - ha infine dichiarato Matilde Tura - Non è stato spiegato perché il Comune Treviglio non dovrebbe concedere le sedute da remoto. C’è un impedimento tecnico? No, visto che le Giunte a distanza si fanno e avete speso 800 mila euro di fondi Pnrr per la digitalizzazione. Avete detto che c’è l’impegno con gli elettori e non si capisce appunto perché una mamma che deve allattare deve rinunciare a presenziare. La vostra parte politica fa marketing e propaganda elettorale sulla famiglia e sul dover fare figli e quindi non si capisce perché non concedere questa possibilità. La vostra è una scelta ideologica. Tra poco è l’8 marzo e questa sarebbe stata una bella opportunità per dare un segnale".
La rabbia del Pd, interviene il consigliere Davide Casati
"Se non l'avessi sentito con le mie orecchie stenterei a crederci: in un'aula istituzionale (quella del consiglio comunale di Treviglio) la consigliera comunale di Fratelli d'Italia Silvia Colombo ha 'spiegato' la sua contrarietà alla proposta di autorizzare la partecipazione da remoto al consiglio comunale per donne in gravidanza a rischio e neogenitori, avanzata dalla capogruppo PD Matilde Tura - ha scritto - Una visione imbarazzante, discriminatoria e medievale, che evidentemente però non viene così percepita dalla consigliera di Fratelli d'Italia che non solo lo pensa ma nemmeno si vergogna di dirlo ad alta voce leggendo un discorso preparato. Con buona pace del sostegno alla genitorialità e delle politiche di conciliazione lavoro e famiglie… Ma la maternità (così come la paternità) non è e non deve essere posta come un ostacolo, anzi: contrastare questa visione retrograda che danneggia non solo le donne ma tutta la società è una sfida che riguarda la politica, le istituzioni e ciascuno di noi. Nel frattempo ci aspettiamo che la consigliera Colombo porga le sue scuse a tutte le donne che con fatica conciliano vita familiare, lavorativa e politica e che l’amministrazione di Treviglio si dissoci da queste dichiarazioni".
La #Meloni gridava “sono una donna, sono una madre”. La consigliera #FDI del comune di Treviglio Silvia Colombo sostiene invece che “nella vita ci sono delle priorità: se sei malata o incinta ti dimetti dalla carica di consigliera comunale”, respingendo la proposta della…
— Antonio Misiani (@antoniomisiani) February 26, 2025
E se Treviglio dice no, Bergamo rilancia
Nel frattempo, mentre la polemica sta diventando un caso politico perlomeno di caratura provinciale, a Bergamo il Pd ha annunciato che porterà in Consiglio comunale un ordine del giorno analogo a quello bocciato a Treviglio.
Le scuse della consigliera Colombo: "Sono stata fraintesa"
Nella serata di oggi, 26 febbraio, sono arrivate via social le scuse della consigliera comunale di FdI trevigliese, che ha spiegato di essere stata fraintesa. Nel frattempo, anche il suo partito ha preso posizione prendendo le distanze dalle parole di Colombo e il caso è arrivato a Roma.
In evidenza: immagine generata da AI
Abbiamo un(a) presidente del consiglio che si porta la figlia in giro per il mondo perchè oltre che donna e cristiana è anche madre. Secondo la destra trevigliese, come madre, se non riesce a lasciarla a qualcuno (e quindi non riesce a togliersela d'impiccio) si dovrebbe dimettere...
Solo nella loro fantasia va tutto come programmato Gli imprevisti esistono anche se uno è a conoscenza delle varie sedute messe tutte a calendario ,l' imprevisto è sempre dietro la porta. Perché non agevolare chi ne ha bisogno.
È da ignoranti non ammettere la presenza al consiglio comunale in remoto. E che poi questa negazione arrivi da "DONNE" è una cosa vergognosa. Siamo nel 2025 o 30 anni in dietro???? Spero che chi si trovi in questa situazione non si DIMETTA per quello che certi OTTUSI affermano. Avanti cosi!