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Sergnano

Condanna del Tar a Sergnano: il Comune commenta la sentenza

L'Amministrazione accetta la sentenza ma fornisce la sua versione

Condanna del Tar a Sergnano: il Comune commenta la sentenza
Politica Cremasco, 12 Aprile 2021 ore 12:00

Dopo la condanna del Tar al Comune di Sergnano per aver negato alla minoranza un accesso agli atti, l’Amministrazione guidata da Angelo Scarpelli dice la sua.

Condanna del TAR

Il Comune è stato condannato per una questione verificatasi nel dicembre 2020, quando il gruppo di minoranza “Sicuramente Sergnano” aveva chiesto di accedere agli atti relativi a quattro diversi documenti.

La risposta del Comune

Il Comune nega qualsiasi implicazione di ostruzionismo e toglie qualche sassolino dalle scarpe degli Amministratori.

“L’Amministrazione comunale rispetta la sentenza del TAR della Lombardia e i quattro documenti oggetto del ricorso verranno consegnati al consigliere richiedente – si legge nella nota ufficiale del Comune – Non esiste né esisterà alcun problema di trasparenza degli atti, né di impedimenti al diritto d’informazione garantito dalla legge. Innanzitutto, per quanto riguarda l’importo delle spese legali addebitate al Comune di Sergnano, si deve ricordare che questo non è il primo caso in assoluto di contenzioso in cui l’ente comunale ha dovuto versare un risarcimento a seguito di una sentenza avversa. Una presa d’atto di Giunta datata maggio 2009, ai tempi era sindaco Franceschini con la presenza in amministrazione di assessori ora appartenenti all’attuale gruppo di minoranza, dopo la perdita di una causa ha visto riconoscere la cifra di 29mila 540 euro ad alcuni cittadini ricorrenti in un contenzioso contro l’Amministrazione di allora. Tornando alla questione odierna, il Comune di Sergnano rispetta il principio del diritto all’informazione dei consiglieri comunali: la stragrande maggioranza delle richieste pervenute hanno ottenuto risposte appropriate nei termini previsti dalla legge, come ha riconosciuto la stessa sentenza del TAR”.

Il “negato” accesso agli atti

Poi, numeri alla mano, il Comune cerca di spiegare il perché dei ritardi nelle trasmissioni degli atti.

“La questione essenziale però è di carattere politico e amministrativo – si legge ancora – Il gruppo di minoranza ha presentato in poco più di un anno e mezzo dall’insediamento ben 138 richieste di accesso agli atti, delle quali 130 riconducibili a un solo consigliere. Da un’indagine svolta presso gli Uffici comunali di Sergnano è emerso che nel precedente mandato amministrativo le istanze di questo tipo provenienti dai consiglieri delle allora minoranze erano stati in totale dieci (in cinque anni). Comparando la situazione con alcuni Comuni del territorio, confinanti con Sergnano, emerge poi il fatto che in quasi tutti questi Enti non sono state presentate richieste, mentre solamente in un Comune dal 2016 ad oggi il numero totale di accessi agli atti è stato 7. Un’eccessiva quantità di richieste agli uffici comunali può facilmente determinare una paralisi amministrativa, se per far fronte a queste gli impiegati pubblici devono lasciare da parte le proprie mansioni. Una questione più che mai pressante per un ente con soli 11 dipendenti che nell’ultimo periodo ha dovuto affrontare anche due gravi emergenze: prima la tromba d’aria dell’estate 2019, poi la pandemia Covid-19 e le sue conseguenze economico-sociali. In conclusione, l’impegno nell’attività amministrativa proseguirà per tutti con più energia e attenzione, nel rispetto delle prerogative della minoranza ma anche nella convinzione che gli uffici e i dipendenti comunali, ai quali va il mio ringraziamento per la professionalità sempre dimostrata, devono innanzitutto servire la comunità con servizi efficienti e puntuali per tutti i cittadini”.

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