Politica

Commissione per i servizi sociali in ritardo, “Insieme per Arcene” chiede spiegazioni

L'Amministrazione Ravanelli garantisce: "Problemi pratici, la Commissione servizi sociali sarà operativa entro l’anno".

Ad Arcene la Commissione consultiva per i servizi sociali non ha ancora visto la luce e il gruppo di minoranza “Insieme per Arcene” ha deciso di sollecitare l’Amministrazione Ravanelli a istituirla e convocarla.

Malgrado il regolamento approvato lo scorso 24 febbraio prevedesse la prima nomina entro due mesi dalla sua adozione, ad oggi l’organismo che dovrebbe favorire la partecipazione e il confronto sulle politiche sociali del Comune, al fine di tutelare le persone fragili della comunità, non risulta ancora costituito e operativo.

La sua mancata attivazione, quindi, ha spinto i consiglieri di minoranza Silvano Foresti, Fabio Ghidotti, Enrico Guarnieri e Alessio Spini, che per primi ne avevano suggerito l’istituzione con una mozione accolta dalla maggioranza a marzo 2025, a presentare una nuova interpellanza, con la quale hanno chiesto chiarimenti al sindaco Roberto Ravanelli sui motivi che fin qui hanno portato allo slittamento della nomina.

Le richieste di “Insieme per Arcene”

In particolare, durante la seduta consiliare dello scorso 30 settembre, “Insieme per Arcene” ha domandato “se siano intervenuti ostacoli o difficoltà di natura amministrativa, organizzativa o politica che abbiano impedito il completamento della procedura di nomina” e se sia stata stabilita dall’Amministrazione comunale una data entro la quale si potrà “procedere alla costituzione effettiva della Commissione, rendendola concretamente operativa”. L’opposizione, inoltre, ha chiesto alla maggioranza di indicare “le principali problematiche e i bisogni sociali emergenti del territorio che potrebbero essere oggetto di analisi e confronto nell’ambito della Commissione” e se, alla luce di tali bisogni, si ritenga che “la Commissione possa rappresentare un utile luogo di confronto sulle condizioni sociali del territorio, sulle situazioni di disagio e marginalità e sulle possibili azioni preventive”.

La replica di Ravanelli e della maggioranza

A tali quesiti legittimi ha fornito risposta il primo cittadino Ravanelli, che detiene anche la delega al Sociale.

“La procedura per la costituzione della Commissione non è stata ancora avviata per via dell’avvicendamento della nostra assistente sociale, che ha creato una discontinuità importante nel settore più delicato e impegnativo del nostro Comune – ha precisato – Gli ostacoli alla sua costituzione sono di ordine pratico. La partecipazione dell’assistente sociale alla Commissione è fondamentale per conoscere il ‘polso della situazione’, ma la nostra attuale assistente è operativa tramite un contratto di somministrazione del lavoro da parte di un’agenzia privata gestita da Risorsa Sociale, in scadenza il prossimo 31 dicembre. È intenzione del Comune consolidare la funzione mediante un concorso pubblico a cui potrebbe partecipare la nostra attuale assistente, ma sempre con esito incerto, data la carenza strutturale della figura di assistente sociale”.

Nonostante questi ostacoli, però, Ravanelli si è impegnato a istituire la Commissione “entro la fine del corrente anno, con lo scopo di convocarla nel primo semestre del 2027”. 

“Le principali problematiche del nostro territorio sono tali da richiedere sempre più risorse economiche che rendono più complicato il bilancio comunale – ha proseguito ancora il sindaco – Per questo è in atto un confronto con Risorsa Sociale, al fine di ampliare e migliorare la compartecipazione dei Comuni dell’Ambito”.

Spazio, infine, alle delucidazioni in merito all’utilità della Commissione.

“Non ha potere nei confronti degli episodi di cronaca nera, che riguardano l’ordine pubblico e la sicurezza gestite dalle Forze dell’ordine con la completa collaborazione dell’Amministrazione, che continua ad avere particolare attenzione nel reprimere le occupazioni abusive negli stabili abbandonati da anni nel nostro territorio, spesso riparo di persone che operano intenti criminosi di varia natura. Il disagio e la marginalità non sono una giustificazione per comportamenti criminosi e certamente i servizi sociali possono venire incontro a situazioni di difficoltà oggettiva, ma nulla possono contro forme di delinquenza diffusa”.