Sanità e salute

Caso Hospice, il Cda in Consiglio: “Malinteso mediatico”

I vertici della Fondazione sulle dimissioni di due medici palliatori: "Non ci sono state date motivazioni, quindi bisognerebbe chiedere ai diretti interessati"

Caso Hospice, il Cda in Consiglio: “Malinteso mediatico”

Il caso Hospice della Fondazione Anni Sereni, scoppiato dopo le dimissioni inattese di due medici palliatori, è arrivato in Consiglio comunale a Treviglio. I vertici del Consiglio d’amministrazione hanno tenuto un’audizione: “C’è stato un grande malinteso mediatico”.

Il caso Hospice approda in Consiglio comunale

“Sulla situazione dell’hospice c’è stato un grande malinteso mediatico”. Il Cda della Fondazione Anni Sereni, per la prima volta durante una seduta pubblica, dà la sua versione sul caso che nelle scorse settimane aveva tenuto banco su stampa e social. Le dimissioni dei due medici Riccardo Valente e Sarina Angiolillo avevano infatti sollevato preoccupazioni sul destino del servizio ed erano state addirittura avanzate ipotesi di chiusura. Martedì sera, in Consiglio comunale, si è tenuta un’audizione della presidente Elisa Marchesi, convocata dopo un’interpellanza presentata dal consigliere del Pd Erik Molteni che lo scorso giugno aveva chiesto informazioni a riguardo.
Marchesi ha illustrato l’attività della Fondazione, entrando poi nello specifico dell’hospice, garantendo che il servizio continuerà a essere erogato, grazie anche alla convenzione con l’Istituto Palazzolo di Bergamo. Al termine dell’intervento, le opposizioni hanno quindi chiesto informazioni in merito e sulle motivazioni che hanno spinto alle dimissioni i due medici.

“Tutto quello che è successo a livello mediatico è stato un enorme malinteso dovuto alla diffusione di notizie raccolte non in sede ufficiale. E’ stato fatto un processo alle intenzioni, visto che nessuno ha mai parlato di chiusura – ha spiegato Vanna Toninelli, membro del Cda -. Le dimissioni di Valente e Angiolillo sono avvenute a pochi giorni di distanza l’una dall’altra e non ci sono state date motivazioni, quindi bisognerebbe chiedere ai diretti interessati. La mia personale supposizione è che sono avvenute dopo che come Cda abbiamo voluto approfondire i dati sul tassi di occupazione del servizio. Per il resto, tutte le richieste che venivano fatte erano sempre esaudite, quindi per noi è stato un fulmine a ciel sereno. Trovarsi da un giorno all’altro con le dimissioni non è stato piacevole. Detto questo, ci siamo impegnati a cercare i sostituti. Siccome il tempo era poco, la soluzione di una convenzione con la Palazzolo rispondeva alle nostre esigenze. Noi contiamo comunque di ripartire con le nostre gambe – ha precisato Toninelli – ma in questo momento siamo soddisfatti di avere a disposizione un equipe molto qualificata. Tanto che le cose in hospice forse stanno andando meglio di prima e stiamo riducendo l’intervallo di tempo fra l’uscita e l’ingresso di un nuovo paziente”.

Il sindaco Imeri stigmatizza la “guerra” social sulla Fondazione

Al termine dell’audizione è intervenuto il sindaco Juri Imeri, che ha voluto stigmatizzare la “guerra” nata sui social che metteva in competizione il precedente Consiglio di amministrazione e quello attuale.

“Quanto letto nelle scorse settimane non va nella direzione di tutelare la Fondazione – ha sottolineato il primo cittadino -. Colgo l’occasione per ringraziare chi c’era prima, ma garantisco che anche in quello attuale ci sono competenze e professionalità”.