A Calcinate è scontro sulla gestione del bilancio da parte della squadra guidata dalla sindaca Lorena Boni. Secondo quanto illustrato dall’amministrazione, il rendiconto evidenzia una quota spendibile per il 2026 pari a 1.637.334 euro. Un risultato che, per la maggioranza, rappresenterebbe il frutto di una gestione prudente e attenta delle finanze comunali, ma per la minoranza rappresenta uno stallo pericoloso.
Il rendiconto riapre il confronto politico
Il rendiconto della gestione 2025 del Comune di Calcinate riaccende il confronto tra maggioranza e opposizione, riportando al centro del dibattito politico locale il tema delle risorse comunali e del loro utilizzo. A far discutere è soprattutto l’avanzo di amministrazione da oltre 1,6 milioni di euro emerso dai conti dell’ente e già oggetto di confronto durante il Consiglio comunale. Secondo quanto illustrato dall’amministrazione, il rendiconto evidenzia una quota spendibile per il 2026 pari a 1.637.334 euro. Un risultato che, per la maggioranza, rappresenterebbe il frutto di una gestione prudente e attenta delle finanze comunali. L’assessore al bilancio Giovanni Zini ha infatti sottolineato come entrate e spese siano rimaste sostanzialmente in linea con le previsioni, rivendicando un approccio improntato alla cautela nella gestione delle risorse pubbliche.
L’affondo dell’opposizione: “I soldi dei cittadini restano fermi”
Di segno opposto la lettura del gruppo di opposizione “Calcinate al Centro”, che contesta duramente l’interpretazione fornita dalla maggioranza. Per gli esponenti della minoranza, un avanzo di amministrazione di queste dimensioni non rappresenta un indicatore positivo, bensì il sintomo di una mancata capacità di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti.
“Un avanzo non è un merito, è incapacità di spesa”, attacca il gruppo consiliare, che da mesi sostiene in aula la necessità di utilizzare i fondi disponibili per servizi, opere e interventi sul territorio. “Parliamo di soldi dei cittadini – sottolinea l’opposizione – soldi che, invece di trasformarsi in servizi, investimenti e risposte concrete, restano fermi. E no: questo non è un successo amministrativo”.
Al centro delle critiche anche la pressione fiscale locale. Durante il dibattito sul bilancio, “Calcinate al Centro” ha rilanciato la richiesta di una riduzione della Tari e dell’Irpef, ricordando come in campagna elettorale si fosse parlato di un alleggerimento delle imposte comunali. “Oggi scopriamo che le risorse c’erano. Quindi la domanda è semplice: perché i cittadini continuano a pagare, mentre oltre 1,6 milioni restano in cassa?”, domanda il gruppo di opposizione.
Le proposte sul tavolo e il nodo dei servizi
La minoranza punta inoltre il dito contro quella che definisce una carenza di programmazione politica. “Un avanzo di queste dimensioni non racconta prudenza, ma mancanza di visione, incapacità di programmare e incapacità di spendere dove serve. Governare significa scegliere e non lasciare i problemi fermi insieme ai soldi”, sostengono i consiglieri di opposizione. Nel corso del confronto consiliare sono state avanzate anche alcune proposte concrete sull’utilizzo delle risorse disponibili. Tra queste figurano la riduzione della Tari per alcune categorie, la riqualificazione dell’area feste, il recupero dell’ex Immacolata e l’individuazione di nuovi spazi destinati agli ambulatori medici. Su quest’ultimo punto, la sindaca ha spiegato che l’amministrazione starebbe valutando alcuni ambienti del centro sociale per rispondere alle esigenze dei medici di base, nel tentativo di individuare una soluzione alle necessità sanitarie del territorio.