#BastaTrenord, presentate in Regione 10mila firme

Peluffo e Pizzul hanno portato le ragioni dei firmatari della petizione che il Pd ha sottoposto nei mesi scorsi agli utenti.

#BastaTrenord, presentate in Regione 10mila firme
Politica 23 Gennaio 2020 ore 15:40

#BastaTrenord, presentate in Regione 10mila firme.

#BastaTrenord

Il Pd lombardo, rappresentato dal segretario regionale Vinicio Peluffo e dal capogruppo in Regione Fabio Pizzul, ha incontrato questa mattina a Palazzo Lombardia il presidente Attilio Fontana per rappresentare la propria contrarietà al rinnovo per dieci anni, senza gara, del contratto per il servizio ferroviario regionale a Trenord.

Raccolte 10mila firme

Peluffo e Pizzul hanno portato le ragioni dei 10mila firmatari dell’appello #Bastatrenord che il Pd ha sottoposto nei mesi di novembre e dicembre 2019 ai pendolari lombardi, con una raccolta firme online, sulla piattaforma Change.org, e cartacea, nelle stazioni ferroviarie.

“Al presidente Fontana abbiamo detto che il Pd lombardo non è d’accordo con il rinnovo per addirittura dieci anni del contratto a Trenord, un tempo troppo lungo per una realtà che deve cambiare concretamente – dichiarano Peluffo e Pizzul -. Un rinnovo del genere significa una sola cosa, che tutto rimarrà com’è fino al 2030. La rabbia dei pendolari è contenuta anche nelle nostre diecimila firme, di persone in carne e ossa, incontrate nelle stazioni, sui treni e anche online. In tanti ci hanno scritto per lamentarsi dei continui disagi quotidiani, che non sono affatto diminuiti negli ultimi mesi, nonostante il piano emergenziale messo in campo dall’azienda di concerto con la giunta regionale guidata dalla Lega. Nell’occasione abbiamo chiesto anche che la Regione accolga l’appello degli 82 sindaci della Città metropolitana e ripristini i tre milioni di euro tagliati al trasporto pubblico locale. Con la Lega al governo della Lombardia il trasporto pubblico viene continuamente penalizzato”.

LEGGI ANCHE: Protesta al Pirellone a Milano contro Trenord

La replica di Terzi: "E' un disco rotto"

"La solita musica o, se preferite, un disco rotto! Oggi i due principali esponenti del PD lombardo hanno chiesto un appuntamento al governatore Fontana per
consegnargli una raccolta di firme sui disagi riguardanti Trenord. Il nostro presidente ha, come è nel suo stile personale e istituzionale, confermato la propria disponibilità al dialogo, ricevendoli. Peccato che tutto fosse finalizzato alla solita scenetta da 'socialcabaret', con i due 'piddini' all'esclusiva ricerca di costruire una polemica a uso e consumo dei loro profili social e quindi dei mass media. Zero idee, zero proposte concrete per cercare di migliorare insieme la situazione".

Così l'assessore regionale ai Trasporti, Infrastrutture e Mobilità sostenibile della Lombardia, Claudia Maria Terzi, replica a quanto dichiarato dall'onorevole Vinicio Peluffo e dal consigliere Fabio Pizzul.

"Entrando, poi, nello specifico - prosegue l'assessore Terzi - ricordo che, per quanto riguarda un'eventuale gara per l'affidamento del servizio ferroviario, la stessa non solo non è sinonimo di efficienza, ma non troverebbe competitor che vi parteciperebbero. Del resto, lo stesso PD quando governa nelle altre Regioni procede per il servizio ferroviario con affidamenti diretti (come in Toscana) o con gare a cui partecipa un unico soggetto (come in Emilia Romagna)".

"A chi si lamenta, invece, delle presunte, scarse risorse economiche a disposizione del trasporto pubblico locale milanese, rispondo che - conclude l'assessore Terzi - Regione Lombardia ha fatto e sta facendo il proprio dovere, con atti concreti e stanziamenti importanti (ovvero 400 milioni propri per le aziende di trasporto locale). A tal proposito sto pensando di rendere la visita all'onorevole Peluffo e a  consigliere Pizzul per chiedere di recarci insieme a Roma dal ministro dei Trasporti (del PD), Paola De Micheli, per fare in modo che anche li' si passi dalla politica delle promesse a quella dei fatti. In subordine, potremmo andare insieme dai sindaci di Brescia, Bergamo, Varese, Mantova, Cremona e degli altri capoluoghi lombardi, per convincerli a cedere parte delle risorse previste per loro agli amici milanocentrici".

TORNA ALLA HOME