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Agrivoltaico e data center, Caravaggio sotto assedio: il Pd lancia l’allarme

Il segretario Mirko Gatti: "Evidentemente in Consiglio provinciale non si è portata la città ma il sindaco Claudio Bolandrini"

Agrivoltaico e data center, Caravaggio sotto assedio: il Pd lancia l’allarme
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Il Pd lancia l’allarme data center e agrivoltaico, anche Caravaggio sta diventando terra di conquista. In Consiglio arriva una mozione e dal segretario del Circolo Mirko Gatti una stilettata al sindaco: “In Provincia più che Caravaggio ha portato Bolandrini”.

La mozione del Pd

Il tema è più che caldo nella Bassa, lo sviluppo di nuovi poli digitali è in forte espansione, e sono in tanti a temere che possa mancare una governance dall’alto, come già accaduto per i poli logistici, i centri commerciali/supermercati, e come pare stia accadendo per gli impianti fotovoltaici a terra. Senza contare le serre e gli impianti a biomassa. Così la notizia che “Terna” (società operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica ndr.) ha approvato l’allaccio dell’area a ovest del cimitero di Vidalengo alla linea elettrica della media tensione, e che uno sviluppatore immobiliare punterebbe a realizzare lì proprio un data center, ha fatto sobbalzare il Circolo del Pd caravaggino. Del resto anche in via Panizzardo l’inserimento che sembra più probabile è quello di un data center.

“Il sindaco Claudio Bolandrini ha affermato pubblicamente che vuole farsi trovare preparato quando bisognerà sedersi al tavolo con chi vuole portare un polo digitale nella frazione – ha affermato il segretario Gatti – prefigurandone la costruzione entro nove mesi (fine del mandato). La cosa ci preoccupa molto come Circolo, sia perché sorgerebbe su terreno non edificato nonostante la Legge regionale consigli di individuare un luogo da riqualificare, sia perché porterà inevitabilmente nuovi disagi all’abitato, come sta accadendo in tanti altri luoghi della nostra regione”.

Il segretario ha dipinto un quadro a tinte fosche.

“Secondo i dati disponibili, un data center porterebbe non solo nuovo consumo di suolo ma anche un pesante sfruttamento delle risorse idriche ed emissioni di calore dovute ai sistemi di raffreddamento – ha evidenziato – senza contare l’inquinamento acustico, in una frazione che è già messa a dura prova sotto questo punto di vista. Abbiamo dunque presentato una mozione per chiedere la partecipazione dei cittadini alle scelte che impattano sulla loro vita: hanno il diritto di sapere esattamente quali saranno le conseguenze dei diversi progetti che interessano Vidalengo e, soprattutto, di dire la loro. Tra le altre cose invitiamo l’Amministrazione a farsi promotrice presso il Comitato di frazione, nominato dal sindaco, di un’assemblea con i residenti. Peraltro secondo il regolamento dovrebbe essere convocata annualmente. Un’occasione per ascoltare la cittadinanza e chiarire cosa potrebbe nascere nei pressi del cimitero prima di ogni ulteriore passo verso la costruzione del data center”.

Una mozione “necessaria”, ha detto Gatti.

“I data center stanno diventando quello sono stati i centri commerciali e poi le logistiche, senza che ci sia una precisa idea degli impatti che le strutture avranno su chi ci vive accanto – ha concluso il segretario – I dati e le testimonianze che arrivano dai luoghi dove sono già stati impiantati ci richiedono di non accelerare, ma di rallentare e rendere partecipi i residenti. Questo vale soprattutto per quanto riguarda una frazione come Vidalengo che continua a essere oggetto di mire speculative, come ci ricorda il vecchio progetto dell’interporto”.

Autorizzato il maxi impianto agrivoltaico, Gatti: “In Provincia non si è portato Caravaggio ma Bolandrini”

Ma ci sono novità anche sull’agrivoltaico: la Provincia ha infatti concesso l’esclusione dalla Valutazione di impatto ambientale (Via) al progetto del mega impianto da 25 ettari localizzato lungo la Rivoltana, in località Montizzolo, la cui vita stimata è di una trentina d’anni, finito alla ribalta delle cronache la scorsa primavera, quando è stato avviato l’iter autorizzativo. In pratica si tratta di un via libera.

“Attendiamo di indicazioni e le motivazioni della Provincia, ente pubblico competente – ha commentato il primo cittadino – quindi dopo aver approfondito il progetto autorizzato anche con la consulenza di esperti nel settore, che hanno seguito la costituzione della comunità energetica di Caravaggio, avanzeremo richieste compensative alla luce delle normative regionali vigenti”.

In fase di autorizzazione, sempre a sud della Rivoltana, un altro impianto da 18mila mq. E Gatti spara a zero.

“Vero che il Comune in questo settore ha poco spazio di manovra – ha premesso – del resto il nostro partito a livello provinciale, regionale e nazionale ha già più volte espresso la necessità di cambiare il sistema con cui vengono introdotte queste iniziative imprenditoriali, perché rischia di avere effetti negativi su città come la nostra, a vocazione agricola. Tuttavia il sindaco, che ha sempre rivendicato la necessità di sedere in consessi superiori, tanto da cambiare partito per poter portare Caravaggio in provincia e avere contatti con le sedi regionali, avrebbe potuto fare maggiore pressing, per così dire. Evidentemente non si è portato in Consiglio provinciale Caravaggio ma Bolandrini”.