L’ultimo episodio di violenza nei pressi della stazione centrale di Treviglio ha lasciato il segno anche negli ambienti politici. Sull’episodio è intervenuto Paolo Mayer, referente cittadino di Azione.
Accoltellamento in stazione
C’è sconcerto in città per quanto avvenuto nella serata di giovedì 3 settembre 2026. Si tratta dell’ennesimo atto criminoso, forse il più grave, che avviene nelle vicinanza della stazione Centrale di Treviglio.
“L’episodio ci dice una cosa chiara – ha commentato Mayer – lo Stato risponde bene, ma la politica locale deve seriamente agire sulla prevenzione e deterrenza. Ricordiamo anche gli altri episodi di quest’anno: gli atti vandalici di fine aprile o la tentata aggressione a una ragazza di 15 anni a maggio. Grazie ai Carabinieri e alle Forze dell’ordine per il rapido fermo del colpevole. Ma non possiamo delegare loro il solo compito di fare i rilievi a reato già commesso. Chi frequenta la stazione, pendolari, studenti, cittadini, ha il diritto di essere tutelato prima che la violenza esploda”.
Le proposte di Azione
Azione ci tiene a chiarire che l’obiettivo non è gridare slogan, ma cercare soluzioni concrete per garantire la sicurezza di frequenta la stazione cittadina.
“La videosorveglianza da sola non è un deterrente sufficiente – ha spiegato ancora Mayer – Tutti gli attori interessati, Comune, Forze dell’ordine, Prefetto, dovrebbero sedersi a un tavolo per individuare una strategia efficace supportata dalle necessarie risorse. Quindi la nostra idea è l’adozione di videocamere con analisi video-comportamentale e con deterrenza attiva, come ad esempio sirene e fari stroboscopici. È un sistema che comunque non esegue il riconoscimento facciale, per cui è legale e rispettoso delle norme di tutela della privacy. Proponiamo inoltre l’installazione di chioschi di sicurezza all’inizio dei sottopassi principali, con presidio fisso di personale già impiegato in altri servizi. Non deve sostituire l’ufficio Polfer, ma deve diventare il simbolo tangibile della presenza delle forze dell’ordine direttamente nei punti di maggior passaggio, ben visibile nella sua divisa. Bene la nuova pista ciclabile che collegherà le due stazioni e il centro, ma se poi avventurarsi in stazione diventa un rischio, anche la pista ciclabile serve a poco. La sicurezza è uno dei doveri della politica, il cui scopo ultimo è migliorare il benessere sociale. La sicurezza, quindi, rappresenta un diritto. Invitiamo perciò ad abbandonare la demagogia della perenne emergenza per dare spazio a soluzioni concrete. D’altronde prevenire è meglio che curare e, spesso, a conti fatti i costi economici e sociali sono pure inferiori”.