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Ludopatie, slitta a settembre l'accordo Stato-Regioni

Botta e risposta sulla nuova legge contro le ludopatie. Anci e Regioni verso un accordo nazionali, ma c'è tensione sull'ennesimo rinvio

Ludopatie, slitta a settembre l'accordo Stato-Regioni
Politica 04 Agosto 2017 ore 09:04

Ludopatie, botta e risposta tra Lombardia e Anci sulla legge nazionale. Ieri il rinvio a settembre dell'accordo per una legge nazionale.

"Rinvio positivo"

"L'ennesimo rinvio su un tema delicato e importante quale il riordino del sistema giochi va valutato
positivamente. Utilizzeremo il tempo a disposizione per capire se si può arrivare ad un accordo nazionale".  Lo dice Viviana Beccalossi, assessore regionale e team leader della Giunta Maroni in materia di lotta alla ludopatia, commentando l'esito della conferenza Stato-Regioni che ha rinviato al 7 settembre ogni decisione in materia di riordino del gioco d'azzardo.

La polemica con Anci

La polemica era stata sollevata dall'Anci, che ad accordo "quasi concluso" ha visto le Regioni chiedere un rinvio della firma. L'accordo prevedeva tra l'altro una forte responsabilizzazione dei sindaci per la definizione degli orari di gioco e della distanza tra luoghi con slot machine e strutture pubbliche.  "Non abbiamo capito il motivo del rinvio" ha spiegato il presidente Anci Antonio Decaro, "ma non vogliamo rompere l'asse con le Regioni".

La replica

"Ancora una volta però voglio ribadire che riteniamo inaccettabile che una Regione, in questo caso la Lombardia, venga penalizzata a discapito di altre solo per aver varato una legge virtuosa ed efficace" spiega Beccalossi. "In Lombardia in materia di ludopatia è in vigore una legge  "articolata e rigorosa. Al presidente dell'Anci De Caro, che dice 'basta con la deregulation' replico che il rinvio chiesto oggi è stato sollecitato oltre che dalla Lombardia anche dalla 'sua' Puglia, con la quale in più occasioni ho avuto modo di confrontarmi con il governatore Emiliano condividendo con lui moltissimi concetti su questo tema. Ricordo infine a tutti - conclude l'assessore regionale - che in Lombardia le regole esistono e sono chiare, puntuali e precise, oltre che sottoscritte e applicate da tutti i sindaci, a partire da quelli di Milano e Bergamo, Giuseppe Sala e Giorgio Gori".

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