di Sonia Fanassi
Oltre un secolo di storia, quattro generazioni e un’attività che ha saputo attraversare epoche e cambiamenti senza perdere il legame con la propria comunità. Ecco perché anche la “Tabaccheria Rossini” di Martinengo è stata inserita da Regione Lombardia nell’elenco delle attività storiche riservato alle realtà commerciali che possono vantare almeno 50 anni di attività.
Quattro generazioni di tabaccai
La tabaccheria della famiglia Rossini può vantare ben oltre il mezzo secolo di storia, infatti affonda le proprie radici alla fine dell’Ottocento. A ricostruirne le origini è Cesare Rossini, che durante il lavoro ha ritrovato una fideiussione legata all’attività del suo bisnonno, Giovanni Asperti, già allora impegnato nella gestione della tabaccheria.
“Ho trovato un documento originale del 1896 – ha raccontato – che era già dei Monopoli e riguardava una fideiussione. Da lì ho potuto ricostruire la storia della nostra attività”.
Un cimelio prezioso che testimonia quanto siano lontane nel tempo le origini dell’esercizio. A garantire continuità è stata soprattutto la famiglia, che ha tramandato il lavoro di generazione in generazione.
“La particolarità è proprio il fatto che sia sempre stata la stessa famiglia” ha sottolineato Rossini. Il negozio è cambiato insieme alle esigenze dei clienti: in passato infatti la tabaccheria era dedicata soprattutto alla vendita dei prodotti di monopolio, mentre oggi offre numerosi servizi.

Capacità di adattarsi ai tempi
“Una volta si vendevano soprattutto i tabacchi – ha ricordato il titolare – mentre oggi ci sono i servizi di pagamento, i bonifici, la telefonia, il Lotto, il SuperEnalotto e molto altro. La tecnologia ha cambiato queste attività negli ultimi anni”.
Quello della Regione rappresenta dunque un riconoscimento alla longevità, ma anche alla capacità di adattarsi ai tempi.
“Mi è arrivata una comunicazione dal Comune che mi informava che ero stato inserito nell’elenco delle attività storiche regionali” ha spiegato l’esercente.
Il riconoscimento prevede anche un’apposita onorificenza che la famiglia dovrà ritirare ad ottobre. Dal 1896 ad oggi sono passati più di 130 anni, una storia che rappresenta un patrimonio commerciale e umano che Rossini non esclude possa continuare ancora a lungo: “Non è detto che non vada avanti per altri cento”.