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Le promesse tradite dei colossi logistici: contratti non rinnovati per centinaia di operatori

Dopo tre mesi di "boom" i contratti a tempo determinato non vengono rinnovati. I sindacati cercano di "entrare" nei colossi della logistica.

Le promesse tradite dei colossi logistici: contratti non rinnovati per centinaia di operatori
Economia Treviglio città, 15 Gennaio 2022 ore 10:06

Logistica, dopo tre mesi di "boom" i sindacati chiedono più garanzie sull’occupazione mentre i contratti a tempo determinato non vengono rinnovati. E’ arrivata inesorabile, prima della vigilia di Natale, la notizia per tanti operatori del polo logistico di Amazon di Cividate, che il loro contratto a tempo determinato non sarebbe stato rinnovato. Finito il  periodo di massima occupazione per venire incontro al picco di   consegne pre-natalizio, le promesse occupazionali sembrano già svanite, e la CGIL chiede un cambio di passo.

Liquidati dopo tre mesi di contratto, dopo Natale

Risoluzioni dei rapporti di lavoro che hanno fatto scalpore, soprattutto sui social, dove diversi dipendenti, che avevano iniziato nel nuovo polo logistico a settembre, hanno denunciato che dopo tre mesi il loro contratto di lavoro non è stato prorogato. Persone che avevano in essere un rapporto di somministrazione temporanea, applicato attraverso agenzie interinali e che attratti dai numeri annunciati dall'azienda e dalla politica locale cividatese all'apertura del polo, confidavano in un’occupazione stabile. Un'aspirazione che invece è stata bruscamente interrotta poco prima delle festività. Nel polo cividatese di Amazon  a novembre erano impiegate 900 persone con l'agenzia interinale Ggroup, 800 con Adecco e 200 da Amazon.

Protesta a fine anno

La Cgil, che a Cividate ha aperto uno sportello per il settore logistiche, allarmata dalle notizie di fine contratti, il 28 dicembre ha organizzato un volantinaggio davanti alla sede di Amazon a Cividate, raccogliendo alcune testimonianze dei non confermati e cercando di fare una stima, i cui numeri esatti sono in fase di elaborazione.

"Ci auguriamo che le persone che lavorano nel polo possano essere assunte da Amazon, ma sappiamo che non accade - hanno detto Pierluigi Costelli, Filt Cgil e Francesco Chiesa, Nidil Cgil – Un'azienda che come Amazon fa della qualità dei servizi e cura del cliente finale la propria missione, dovrebbe operare con manodopera stabile e non continui turnover di lavoratori a somministrazione temporanea come fa oggi".

Amazon, come diversi operatori di settore, a settembre 2021 ha sottoscritto un protocollo per la definizione di un sistema condiviso delle relazioni industriali con i sindacati.
Tra i punti inclusi nel protocollo c’è anche l'utilizzo di forme di lavoro atipiche, sul relativo turnover e sui percorsi di crescita e continuità occupazionale. Amazon, infatti, come tutta l'industria italiana in merito all'impiego del lavoro interinale è soggetta alla legge nazionale che impone un utilizzo proporzionale del personale diviso in 70% dipendenti fissi diretti e 30% a tempo determinato, per gestire i picchi di produzione. Percentuali che però vengono superate con degli escamotage.

Cividate come Casirate: la metà dei posti promessi

"Spesso vengono impiegati lavoratori con fragilità, come consente la legge, che permettono di aumentare la proporzione tra fissi e interinali all’interno dell’azienda - proseguono i sindacalisti  – Il nostro timore su Cividate è che si verifichi la stessa dinamica avvenuta al polo di Casirate che dopo quattro anni di operatività dei 400 posti promessi ne sono rimasti la metà, 200".

Amazon, per quel polo ha spiegato che si tratta in realtà di normali oscillazioni della richiesta di manodopera, legata alla stagionalità dell'attività del colosso dell'e-commerce.

Le contrattazioni di secondo livello tramite sindacati

Un altro aspetto che la Cgil vuole approfondire con la direzione di Amazon, in un incontro che avverrà nel mese in corso, è quello che riguarda le contrattazioni di secondo livello, cioè quelle collettive attraverso le rappresentanze sindacali. Il modello applicato in Amazon infatti è quello americano dove ogni singolo dipendente si rapporta con l’azienda.

"Il nostro intento è quello, come avviene in tutte le aziende della nazione, di far istituire un premio produttività, basato su un risultato acquisito dell'impresa, e distribuito con dei criteri oggettivi stabiliti dalle normative- Non come va ad oggi, dove tutto è stabilito soggettivamente “ad personam”, senza il rispetto di criteri come l'anzianità di servizio ed altro. Per fare questo però serve che l'azienda rispetti il protocollo sottoscritto a settembre, e che inserisca la contrattazione di secondo livello e non continui ad operare in modo unilaterale come ha fatto fino ad oggi".

Pressing per la stabilità occupazionale

L'obiettivo della Cgil è quello che la maggior parte dei dipendenti a tempo determinato impiegato nel polo cividatese di Amazon abbia una stabilità occupazionale e il nodo è il rispetto del protocollo sottoscritto a settembre, unico strumento legislativo introdotto nel settore.

"La politica ha lasciato un vuoto legislativo, troppe maglie larghe in merito all'applicazione del lavoro a somministrazione temporanea - concludono Costelli e Chiesa – Se fosse stata chiara la normativa, sarebbe stato rispettato da subito il rapporto proporzionale del 70% fissi e 30% interinali e crediamo che tante persone oggi avrebbero ancora un contratto di lavoro in essere".