Scatta la mobilitazione dei circa 150 dipendenti della “Miti SpA” di Urgnano, azienda tessile specializzata nella produzione di tessuti in poliestere e poliammide.
Modifica unilaterale dell’orario di lavoro
Dopo l’affissione di comunicati della direzione aziendale che annunciano modifiche al regime di orario di lavoro decise senza alcun confronto preventivo, le organizzazioni sindacali Femca CISL e Filctem CGIL, insieme alla RSU interna, hanno proclamato lo stato di agitazione e un pacchetto complessivo di 32 ore di sciopero. Il primo stop è fissato per domani, martedì 29 settembre, per le ultime quattro ore di ciascun turno o giornata lavorativa.
A innescare la mobilitazione è una gestione organizzativa che incide pesantemente sulle retribuzioni annuali dei lavoratori. Le ultime variazioni di orario si sommano a provvedimenti già adottati in precedenza dalla direzione, determinando una significativa perdita economica per i dipendenti in una fase già delicata, segnata dal ricorso alla cassa integrazione.
I sindacati: “Non è accettabile che ancora una volta i lavoratori paghino decisioni calate dall’alto”
“Non è accettabile che siano ancora una volta i lavoratori a dover pagare il prezzo di decisioni non condivise, calate dall’alto e prive di un confronto serio con la rappresentanza sindacale – spiegano unitariamente Femca CISL, Filctem CGIL e la RSU – In un contesto produttivo reso già complesso dalla cassa integrazione, l’azienda sembra voler sfruttare il momento di difficoltà per ridiscutere unilateralmente condizioni e diritti conquistati negli anni, scaricando sui redditi dei dipendenti il costo delle riorganizzazioni interne. Di fronte a scelte che peggiorano il salario e l’organizzazione del lavoro, la risposta non può che essere la mobilitazione”.
Lo sciopero di quattro ore di martedì 29 settembre rappresenta la prima tranche del pacchetto di 32 ore deliberato dalle organizzazioni sindacali, che definiranno le successive modalità di protesta nei prossimi giorni. La richiesta formale avanzata dai rappresentanti dei lavoratori alla direzione delle risorse umane è di ritirare immediatamente le modifiche unilaterali sull’orario e riaprire un tavolo di confronto concreto per individuare soluzioni condivise, a tutela del reddito e dei diritti del personale.