Economia
Mercato del lavoro

Imprese attive in calo dell'1%, così male solo nel 2013

L'analisi della Camera di Commercio di Bergamo per il primo trimestre del 2020.

Imprese attive in calo dell'1%, così male solo nel 2013
Economia Bergamo e hinterland, 21 Luglio 2020 ore 17:44

Il secondo trimestre 2020 si chiude con 94.001 imprese registrate in provincia di Bergamo. Lo stock delle imprese attive (83.855) è in calo tendenziale (-852 posizioni pari al -1,0% su base annua) dalla metà del 2012.

Imprese attive in calo

Nel periodo considerato si sono avute 714 nuove iscrizioni (-51,6% su base annua) e 677 cessazioni (-28.6%), con un saldo positivo di +37 unità (+528 nel corrispondente periodo del 2019). Le imprese attive aumentano su base tendenziale tra le società di capitale (+0,5%). Diminuiscono le società di persona (-3,1%), le imprese individuali (-1,1%) e le altre forme giuridiche (-2,4%), in prevalenza cooperative.

Tra i settori produttivi, la contrazione delle imprese attive rispetto a un anno fa riguarda prevalentemente il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-469 pari al -2,4%), le attività manifatturiere (-272 pari al -2,5%, di cui 164 artigiane), costruzioni (-113 pari al -0.6%), attività di
servizi alloggio e di ristorazione (-83 pari a -1.4%), trasporto e magazzinaggio (-32 pari a -1,5%). Si registrano aumenti prevalentemente tra i servizi di supporto alle imprese (+85 pari a +2,9%), le attività professionali (+60, pari al +1,6%) e le attività immobiliari (+17 pari a +0,3%), i servizi alle persone (+22, pari a +3,5%), istruzione (+12 pari al +2,8%), i servizi di intrattenimento (+4 pari a +0,4%).

Cala anche il settore artigiano

Il settore artigiano, con 30.148 imprese a fine giugno 2020, registra una riduzione del -0,9% delle unità registrate su base annua. Lo stock delle posizioni attive registra una riduzione di -265 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le iscrizioni (284) diminuiscono del -50,0% su base annua e diminuiscono anche le cessazioni (268) del -35,0%. Per questo trimestre si registra comunque un saldo positivo tra iscritte e cessate: +16 unità, contro quello del secondo trimestre dell’anno precedente, +156 unità.

Lo spaccato per genere, età e nazionalità delle posizioni attive evidenzia su base annua una flessione (-3,5%) delle imprese giovanili, un leggero aumento delle imprese straniere (+1,1%). In leggera diminuzione le imprese femminili (-0,9%).

Diminuite le procedure concorsuali di fallimento, scioglimento e messa in liquidazione: 172 nel secondo trimestre del 2020, in confronto alle 336 del corrispondente trimestre del 2019. L’importazione periodica nel Registro imprese dei dati occupazionali comunicati a INPS in base
alla localizzazione dell’impresa consente di stimare, con la cautela necessaria di fronte a dati di origine amministrativa 1 , gli addetti, cioè le posizioni lavorative presenti nel territorio, al netto del settore pubblico e delle attività dei liberi professionisti.

Chiudono imprese individuali e Srl

Le 107 mila unità locali delle imprese attive, diminuite rispetto a un anno fa, impiegano 395.842 addetti. Rispetto allo stesso periodo del 2019 si registrerebbe pertanto una riduzione di 12.321 addetti, con una variazione del -3,0%. Incrementi si riscontrano nei servizi di supporto alle imprese (+1.578), in agricoltura (+482), nei servizi di alloggio e ristorazione (+292).

Rilevanti perdite di addetti su base annua si rileva nei comparti manifatturiero (-7.352), riparazione di autoveicoli e moto (-2.723), nel trasporto e magazzinaggio (-1.701), nelle costruzioni (-541), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nelle attività professionali (-527), nei servizi di informazione e comunicazione (-313), nei servizi alla persona (-229).

“Nel secondo trimestre dell’anno anche l’anagrafe camerale registra i primi effetti della pandemia. La diminuzione di consistenza tra le imprese attive si nota particolarmente tra le attività manifatturiere e quelle commerciali, e al loro interno il calo è attribuibile soprattutto alla chiusura di imprese individuali e di srl - commenta il presidente Mazzoleni - Nel periodo resta positivo il saldo tra aperture e chiusure".

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