La trentesima edizione di Edil 2026 Next si è chiusa domenica 22 marzo alla Fiera di Bergamo con 12.000 visitatori, 150 espositori provenienti da tutta Italia e dall’estero e oltre 60 appuntamenti tra convegni, laboratori e workshop, distribuiti su circa 9.000 metri quadrati espositivi.
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Quattro giorni di temi e confronti
I numeri registrati dalla Fiera sono particolarmente rilevanti perché, a differenza del 2025 quando il medesimo numero di presenze era stato raggiunto con il contributo di GIE Giornate dell’Installatore Elettrico, quest’anno la manifestazione si è svolta come evento autonomo. Luciano Patelli, presidente di Promoberg, ha così commentato il risultato raggiunto:
«EDIL 2026 NEXT ha confermato il ruolo della Fiera di Bergamo come luogo di incontro concreto per la filiera delle costruzioni. In questi giorni abbiamo visto imprese, professionisti e istituzioni confrontarsi su temi strategici come innovazione, energia e competenze, con un approccio orientato all’applicazione e non solo alla visione. È questo il valore della manifestazione: creare connessioni e opportunità reali per il settore, in un territorio che continua a essere un punto di riferimento a livello nazionale».
Al centro del programma convegnistico i grandi nodi della trasformazione del settore: rigenerazione urbana e housing sociale, prospettive dei lavori pubblici nella fase post-PNRR, transizione energetica con focus su autoproduzione e comunità energetiche, e l’evoluzione digitale del costruire — dal BIM all’impiego di intelligenza artificiale, robotica e droni in cantiere. Spazio anche alla sicurezza sul lavoro e al capitale umano, con incontri dedicati alla formazione e all’attrattività del comparto. Alberto Capitanio, project manager della manifestazione, ha sintetizzato così l’edizione:
«Questa edizione ha messo al centro contenuti operativi e tecnologie già applicabili, offrendo ai visitatori strumenti concreti per affrontare le trasformazioni in atto nel settore. Dal BIM alla digitalizzazione dei cantieri, dalla transizione energetica alla sicurezza, il confronto tra imprese, ricerca e formazione ha reso evidente come innovazione e competenze debbano crescere insieme».

Ingegneria integrata al mondo dell’edilizia
Tra le aziende presenti, StudioArco+ Engineering srl di Caravaggio ha debuttato alla fiera con una proposta di servizi che copre l’intero ciclo di un progetto edilizio. Nata nel 1995 come studio di architettura, la società si è trasformata in società di ingegneria nel 2020. Il presidente e co-founder Marco Sesti ha raccontato il percorso:
«Studio Arco nasce nel 1995 come studio d’architettura dall’architetto Castelli e l’architetto Fontana. Nel 2020 siamo diventati società di ingegneria, il che ci ha aperto numerose opportunità in settori nuovi in cui non avevamo mai operato prima. In particolare da poco abbiamo inserito anche il ‘rilievo con laser scanner’ tra i nostri servizi. Un settore che fino ad oggi per noi era rimasto inesplorato ma ci sta dando grandi soddisfazioni».
Il vicepresidente Daniele Ferrari ha spiegato le ragioni della prima partecipazione a Edil:
«è la prima volta per noi a Edil, l’obiettivo della nostra presenza è quello di creare una rete fra le diverse figure del settore dell’edilizia in cui noi operiamo. Noi ci occupiamo a 360 gradi della parte autorizzativa a livello urbanistico, ma anche di progettazione sia a livello di architettura che ingegneristico e di interior design, così come anche della parte di rilievi. Il vantaggio di rivolgersi ad una realtà come la nostra è quella di potersi rivolgere ad un unico interlocutore in tutte le fasi che vanno dal concepimento dell’idea fino all’effettiva realizzazione dell’opera».
Il valore della sicurezza sul lavoro
Un profilo molto diverso quello di BONGIORNOwork, azienda specializzata nell’abbigliamento da lavoro personalizzato. La CEO e founder Marina Bongiorno ha illustrato un approccio che pone la sicurezza al centro, in un mercato che, a suo avviso, ha a lungo trattato questo segmento come marginale:
«La Bongiorno nasce come ‘new economy’ e quindi come un’azienda orientata verso il futuro. Ci occupiamo specificatamente di quello che è l’abbigliamento da lavoro. Noi prendiamo un qualsiasi lavoratore e insieme a lui costruiamo e ideiamo insieme, tutti gli elementi di abbigliamento e accessori che gli servono per essere in regola con le normative in piena sicurezza. Prima di noi tutti vendevano materiale, non come ‘core business’ era visto solo come un ‘supporto’ a negozi che vendevano attrezzi da lavoro. Non era visto come un aspetto fondamentale per la salvaguardia della persona sul luogo di lavoro. Invece la formazione all’interno della nostra azienda è tassativa, perché i caschi non sono tutti uguali, il vestiario non è tutto uguale, noi oltre che fare la nostra collezione, cerchiamo nel mercato mondiale solo il meglio dei materiali. Perché noi vendiamo solo questo e abbiamo la salute dei cittadini nelle nostre mani».