Economia

Area di via Panizzardo: proprietari dei terreni sul piede di guerra e Viola pronto a dimettersi

Mercoledì l’assemblea che si è svolta all’Auditorium "Merisio" della Bcc è stata teatro di contestazioni al presidente del Consorzio

Area di via Panizzardo: proprietari dei terreni sul piede di guerra e Viola pronto a dimettersi

I proprietari dei terreni dell’area di via Panizzardo a Caravaggio sul piede di guerra. Ormai è scontro aperto con Paolo Viola, presidente del consorzio che li riunisce, pronto a dimettersi.

Un’assemblea infuocata

Una vicenda annosa e complessa quella che coinvolge i 64 proprietari dei terreni che compongono l’area produttiva di 200mila mq su cui è prevista la realizzazione di una logistica e, fino allo scorso dicembre, era in vigore il contratto preliminare di acquisto della società finanziaria “Arafin”.
Mercoledì 11 marzo l’ultimo capitolo, l’assemblea che si è svolta all’Auditorium “Merisio” della Bcc è stata teatro di contestazioni, al punto che qualcuno dei consorziati ha deciso di rendere pubbliche quelle che ritiene “gravi anomalie, omissioni e tensioni”.

“Riteniamo che quanto accaduto sia di interesse pubblico per la comunità di Caravaggio, considerando anche gli intrecci con le imminenti scadenze elettorali e i fondi regionali – hanno detto – Innanzitutto siamo rimasti sorpresi dalla presenza in sala di Alessandro Bruni, legale rappresentante di ‘Arafin’ e dell’avvocato Lorenzo Giulianelli, che in tre anni non si erano mai presentati, accolti con particolare calore. In secondo luogo al primo punto dell’Odg c’era l’approvazione del bilancio 2025, peccato che a noi non fosse stata inviata alcuna documentazione preventiva: ci è stato chiesto di approvarlo sulla fiducia… Non solo, dalla relazione del revisore è emerso che il Consorzio ha già speso 1 milione di euro ed è spuntata una parcella da ben 129mila euro a favore di un consulente per due richieste preliminari di esclusione della Valutazione di Impatto Ambientale (Via), nonostante Provincia e Regione avessero già comunicato in precedenza la necessità della stessa”.

Ma quello che ha fatto perdere le staffe ai consorziati è stato scoprire solo in assemblea di due nuove manifestazioni di interesse e dell’avvenuta scadenza del contratto preliminare con “Arafin”. Il secondo punto all’Odg infatti riguardava un’informativa sugli sviluppi dell’area e della convenzione in essere, che ai consorziati è parsa più che altro uno spot a favore della società.

“Giulianelli ha illustrato la volontà di ‘Arafin’ di proseguire l’operazione, con Viola che ci ha chiesto di firmare entro fine mese una proroga del contratto preliminare scaduto – hanno affermato – Tuttavia, su esplicita domanda di un consorziato, il presidente ha dovuto ammettere che il preliminare è scaduto. A che titolo, dunque, i due rappresentanti erano stati invitati a relazionare? Non solo, un consorziato ha chiesto se fossero pervenute altre offerte per l’area ed è stato risposto negativamente, allora ha mostrato le copie di due Pec contenenti manifestazioni di interesse, inviate al Consorzio il 9 e l’11 marzo”.

Una rivelazione che ha scatenato il putiferio.

“Davanti all’esplosione dell’assemblea, il presidente si è giustificato asserendo di non aver letto le Pec e recriminando di aver investito ‘900 ore della sua professione’ per il Consorzio – hanno rimarcato – Gli è stato prontamente ricordato che per quel ruolo percepisce 30mila euro all’anno. In merito alla proroga l’assemblea si è poi riservata di valutare prima le nuove offerte pervenute e non viste dal CdA”.

Un altro tema che sta particolarmente a cuore ai consorziati è, ovviamente, quello delle tasse.

“Si è discusso dell’Imu – hanno chiarito – il revisore ha confermato l’impossibilità del Comune di sospendere il tributo per il rischio di danno erariale, ricordando che l’unica via per noi è il ricorso per una rivalutazione al ribasso. Lo ha confermato anche il sindaco Claudio Bolandrini, arrivato a bilancio approvato, che ha sollevato un allarme concreto: il timore che Regione Lombardia non rinnovi l’ulteriore proroga del bando regionale Arest, sottolineando anche la scadenza imminente dell’attuale mandato amministrativo. Ha ricordato che eventuali modifiche sostanziali del Piano di lottizzazione necessiteranno di un passaggio in Consiglio comunale in tempi utili prima delle elezioni”.

Il presidente risponde colpo su colpo alle accuse

Il presidente non si tira indietro e, contattato, ha risposto punto su punto alle pesanti accuse mossegli, non nascondendo una certa stanchezza di fronte agli attacchi.

“Il bilancio era stato approvato dal CdA e depositato alla  sede del Consorzio – ha spiegato – posso concordare sulla mancanza operativa di non aver allegato all’avviso di convocazione il documento ufficiale, ma non era mai stato fatto in 15 anni. Tanti consorziati lo avevano chiesto e l’hanno ricevuta subito. Circa i 129mila euro invece preme sottolineare che non si riferiscono a una parcella ma è la sommatoria di tutti i costi che sono stati sostenuti nell’anno 2025 relativamente alle procedure tecniche legate, tra le altre cose, anche alla richiesta di verifica di esclusione della Via. Il Consorzio ha debiti con la Bcc? Per la maggior parte si sono originati prima del 2020: io non ero presente all’approvazione dei bilanci, i consorziati sì”.

Viola ha poi fatto delle precisazioni sulla proroga al preliminare scaduto.

“La proroga, se mai sarà firmata, lo sarà con atto notarile e scrittura privata autenticata – fatto presente – Il contratto è si tecnicamente scaduto ma ha una pendenza: la fideiussione. Finché non scade quella la società ha in mano il diritto legato al contratto. E’ interesse nostro che non sia considerato scaduto perché il primo di gennaio la società avrebbe potuto richiedere quanto gli spetta. Mi spiace che la presenza di Bruni sia stata male interpretata, peraltro si è dichiarato disponibile a comprare tutta l’area per concludere l’operazione”.

E sulle tasse?

“Qualcuno il ricorso l’ha fatto e vinto, lo facciano anche gli altri – ha osservato – Il bando eroga un contributo al Comune per facilitare le opere di urbanizzazione relative alla costruzione di nuove attività produttive e quindi l’assunzione di dipendenti: siamo riusciti a ottenere una proroga e non era facile. In ogni caso, l’eventuale mancato intervento del bando non avrà impatto sui consorziati vista l’intenzione di comprare tutta l’area ma vedremo come saranno valutate le manifestazioni di interesse”.

“Sono pronto a dimettermi”

Quello che si respira sono amarezza e preoccupazione.

“Il comportamento del CdA solleva pesanti interrogativi sulla reale tutela dei nostri interessi – hanno concluso – chiedere di approvare un bilancio al buio, spingere per il rinnovo di un preliminare scaduto tacendo l’esistenza di altre offerte documentate, sono atti di una gravità inaudita. E’ stata formalmente espressa sfiducia nei suoi confronti con invito alle dimissioni, per tutta risposta ha dichiarato che per lui l’incarico è un peso ma ha rifiutato”.

Viola smentisce ma è pronto a lasciare l’incarico.

“Non è assolutamente vero che sono state chieste ufficialmente le mie dimissioni – ha asserito piccato – Sono stato io che le ho offerte. Ad assemblea conclusa infatti, di fronte alla contestazione da parte di un consorziato circa la mancata verifica della Pec, dovuta al fatto che il Consorzio non ha la struttura amministrativa per assistere quotidianamente tutte le attività, ho replicato che se avesse voluto prendere il mio posto la porta era aperta. Tuttavia se vogliono chiederle non ho nessun problema a rimettere il mio mandato, mi pagheranno per l’attività svolta fino ad oggi. Faccio notare infatti, riguardo al mio compenso, che dal febbraio 2020 ad oggi non ho ancora incassato un euro, 908 ore sono più o meno cinque mesi e mezzo di lavoro. Il mio compenso sarà versato a conclusione dell’operazione”.