Un’assemblea interlocutoria quella di ieri, martedì 14 luglio, tenuta dal Consorzio per lo sviluppo di via Panizzardo, l’area di Caravaggio che attende da 16 anni che si compia il suo destino. Quel che è certo è che l’irruzione sulla scena del “Gruppo Vitali” ha irritato quello che finora era l’unico acquirente in campo, che ha presentato una diffida.
“La diffida è un atto intimidatorio”
Di fronte alla possibilità che i consorziati prendessero in considerazione la proposta di acquisto del “Gruppo Vitali”, la società che finora ha giocata senza avversari si è irrigidita e nei giorni scorsi ha inviato una diffida ai membri del Consorzio.
“Nel contratto preliminare per l’acquisto di una porzione dell’area con accesso da via Panizzardo, ricompresa negli Ambiti di trasformazione PL2 e PL3, l’articolo 8 prevede, tra l’altro, una condizione risolutiva per il caso di mancato rilascio o diniego del permesso di costruire per l’esecuzione del progetto di sviluppo e per la realizzazione delle opere dì urbanizzazione da parte del Comune di Caravaggio si legge nel documento – ‘Arafin’ dichiara di rinunciare alla condizione risolutiva e, per effetto dì tale rinuncia, il preliminare deve intendersi efficace e pienamente vincolante tra le parti, con conseguente obbligo delle stesse di stipulare il contratto definitivo di compravendita”.
Poi si aggiunge:
“Per effetto della mancata erogazione del finanziamento ‘Arest’ e della mancata conclusione dell’iter urbanistico contrattualmente previsto a carico dei promittenti venditori, il prezzo di compravendita deve essere adeguato d’accordo tra le parti con negoziazione in buona fede”.
Infine si conclude diffidando “i promittenti venditori, ciascuno per quanto di rispettiva spettanza, a non intraprendere e/o coltivare trattative con terzi soggetti per la vendita dell’area oggetto di contratto preliminare poiché ciò costituirebbe grave inadempimento”.
A riguardo a prendere la parola è stato un consorziato indispettito:
“Ritengo la diffida totalmente infondata – ha detto – il contratto preliminare è scaduto, i termini sono scaduti: il Consorzio è libero di valutare qualunque altra offerta. Ha un contenuto intimidatorio e non è meritevole nemmeno di risposta. Se la società ritiene di dover fare un nuovo preliminare proponga un nuovo contratto con termini seri e una caparra non oggetto di una condizione risolutiva come stato è proposto ad oggi”.
Opinione condivisa anche da un avvocato, legale di un gruppo di consorziati, tuttavia il rappresentante di “Arafin” ha ribadito che la società ritiene la diffida “efficace”.
L’offerta del “Gruppo Vitali”
A presentare l’offerta del “Gruppo Vitali” è stato l’ingegner Antonio Sala, al ribasso rispetto ai 55euro al mq finora proposti dall’avversario. Pochi, maledetti e subito, è suonata un po’ così.
“Da parte nostra c’è la volontà di portare avanti l’operazione, e lo abbiamo dimostrato acquisendo l’area del Comune – ha affermato – unica società a partecipare all’asta, con un leggero rialzo. Tuttavia, o si va avanti tutti uniti o stiamo fermi: noi in attesa di quello che succederà nei prossimi anni e voi a trascinarvi in questo percorso che, finora, ha visto la perdita del bando regionale e l’invalidazione di una verifica di valutazione di impatto ambientale per due volte, con perdita di tempo e denaro. Tutto questo ha portato alla situazione attuale con eventuali altri costi futuri che il Consorzio dovrà sostenere. Ci sono poi le spese sostenute dall’organismo stesso, piuttosto ragguardevoli, sulle quali vogliamo fare delle verifiche più approfondite”.
Una premessa che ha posto le basi per l’offerta.
“Ci siamo chiesti se avreste la pazienza di aspettare ancora tre anni con il dubbio che poi si torni punto a capo con una nuova procedura, e nel frattempo altri costi che maturano – ha sottolineato – e ci siamo detti che era più interessate formulare un’offerta magari, rivisitata nel valore assoluto al mq, ma che porti a rogito in tempi molto brevi, fatte salve le verifiche su obbligazioni, ipoteche, servitù, sottoservizi. Quindi proponiamo 50 euro/mq, ci facciamo carico delle opere mancanti a causa della perdita del bando ‘Arest’e verificheremo come detto le spese del Consorzio. Ma ribadisco che serve unità d’intenti per portare avanti il progetto e firmare la convenzione con il Comune con deposito delle garanzie fideiussorie: noi siamo pronti domani mattina”.
“Arafin” conferma il suo nuovo preliminare
“La proposta del ‘Gruppo Vitali’ non contiene i costi del Consorzio, 2 milioni 900mila euro – ha detto il rappresentante della società rivolgendosi ai consorziati – e i 700mila da noi offerti a un proprietario? E’ abbastanza essenziale perché sono complessivamente 3,5 milioni di euro che vanno a incidere per circa 12 euro/mq, quindi l’offerta non è di 50 ma di 38 euro/mq. Inoltre l’acquisto avverrebbe prima o dopo la sottoscrizione della convenzione? Da essa derivano infatti alcuni impegni”.
Poi ha fatto una rivelazione:
“Oltre al preliminare con voi consorziati ne abbiamo sottoscritto un altro per le aree di alcuni membri che non hanno mai dato delega al Consorzio per le trattative e che non facevano parte del primo contratto preliminare (rappresentate da un architetto presente in sala ndr.) con condizioni adeguate all’iter urbanistico”.
Infine ha ribadito la proposta già fatta dalla società:
“Oltre ai 2 milioni 900mila euro e ai 700mila citati in precedenza, nel nuovo preliminare è stato inserito anche l’accollo di una parte del finanziamento mancato di ‘Arest’ – ha concluso – in più abbiamo annunciato la rinuncia alla condizione risolutiva. Il prezzo di 55 euro/mq oggi va però adeguato per via del bando sfumato e dei costi di progettazione non più a carico del Consorzio”.
Il dibattito è stato concitato e qualcuno ha manifestato totale sfiducia sia nel Consorzio che nella società “Arafin” poi, alla fine, il presidente dimissionario Paolo Viola ha dato un suggerimento.
“Le proposte vanno formalizzate dopo di che il CdA predisporrà un confronto analitico dei parametri da valutare – ha sostenuto – il costo al mq e i vari oneri aggiuntivi”.
“E’ opportuno fare una matrice dei dati sul piatto e chiedere alla parti di calarvi la loro offerta – ha aggiunto il revisore dei conti Giorgio Rigamonti – uno schema che chiarisca bene cosa prevede l’una e cosa l’altra”.
Suggerimenti accolti e l’assemblea è stata chiusa, ne sarà fissata un’altra la prossima settimana: lì (si auspica) si deciderà che strada prendere.