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Vagues Saxophone e organo in concerto per una prima mondiale

Al santuario di Caravaggio eseguiranno "Russian Bells" di Paolo Ugoletti.

Vagues Saxophone e organo in concerto per una prima mondiale
Cultura Treviglio città, 29 Ottobre 2018 ore 11:37

Vagues Saxophone in concerto a Caravaggio per la prima assoluta “Russian Bells” di Paolo Ugoletti per organo e quartetto di sassofoni.

Anteprima mondiale al santuario

Appuntamento imperdibile per gli amanti della musica, martedì, alle 20.30, al santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio. In programma uno strepitoso concerto per organo e quartetto di sassofoni, i Vagues Saxophone Quartet, che da più di due mesi stanno lavorando insieme per preparare questo progetto. In anteprima mondiale eseguiranno un pezzo scritto da uno dei più importanti compositori bresciani, Paolo Ugoletti, “Russian Bells”.

All’organo Giovanni Solinas

Nato grazie alla preziosa collaborazione con l’organista algherese Giovanni Solinas, Kappelmeister alla Pfarrkirche St. Cornelius in Dülken, Germania, il Vagues Saxophone Quartet “Organ Project” è uno spettacolo sonoro di una bellezza unica. L’unione di due strumenti così lontani ma così affini, l’organo e il saxofono, agli antipodi nell’immaginario comune non solo per la storia che li separa.

Strumenti lontani e così vicini

Sono gli strumenti forse più caratteristici di ambienti sociali profondamente opposti, quello dell’istituzione religiosa, e quello del profano dalle sonorità più lussureggianti, eppure così vicini, entrambi strumenti caratterizzati dall’”aria” e dalle “ance”. Il quartetto di sax si rapporta all’organo talvolta in opposizione, come un vero e proprio coro battente, talvolta funge invece da registro aggiunto, dando vita a un unico strumento ideale, uno strumento antico profondamente moderno.

Dalla tradizione sacra russa

“La tradizione sacra russa – spiega Paolo Ugoletti – non prevede l’impiego di strumenti altri che la voce in chiesa e le campane fuori dal tempio. Sembrerebbe poca cosa finché non si assiste ad uno Zvon come si definisce in russo la scampanata di un coro di campane, piccole e grandi, che precede o chiude un servizio liturgico. A Ganina Yama in un recinto consacrato ci sono sette chiese con i relativi cori di campane e ascoltare i loro rintocchi che si sommano e si richiamano nei modi più casuali è stata una bella esperienza musicale”.

Atmosfere e suggestioni

“Con il mio “Russian Bells” – continua l’autore – ho voluto in qualche modo far rivivere quella situazione con strumenti, sassofoni e organo, che nulla hanno a che vedere con la fisica sonora delle campane, ho quindi mirato più a ricrearne l’atmosfera emotiva e la suggestione che il reale suono. Da una esplosione sonora iniziale, le campane ci sorprendono sempre al loro primo apparire, sono passato all’articolazione dei cori, a quel risuonare di piccole melodie che si seguono e si sommano per poi passare dopo una fragorosa accumulazione ad una terza parte”.

Il finale

“E’ l’aspetto più suggestivo – spiega l’autore – del suono delle campane. Quando, dopo che hanno suonato, lasciano nell’aria la loro vibrazione, un ricordo che solo lentamente affievolisce e sopisce portando con se un senso di pace e benessere quale che sia la latitudine o il credo al quale chi ascolta appartiene”.

Programma della serata

Enjott Schneider

– Crucifixus
– Toccata

– Adagio
– Marcia Funebre

Paolo Ugoletti – Russian Bells (prima esecuzione mondiale)

Barbara Thompson – 4 Mirages

Interpreti

Giovanni Solinas, organo

Vagues Saxophone Quartet:

Andrea Mocci – Sax soprano
Francesco Ronzio – Sax alto
Mattia Quirico – Sax Tenore
Salvatore Castellano – Sax Baritono

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