Cividate

Scorci di guerra e di prigionia, il diario del soldato Gheza diventa una mostra

Venerdì sera a casa Gorini a Cividate è stata inaugurata l'esposizione artistica tratta dal diario «Dal Fronte alla prigionia» di Fiorino Gheza.

Scorci di guerra e di prigionia, il diario del soldato Gheza diventa una mostra
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Venerdì sera a casa Gorini a Cividate è stata inaugurata l'esposizione artistica tratta dal diario «Dal Fronte alla prigionia» di Fiorino Gheza.

Scorci di guerra e di prigionia

Venerdì, alle 20.30 alla casa Gorini a Cividate è stata inaugurata la mostra «Scorci di Guerra e prigionia», tratta dal diario «Dal Fronte alla prigionia» di Fiorino Gheza, a cura di Paolo Dentella e Magda Stofler, con progetto grafico di Mariella Minin. L'iniziativa è stata organizzata dal Comune di Cividate nell'ambito delle celebrazioni per il IV Novembre. "Questa volta la celebrazione di questa importante ricorrenza- ha detto - l’assessore Gloria Chitò l'abbiamo fatta con l’inaugurazione di una mostra culturale itinerante tratta dal diario di Fiorino Gheza, prigioniero della prima guerra mondiale. Questa esposizione si inserisce tra le proposte del circolo culturale Ghislandi. La bellezza dell’iniziativa sta nel fatto che, anzitutto, è stata condivisa e costruita fianco a fianco alle associazioni d’arma cividatesi che hanno confermato la loro sensibilità a questo tema e all’importanza di celebrare le feste civili come momento di comunità. L’altro aspetto significativo è che i primi visitatori sono stati gli alunni delle classi terzi della scuola secondaria di primo grado. Ringrazio la alla dirigente e le insegnanti per aver mostrato interesse al progetto. Mi sento di ringraziare particolarmente il consigliere comunale di Casazza e di comunità montana Manuel Belotti che mi ha permesso di conoscere Paolo Dentella curatore della mostra itinerante, che altrettanto ringrazio per aver dato l’opportunità a Cividate di vedere la mostra. E’ questo, a mio modesto parere, un altro buon esempio di collaborazione tra amministratori locali nel segno della cultura".

Fiorino Gheza

Fiorino Gheza è un giovane bergamasco di Castro che a diciannove anni è chiamato alle armi. Gheza, sottoufficiale racconta nei suoi scritti racconta gli esordi bellici sui monti dell'Adamello, le difficoltà delle truppe sull'Isonzo e la Battaglia della Bainsizza, fino allo sfondamento di Caporetto e alla dolorosa deportazione e prigionia in Germania. La testimonianza di Gheza è integrata da altre voci di soldati e prigionieri che, come lui, condivisero percorsi e sciagure analoghe, il più famoso dei quali fu Carlo Emilio Gadda.

Dal Fronte alla prigionia

Il diario è costituito da tre volumi rilegati, contenenti le pagine scritte di proprio pugno. I disegni acquerellati rivelano un enorme talento artistico e fanno della sua testimonianza un documento unico nel panorama diaristico della Grande Guerra. Le sue illustrazioni , realizzate in larga parte durante la prigionia, esaltano le sue impressioni: dai soldati caduti durante le battaglie, ritratti nell’immobilità della morte, passando per i treni bestiame su cui fu deportato, fino ad arrivare ai prigionieri smagriti dalla fame, realizzando un documento di assoluto rilievo storico. La mostra permette di riflettere su una vicenda spesso trascurata nei discorsi sulla Prima Guerra Mondiale, ovvero quella dei prigionieri italiani: dimenticati e reietti dalla patria per cui combatterono, dovettero far fronte alle privazioni dei lager con modalità che, in certe forme, anticiparono le enormi brutalità che caratterizzeranno la vicenda dei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale. La mostra consta di dodici pannelli che raccolgono le rappresentazioni precedentemente menzionate.
"Paolo Dentella ed io siamo legati da un'amicizia nata, tanti anni fa, grazie alla passione comune per la musica. - ha detto Manuel Belotti - Studioso e grande esperto del '900, attraverso le sue relazioni, è sempre in grado di raccontare, con passione, gli eventi storici, contestualizzando con raffinata precisione i momenti cruciali del periodo bellico nostrano. La sua, è una mostra carica di emozioni e di spunti di riflessione".

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