Arte e cultura

Romano celebra Saulo Ambrosini: la tavolozza del Papa entra nella storia artistica della città

La tavolozza dei colori, utilizzata per il celebre ritratto di Papa Leone XIV, segna l’ingresso ufficiale di Ambrosini nel pantheon degli artisti più importanti della città, accanto a nomi come Rinaldo Pigola e Mario Pozzoni.

Romano celebra Saulo Ambrosini: la tavolozza del Papa entra nella storia artistica della città

La cerimonia ieri martedì 7 aprile 2026 nella Sala Consiliare a Palazzo della Ragione a Romano, ha visto la partecipazione delle autorità e del mondo culturale locale per onorare il gesto generoso del pittore.

Il Pantheon dell’arte romanese

Ieri, martedì 7 aprile 2026, la Sala Consiliare del Comune di Romano è stata teatro di un evento speciale: la scopertura della Tavolozza dei colori di Saulo Ambrosini, incorniciata e affissa all’ingresso, accompagnata da una targa commemorativa. La tavolozza dei colori, utilizzata per il celebre ritratto di Papa Leone XIV, segna l’ingresso ufficiale di Ambrosini nel pantheon degli artisti più importanti della città, accanto a nomi come Rinaldo Pigola e Mario Pozzoni.

Una sala gremita per celebrare un gesto d’arte e generosità

La cerimonia ha registrato una partecipazione straordinaria: erano presenti il sindaco Gianfranco Gafforelli, il vicesindaco Andrea Nozza, il presidente del Consiglio Paolo Patelli, l’assessore al bilancio Umberto Sicoli e l’assessore Marinella Siepi, oltre a rappresentanti delle associazioni culturali e artistiche locali e dei volontari. Il sindaco Gafforelli, nel suo intervento, ha sottolineato il valore dell’opera e del gesto:

“Siamo davvero contenti di essere qui oggi a celebrare Saulo Ambrosini, perché ha compiuto un grande gesto. – ha detto – La sua opera, donata a Papa Leone XIV, trova ora spazio in questo luogo dove spesso le tensioni sono alte e gli animi si scaldano; c’è bisogno di un po’ di santità”.

La tavolozza e il messaggio universale dell’arte

La Tavolozza, simbolo del talento e della generosità di Ambrosini, è stata finalmente resa visibile al pubblico nella Sala Consiliare. La targa ricorda il gesto che ha portato l’artista a Roma, dove il 22 ottobre aveva consegnato il ritratto al Papa, immortalando il pontefice commosso e sorridente. Ambrosini, visibilmente emozionato, aveva dichiarato: “Santità, sono Saulo, io l’arte l’ho sempre donata”. Durante la cerimonia di ieri, Ambrosini ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che lo hanno supportato nel suo percorso: dalla famiglia agli amici, fino a chi lo ha accompagnato nel viaggio verso il Vaticano, trasformando un sogno personale in un atto di condivisione con la comunità. Le sue opere, tra cui il ritratto del compianto sindaco Giuseppe Longhi e quello del fiume Serio, donato all’Ente Parco del Serio, incarnano la filosofia di vita dell’artista: l’arte come dono, la bellezza condivisa, e la memoria collettiva come patrimonio universale.