Gli alberi del Bosco di Oz iniziano a dare i loro frutti. Presentato lo scorso aprile il grande archivio vivo, in grado di raccontare Zingonia attraverso le persone, inizia a prendere forma con l’avvio della prima fase del progetto nato dall’intuizione della sua ideatrice Laura Morelli, dell’associazione “D+” (no profit con sede a Crespi d’Adda che promuove le arti contemporanee) e la collaborazione di “Aps Lapsus”. In questi mesi il Bosco di Oz ha accolto nuovi partner, privati cittadini ed enti, che hanno deciso di credere nella sua potenzialità diventando loro stessi protagonisti della storia. Una storia che verrà raccolta e poi raccontata attraverso gli occhi delle generazioni più giovani seguendo una linea invisibile, ma potente, che lega l’intera comunità.
“LabOZ”, a caccia di storie
E ora ci sono tutti i presupposti per poter partire. Grazie ai cinquemila euro ottenuti dal bando promosso da Fieb (Fondazione Istituti Educativi di Bergamo) e con il sostegno di Cisl Bergamo (che ha contribuito con altri mille euro) è stato, infatti, possibile finanziare la prima fase del programma presentata nei giorni scorsi in Comune a Boltiere e alla Consulta delle associazioni di Ciserano. Si chiama “LabOZ” ed è un laboratorio sperimentale rivolto ad adolescenti tra i 14 e i 17 anni che vivono o frequentano Boltiere, Ciserano o Zingonia. Si svilupperà in più incontri per un totale di 10 ore durante i primi sei mesi del 2026. “LabOZ” sarà poi itinerante: ogni incontro avverrà in un luogo simbolico e significativo e si aprirà con il racconto della sua storia e del legame con Zingonia.
“Durante il laboratorio i ragazzi e le ragazze, partendo dalle proprie reti, realizzeranno una mappa relazionale e andranno a video intervistare persone con una storia da raccontare su Zingonia – ha spiegato Morelli – Le testimonianze diventeranno così un archivio capace di raccontare la vita quotidiana e la storia sommersa: il risultato verrà restituito al pubblico durante un evento pubblico conclusivo per alimentare la percezione positiva del territorio come spazio di legami e non di margini”.
Un grande archivio online
L’obiettivo finale del progetto prevede la pubblicazione dell’archivio online, di un kit didattico e di un e-book. Si partirà dal materiale già disponibile a partire dal 1964, tra questi il fondo del progetto “Orizzonte Zingonia” realizzato tra il 2015 e il 2018 che ha avviato un processo di trasformazione della narrazione locale. A guidare il progetto è sempre la metafora del bosco come ecosistema culturale in cui persone, luoghi e memorie si intrecciano. Tutto curato nei dettagli da tanti enti e professionisti che si sono messi a disposizione per nutrire il terreno fertile del Bosco di Oz. Il progetto ha già incassato il sostegno dei Comuni di Ciserano, Boltiere, Verdello e Osio Sotto a cui si sono aggiunti gli Istituti comprensivi di Ciserano-Boltiere, Osio Sotto e Verdellino, Cisl e Cgil Bergamo e la Rete bibliotecaria bergamasca.
“Zingonia è un laboratorio a cielo aperto, un vero concentrato di sperimentazione che ha dimostrato la proprio intelligenza nel problem solving continuo di questi 60 anni – ha aggiunto – E’ formato da tante macchie di leopardo: ora vogliamo dargli l’occasione di diventare il leopardo stesso”.
Per questo, nel Comitato scientifico sono state coinvolte personalità della caratura di Carolina Lussana, archivista e storica degli archivi d’impresa, Carmelo Di Bartolo, designer strategico bionico specializzato nello studio delle strutture naturali applicate al design, l’archivista Marcello Proietto e Cecilia De Carli, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica di Milano che potrà dare uno sguardo estetico e una lettura più artistica a questo nuovo contenitore virtuale.