Cultura

Folla alla presentazione dell’opera su Bartolomeo Colleoni che conclude le celebrazioni

Sabato 28 febbraio autorità civili, militari e religiose e mondo dell’associazionismo bergamasco hanno gremito il Filandone

Folla alla presentazione dell’opera su Bartolomeo Colleoni che conclude le celebrazioni

Con la presentazione del volume “Martinengo antico borgo nel segno di Bartolomeo Colleoni” l’Amministrazione comunale ha chiuso in pompa magna le celebrazioni per il 550esimo anniversario dalla morte del celeberrimo condottiero.

Bartolomeo Colleoni

Presentata l’opera che chiude le celebrazioni del 550esimo anniversario della morte del Colleoni

Dopo un anno di iniziative culturali ed eventi di vario genere, che hanno visto protagonisti i diversi Comuni in cui la presenza del capitano di ventura che operò tra il Medioevo e il Rinascimento ha lasciato un segno indelebile, sabato scorso al Filandone di Martinengo il sindaco Pasquale Busetti – curatore dell’opera scritta a più mani da Enrico Scarpellini, Liliana Francesca Lanzani, Luca Taramelli, Alessio Agliardi, “Gruppo folcloristico Bartolomeo Colleoni” e “Pianura da scoprire” – insieme alla sua squadra ha organizzato un incontro presentato dal giornalista e scrittore Paolo Aresi.

“Sono passati 550 anni dalla morte di Colleoni eppure noi siamo qui portare avanti la memoria dell’intreccio tra lui e la comunità, che è ancora vivo – ha esordito Aresi – Nel libro non troviamo tanto il condottiero invincibile, qual è stato, quanto l’amministratore, l’uomo di pace e tutto quello che ha fatto per queste terre sotto l’aspetto dell’architettura, della cultura, della religione, dell’agricoltura, del lavoro. E sono contento di vedere qui riuniti tanti rappresentanti delle istituzioni perché ognuno può essere un piccolo Colleoni nel momento in cui mette tutta la sua passione, volontà e capacità, con umiltà, per fare il bene della sua gente e non altro”.

Parole che hanno suscitato un applauso spontaneo.

“Tutti abbiamo bisogno di conoscenza e saggezza – ha concluso – dobbiamo pensare a Rinascimento. Di fronte ai tanti problemi la risposta la troviamo nella memoria, cultura e nell’identità: se cancellassimo la nostra memoria non saremmo nessuno e non andremmo da nessuna parte”.

Bartolomeo Colleoni
Il giornalista e scrittore Paolo Aresi con il sindaco Pasquale Busetti

Uno stuolo di autorità alla “corte” del Colleoni

Un appuntamento a cui hanno preso parte autorità locali civili, militari e religiose e un folto gruppo di sindaci e rappresentanti del mondo associativo della Bergamasca, oltre al presidente della Provincia Pasquale Gandolfi, al consigliere provinciale Marco Gaverini, ai consiglieri regionali Pietro Macconi e Alberto Mazzoleni, al deputato Alessandro Sorte e al senatore Giulio Terzi. Una sala consiliare gremita al punto che molti sindaci e cittadini sono rimasti in piedi.

“Mi fa piacere la vostra presenza così numerosa – ha esordito il primo cittadino affiancato dal vice Fabrizio Plebani rivolgendosi alla platea – la pubblicazione che presentiamo oggi rappresenta un significativo approfondimento sulla figura di Batolomeo Colleoni, non solo come celebre condottiero ma anche come uomo di pace, amministratore illuminato e promotore dello sviluppo dei borghi storici e dei territori. Desidero esprimere il mio più sentito apprezzamento e ringraziamento agli autori e a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione di questa pubblicazione. Un’opera che rappresenta un omaggio e un motivo di orgoglio per la nostra comunità. Con l’auspicio che questo volume possa diventare uno strumento di conoscenza e approfondimento, rendendo onore al Colleoni e riaffermando l’impegno nel valorizzare e preservare un patrimonio storico e artistico che ci appartiene profondamente”.

Il sindaco non ha mancato di ricordare che l’opera è stata patrocinata da diversi enti e finanziata da sponsor privati locali, citandoli tutti uno a uno. Un piacevole video sulle opere del condottiero in città, i messaggi di congratulazioni giunti dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso e dal presidente della Camera Lorenzo Fontana poi Busetti ha aperto gli interventi dei numerosi ospiti iscritti a parlare. Via via sono quindi intervenuti i numerosi si ospiti.

“Porto al sindaco i complimenti del presidente del senato Ignazio La Russa – ha detto tra gli altri Terzi – e voglio oggi ricordare che, pochi anni fa, su iniziativa italiana e gruppi di opinione, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha passato una risoluzione sulla necessità che si affermi l’esistenza di un diritto umano universale alla conoscenza: la comunità deve avere accesso a un’informazione trasparente e libera che contrasti le propagande e le deformazioni cognitive usati con finalità di sovversione e alterazione dei processi democratici e della nostra esistenza civile. Oggi parliamo di un condottiero, con ideali cristiani, capace di comprendere la sua comunità e in particolare il mondo dei deboli che allora erano le fanciulle, per le quali ha fondato il Luogo Pio: un anticipatore, straordinariamente moderno in grado di comprendere le difficoltà della donna nella società di allora. Da Martinengo, con questa giornata, si fa un passo avanti verso la Bergamasca tutta, nel segno dell’identità e di una cultura alta che deve saper coinvolgere il territorio. È essenziale lavorare insieme”.

A commentare l’iniziativa è stato anche Sorte.

“Attenzione che la Corte dei Conti apre un fascicolo – ha scherzato sullo sforzo economico che ha comportato il volume – complimenti per la raffinatezza con cui è stata ricostruita la storia del Colleoni, nei nostri Comuni c’è una grandissima cultura. E la vera ricchezza del nostro territorio sta nella bellezza che messaggi come questo trasmettono e la cura con cui amministratori e associazioni coltivano questo campo stupendo”.

Gandolfi dal canto suo ha messo in risalto l’impegno della Provincia per la creazione di una “Biblioteca dei Comuni” in borgo Santa Caterina, in cui sono stati raccolti tutti i libri scritti su ogni singolo paese della Bergamasca, aperta 365 giorni l’anno.

“Vi è raccolta la storia che ogni Amministrazione è riuscita a recuperare e ricostruire – ha affermato – ed è messa a disposizione di studiosi e non solo, dell’intera comunità. Questo libro entrerà a farne parte”.

Bartolomeo Colleoni

Un piccolo rinfresco ha infine chiuso in bellezza la serata.